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Domenica di Carnevale

10 / 23 Febbraio  2020
Domenica di Carnevale (o “del Giudizio Universale”)
Santo Ieromartire Caralampo, Santa Scolastica da Norcia
Tono terzo

Evangelo Mattutino III (Marco 16, 9-20)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (8, 8 – 9, 2)
Fratelli, non ci fa stare davanti a Dio un cibo: se non mangiamo, non ne abbiamo mancanza; se mangiamo, non ne abbiamo vantaggio. Badate però che questa vostra capacità non divenga, in qualche modo, motivo di caduta per i deboli. Se uno infatti vedesse te, che hai conoscenza, seduto a tavola in una adunanza idolatra, la coscienza di questo debole non sarà formata a mangiare le carni immolate agli idoli? Così per la tua conoscenza va in rovina il debole, il fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e schiaffeggiando la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò più carne, per sempre, affinché non si scandalizzi il mio fratello! Non sono libero? Non sono apostolo? Non ho veduto Gesù, il nostro Signore? Non siete voi opera mia nel Signore? Se per altri non sono apostolo, almeno per voi lo sono; voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Ps 19, 2. 27, 9)

 

Evangelo
secondo Matteo (25, 31-46)
Il Signore ha detto: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli santi, siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri a sinistra. Allora il re dirà a quelli alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero carcerato e siete venuti a me. Allora i giusti gli risponderanno dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo accolto, nudo e ti abbiamo vestito? quando ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a te? Rispondendo, il re dirà loro: Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sinistra: Allontanatevi da me, maledetti, al fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché io ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero forestiero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete fatto visita. Anch’essi allora risponderanno dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà loro, dicendo: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi alla punizione eterna e i giusti alla vita eterna”.


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