Home » Senza categoria » Festa dei Santi Pietro e Paolo

Festa dei Santi Pietro e Paolo

29 Giugno / 12 Luglio 2020
Quinta Domenica di Pentecoste (Quinta Domenica di Matteo)
Tono quarto
Una omelia per la Quinta Domenica di Matteo
Una omelia per la Festa dei Santi Pietro e Paolo

Evangelo mattutino quinto (Luca 24, 12-35)

Prochimeno
Per tutta la terra è uscito il loro suono e sino ai confini del mondo le loro parole.
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. (Ps 18, 5. 2)

Apostolo (dei santi)
Lettura della seconda epistola di Paolo ai Corinti (11, 21 – 12, 9)
Fratelli, se qualcuno si vanta – lo dico da pazzo – mi vanto anch’io! Sono Ebrei? Anch’io. Sono Israeliti? Anch’io. Sono seme d’Abramo? Anch’io. Sono ministri di Cristo? Io più di loro, parlo fuori di testa. Molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, oltremodo nelle percosse: spesso in pericolo di morte. Cinque volte ho ricevuto dai Giudei quaranta colpi meno uno, tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato preso a pietrate, tre volte ho fatto naufragio: a fondo ho passato una notte e un giorno. Spesso in viaggio; pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dalla mia gente, pericoli dai gentili, pericoli in città, pericoli nel deserto, pericoli in mare, pericoli con falsi fratelli; in fatiche e travagli, spesso in veglie, con fame e sete, spesso a digiuno, al freddo e al nudo. Senza parlare delle altre cose, la mia cura quotidiana: la preoccupazione per tutte le Chiese. Se ancora è necessario vantarsi, mi vanterò delle mie infermità. E Dio, Padre del Signore Gesù – sia benedetto nei secoli – sa che non mentisco. A Damasco, il governatore del re Areta montava la guardia alla città di Damasco, volendomi catturare; ma da una finestra fui calato giù in una cesta, lungo il muro, e sfuggii dalle sue mani. Bisogna vantarsi, ma non mi giova; verrò allora alle visioni e alle rivelazioni del Signore. Conosco un uomo in Cristo che quattordici anni fa (non so se col corpo, non so se fuori del corpo: lo sa Dio) fu rapito fino al terzo cielo. E so che quell’uomo (non so se nel corpo o fuori del corpo: lo sa Dio) fu rapito in paradiso e udì parole ineffabili che un uomo non può dire. Di lui mi vanterò, di me invece non mi darò vanto, se non delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi la verità; ma evito di farlo, affinché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me. E perché non insuperbisca per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana che mi schiaffeggi, perché non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore che si allontanasse da me. Mi rispose: “Ti basta la mia grazia; la mia potenza si completa nella debolezza”. Molto volentieri mi vanterò quindi ancor più delle mie debolezze, perché su di me si impianti la potenza di Cristo.

Alleluia
Confesseranno i cieli le tue meraviglie, Signore, e la tua verità nella chiesa dei santi.
Dio è glorificato nel consiglio dei santi; è grande e terribile su tutti quelli che lo circondano. (Ps 88, 6. 7)

Evangelo

(dei Santi)
secondo Matteo (16, 13-19)
In quel tempo Gesù giunse dalle parti di Cesare di Filippo e interrogava i suoi discepoli dicendo: “Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell’uomo?” Essi risposero: “Alcuni, Giovanni il Battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti”. Dice loro: “Voi chi dite che io sia?” Rispose allora Simon Pietro e disse: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Rispose allora Gesù e gli disse: “Beato sei tu, Simone Bar Iona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io ti dico che sei Pietro, e su questa pietra costruirò la mia chiesa e le porte dell’Ade non prevarranno contro di essa, A te darò le chiavi del regno dei cieli, e qualsiasi cosa legherai sulla terra sarà legata nei cieli, e qualsiasi cosa scioglierai sulla terra sarà sciolta nei cieli”.

(della Domenica)
secondo Matteo (8, 28 – 9, 1)
In quel tempo Gesù venne nel paese dei Ghergheseni e, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro due indemoniati così pericolosi che nessuno poteva più passare per quella strada. Dicevano gridando: “Che c’è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?” Lontano da loro c’era a pascolare un grande branco di porci e i demoni lo supplicarono dicendo: “Se ci cacci, mandaci in quel branco di porci!” Egli disse loro: “Andate!” Ed essi uscirono e andarono nel branco dei porci: ed ecco tutto il branco dei porci si precipitò dal dirupo nel mare e morirono nelle acque. Allora i mandriani fuggirono, andarono in città e annunciarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, avendolo visto, lo supplicarono che andasse via dai loro confini. Salito sulla barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città.


Leave a comment

Orthodoxia

L’esaltazione della Croce, esaltazione di Cristo

di Sant’Andrea di Creta Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. E’ […]

La Parabola della Grande Cena

di San Cromazio di Aquileia 1. Con molte e varie parabole il Signore e Salvatore nostro confuse i Farisei e i capi dei Giudei. Dopo la parabola del padre di famiglia che aveva affittato la sua vigna a dei coloni [Mt. 21, 33] ecco proposta nella presente lettura quella del re che fece una festa di […]

Per la Festa del Martire Lorenzo

di Sant’Agostino di Ippona Il diacono è ministro del sangue di Cristo. Il mistero della cena del Signore. 1. 1. La Chiesa di Roma affida al nostro ricordo questo giorno, giorno trionfale per il beato Lorenzo; in esso egli tenne sotto i piedi il mondo rumoreggiante minacce e lo disprezzò quando voleva sedurre e, nell’uno […]

La spiritualità ortodossa. Una tradizione vivente

del Vescovo Fozio di Triaditza Oggi è di moda parlare di spiritualità: una nozione vaga, se è tolta dal suo intrinseco contesto neotestamentario e composta da un conglomerato amorfo di qualsiasi cosa possa associarsi alla cosiddetta “cultura spirituale” o a dei “valori spirituali”. In questo conglomerato è inclusa la “spiritualità religiosa”, nozione non meno vaga […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: