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Ultime dal Blog: Qoelet

Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

  Negli ultimi giorni, due notizie (distinte tra loro ma pur collegate in un certo senso, come vedremo) hanno portato alla ribalta la situazione del Patriarcato di Costantinopoli. La prima riguarda un suo problema interno: a quanto pare, da ora in poi il Patriarcato ecumenico approverà regolarmente le seconde nozze dei preti lasciati dalle mogli […]

Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Pregare con l’anima e il corpo

La Chiesa così ci ricorda, ancora una volta, che non è l’esattezza delle pratiche religiose a fare di noi dei veri cristiani, ma la nostra vita tutta intera. Non si può essere cristiani solo col corpo o solo con l’anima: parafrasando Sant’Agostino, se non diventiamo spirituali anche nel corpo diventeremo carnali anche nell’anima.

Festa della Trasfigurazione del Signore

6 / 19 Agosto 2018

Dodicesima Domenica dopo Pentecoste
Tono terzo
Trasfigurazione del Signore

La Trasfigurazione

AL MATTUTINO:
Evangelo secondo Luca (9, 28-36)
In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini che parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e quelli con lui erano oppressi dal sonno, ma restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”, non sapendo cosa dire. E mentre diceva queste cose, ci fu una nube e li avvolse nella sua ombra. Ebbero paura, quando entrarono nella nube. E dalla nube ci fu una voce che diceva: “Questi è il mio Figlio, l’eletto, ascoltatelo!” E appena venne quella voce, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non annunciarono a nessuno ciò che avevano visto.

ALLA DIVINA LITURGIA
Prochimeno
Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza.
Benedici, anima mia, il Signore: Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato! (Ps 103, 24. 1)

Lettura della seconda epistola di Pietro a tutte le Chiese (1, 10-19)
Fratelli, studiatevi di rendere ancora più salda la vostra vocazione ed elezione: facendo questo non cadrete mai. Così infatti vi sarà spalancato l’ingresso nel regno eterno del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. Perciò sarò sempre pronto a rammentarvi queste cose, anche se le sapete e vi siete consolidati nella verità posseduta. Ritengo opportuno, finché mi trovo in questa tenda, di continuare a stimolarvi con la mia esortazione, sapendo che veloce sarà l’abbandono della mia tenda, come anche il Signore nostro Gesù Cristo mi manifestò. Procurerò che anche dopo la mia uscita facciate memoria di queste cose. Infatti non siamo andati dietro a miti sofisticati; vi abbiamo fatto conoscere la forza e la presenza del Signore nostro Gesù Cristo: siamo stati spettatori oculari di quella magnificenza. Egli ricevette onore e gloria da Dio Padre quando da quella stessa gloria sublime gli fu portata una voce: “Costui è il Figlio mio, l’amato; in lui mi sono compiaciuto”. Questa voce noi l’udimmo portata dal cielo quando stavamo con lui sul santo monte. E così abbiamo più solida la parola profetica, cui fate bene ad attenervi come a lucerna che brilla in un luogo tenebroso, fino a che non faccia chiaro il giorno e la stella del mattino sorga nei vostri cuori.

Alleluia
Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato. (Ps 88, 12)
Beato è il popolo il cui dio è il Signore! (Ps 143, 15)

Evangelo
secondo Matteo (17, 1-9)
In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li conduce in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto diventò splendente come il sole e le vesti bianche come la luce. Ed ecco, apparve loro Mosè ed Elia che conversavano con lui. Allora Pietro parlò e disse a Gesù: “Signore, è bello per noi stare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Mentre egli stava ancora parlando, una nube luminosa li avvolse nella sua ombra. E dalla nube una voce diceva: “Questi è il mio Figlio, l’amato, in cui mi sono compiaciuto: ascoltatelo”. All’udire ciò, i discepoli caddero faccia a terra, presi da grande spavento. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non abbiate paura!” Sollevati gli occhi, non videro nessuno se non Gesù, solo. Mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno della visione, finché il figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”.


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