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Domenica della Samaritana

4  / 17 Maggio 2020

Quinta Domenica di Pasqua (della Samaritana)
San Niceforo il Solitario

La Samaritana al pozzo
La Samaritana al pozzo

Evangelo mattutino VII (Giovanni 20, 1-10)

APOSTOLOS

Prochimeno
Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza, la terra è piena delle tue creature.
Benedici, anima mia, il Signore. Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato! (Ps 103, 24. 1)

Lettura degli Atti degli apostoli (11, 19-30)
In quel tempo gli apostoli che erano stati disseminati dalla persecuzione scoppiata al tempo di Stefano, erano arrivati fin nella Fenicia, a Cipro e ad Antiochia e non predicavano la parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, uomini di Cipro e di Cirene, giunti ad Antiochia, parlavano anche ai Greci, evangelizzando il Signore Gesù. E la mano del Signore era con loro e così un gran numero credette e ritornò al Signore. Il discorso su di loro giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, che diede mandato a Barnaba di passare da Antiochia. Quando questi giunse e vide quella grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare fedeli al Signore con animo fermo, poiché era uomo buono e pieno di Spirito Santo e di fede. Una folla numerosa aderì al Signore. Barnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saul e trovatolo lo condusse ad Antiochia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiochia per la prima volta i discepoli presero il nome di Cristiani. In quei giorni alcuni profeti scesero ad Antiochia da Gerusalemme. E uno di loro, di nome Àgavo, si alzò e nello Spirito significò che una grande carestia stava per esserci nell’ecumene intera. Ciò avvenne al tempo di Claudio. Allora i discepoli, ciascuno secondo quello che possedeva, decisero di mandare aiuti ai fratelli abitanti nella Giudea; questo fecero, mandando agli anziani per mano di Barnaba e Saul.

Alleluia
Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia: e ti guiderà mirabilmente la tua destra.
Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità: per questo ti ha unto Dio il tuo Dio, con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (Ps 44, 5. 8)

EVANGELO
secondo Giovanni (4, 5-42)
In quel tempo Gesù arriva in una città della Samaria detta Sichàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: là c’era la sorgente di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, sedeva così sul pozzo: era circa l’ora sesta. Viene una donna di Samaria ad attingere acqua. Le dice Gesù: “Dammi da bere”. I suoi discepoli infatti erano andati in città per comprare cibi. Ma la donna samaritana gli dice: “Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?” Giudei e Samaritani infatti non hanno rapporti. Gesù rispose e le disse: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. Gli dice la donna: “Signore, tu non hai un vaso per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e da esso bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?” Rispose Gesù e le disse: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete, in eterno, e l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”. Gli dice la donna: “Signore, dammi quest’acqua, perché non abbia sete e non venga qui ad attingere acqua”. Le dice Gesù: “Va’, chiama tuo marito e vieni qui”. Rispose la donna e gli disse: “Non ho marito!” Le dice Gesù: “Hai detto bene: non ho marito; hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”. Gli dice la donna: “Signore, vedo che sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che il luogo in cui bisogna adorare è a Gerusalemme”. Gesù le dice: “Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora, ed è adesso, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”. Gli dice la donna: “So che viene il Messia chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa”. Le dice Gesù: Io Sono, che parla a te”. In questo momento arrivarono i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: “Che cerchi?” oppure: “Che parli con lei?” La donna intanto lasciò la giara, andò in città e dice agli uomini: “Venite e vedete l’uomo che mi ha detto tutto quel che ho fatto. Che sia forse il Cristo?” Uscirono allora dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: “Rabbi, mangia!” Ma egli rispose loro: “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete”. E i discepoli si domandavano l’un l’altro: “Forse qualcuno forse gli ha portato da mangiare?” Gesù dice loro: “Mio cibo è fare la volontà di chi mi ha inviato e compiere la sua opera. Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Alzate i vostri occhi e contemplate i campi che biondeggiano per la mietitura. Già il mietitore riceve salario e raccoglie il frutto per la vita eterna, affinché chi semina si rallegri insieme a chi miete. In questo è vero il detto: Uno è chi semina e altro è chi miete. Io vi ho inviato a mietere ciò che voi non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica”. Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che attestava: “Mi ha detto tutto quel che ho fatto”. E quando i Samaritani vennero da lui, lo pregarono di rimanere con loro ed egli rimase lì due giorni. Credettero molto di più per la sua parola e dicevano alla donna: “Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è il vero salvatore del mondo, il Cristo”.


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