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Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

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Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Pregare con l’anima e il corpo

La Chiesa così ci ricorda, ancora una volta, che non è l’esattezza delle pratiche religiose a fare di noi dei veri cristiani, ma la nostra vita tutta intera. Non si può essere cristiani solo col corpo o solo con l’anima: parafrasando Sant’Agostino, se non diventiamo spirituali anche nel corpo diventeremo carnali anche nell’anima.

Il mio Signore è La Resurrezione

 

margaritaeMargaritae“, perle…

Brevi spunti di riflessioni e preghiera
tratti dalle opere dei nostri Santi.

 

 

San Nicola di Ochrid
Il mio Signore è la Resurrezione

Icona della Pasqua

Il mio Signore è la Resurrezione. Risuscita i morti dal mattino alla sera e dalla sera all’aurora.

Ciò che il mattino seppellisce, il Signore lo fa risorgere di sera, e ciò che la sera mette nel sepolcro, il Signore lo risuscita al mattino.

Quale opera è più degna per il Dio vivente se non quella di risuscitare i morti e condurli alla vita?

Credano pure gli altri che Dio rancoroso verso gli uomini e che ci sia per loro la condanna.

Io, da parte mia, credo al Dio che risuscita i morti.

Altri credano pure ad un Dio che non si accosta ai viventi nemmeno quando essi lo chiamano.

Io mi prostrerò davanti al Dio che tende il suo orecchio sul cimitero per sentire se c’è qualcuno che spera nella risurrezione e in Colui che la opera.

I seppellitori sotterrano e restano in silenzio. Il Signore disseppellisce e grida.

La madre seppellisce la figlia, il Signore la riesuma; il Signore è una madre migliore della madre.

Il padre ricopre di terra il figlio, il Signore lo scopre. Il Signore è un padre migliore del padre.

Il fratello sotterra il fratello. Il Signore lo risuscita. Il Signore è un fratello migliore del fratello.

Il Signore non ha lacrime né sorrisi per i morti. Tutto il suo cuore è per coloro che vivono.

Il mondo piange i suoi nei cimiteri, il Signore li cerca con un canto e li risveglia.

Risuscita, Signore, il mio spirito affinché anche il mio corpo possa risorgere! Dimora nel mio spirito e il mio corpo sarà il Tuo tempio!

Preoccupati i miei prossimi chiedono: «Questo corpo, il nostro corpo, risorgerà?»

Se una volta per tutte avrete rinunciato a voi stessi e non vivrete più per voi stessi, allora il vostro corpo sarà come risorto.

Se il vostro corpo è il tempio del Dio Altissimo, allora Colui che risuscita è in voi e la vostra resurrezione è compiuta.

Il corpo cambia; molti corpi sono stati chiamati “nostri”. Tra di essi quale risorgerà?

Forse nessuno. Ma sicuramente quello – se lo avete posseduto – che esprime con chiarezza la Parola di Dio.

O Tu che risusciti, la morte non risuscita poiché essa non ha mai vissuto!

Tu sei la Resurrezione e sei colui che risuscita poiché sei la Vita.

Risuscita unicamente il seme in cui ti sei celato e solo il seme che ti appartiene.

Soltanto lo spirito che vive sempre per Te e non per il mondo sarà restituito alla vita.

Soltanto il corpo che ha iniziato a suo tempo a essere pieno di Spirito Santo sarà preservato da Te.

Solo colui che, nei sepolcri, appartiene al Dio vivente, risorgerà.

Nessuno può risuscitare i morti se non il Signore e nessuno tra i morti potrà risorgere se non il Signore.

Poiché Egli è nei Suoi santi. In verità, Egli è nei Suoi viventi e nel sepolcro e oltre il sepolcro.

(Tratto da Nicolas Velimirovitch, Prières sur le lac, 2004, Lousanne, L’Age d’Homme, trad italiana a cura di Chiara Ruth Rantini nel numero 8 di Luce Vita)

 


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