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Ultime dal Blog: Qoelet

Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

  Negli ultimi giorni, due notizie (distinte tra loro ma pur collegate in un certo senso, come vedremo) hanno portato alla ribalta la situazione del Patriarcato di Costantinopoli. La prima riguarda un suo problema interno: a quanto pare, da ora in poi il Patriarcato ecumenico approverà regolarmente le seconde nozze dei preti lasciati dalle mogli […]

Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Pregare con l’anima e il corpo

La Chiesa così ci ricorda, ancora una volta, che non è l’esattezza delle pratiche religiose a fare di noi dei veri cristiani, ma la nostra vita tutta intera. Non si può essere cristiani solo col corpo o solo con l’anima: parafrasando Sant’Agostino, se non diventiamo spirituali anche nel corpo diventeremo carnali anche nell’anima.

Decima domenica di Matteo

23 Luglio / 5 Agosto 2018

Decima Domenica dopo Pentecoste (Decima domenica di Matteo)
Tono primo
Santo Martire Focas, e Sant’Apollinare di Ravenna


Evangelo mattutino X (Giovanni 21, 1-14)

Prochimeno
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (4, 9-16)
Fratelli, Dio ha messo all’ultimo posto noi apostoli, come condannati a morte, poiché siamo stati resi spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. Noi stolti a motivo di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi gloriosi, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, soffriamo la sete, soffriamo la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo erranti e fatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, consoliamo. Fino ad oggi siamo divenuti come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti! Non per farvi arrossire vi scrivo questo, ma per ammonirvi, come miei figli amati. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri; io infatti vi ho generato in Cristo Gesù mediante il vangelo. Vi esorto, dunque: fatevi miei imitatori!

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo Cristo. (Ps 17, 48. 51)

Evangelo
secondo Matteo (17, 14-23)
In quel tempo si avvicinò a Gesù un uomo gli si accostò, inginocchiandosi davanti a lui, e dicendo: “Signore, abbi pietà del mio figliuolo, poiché egli è lunatico, e malamente soffre; poiché spesso cade nel fuoco, e spesso nell’acqua. Ed io l’ho presentato ai tuoi discepoli, ma essi non l’hanno potuto guarire”. E Gesù, rispondendo, disse: “Ah, generazione incredula e perversa! fino a quando mai sarò con voi? fino a quando mai vi sopporterò? conducetemelo qua”. E Gesù sgridò il demonio, ed egli uscì di lui; e da quell’ora il fanciullo fu guarito. Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, dissero: “Perché non abbiamo noi potuto cacciarlo?” E Gesù disse loro: “Per la vostra incredulità; poiché io vi dico in verità, che se avete di fede quanto un granello di senape, voi direte a questo monte: Passa di qui a là, ed esso vi passerà; e niente vi sarà impossibile. Ora, questa generazione di demoni non esce fuori, se non per orazione e digiuno”.
Ora, mentre essi conversavano nella Galilea, Gesù disse loro: “Accadrà che il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani degli uomini; ed essi lo uccideranno, ma il terzo giorno egli risusciterà. Ed essi ne furono grandemente rattristati.


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