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Due anni dopo

Sono passati quasi due anni da quando, il 7 Luglio del 2020, la nostra comunità si ritrovò letteralmente “chiusa fuori” dalla sua Chiesa, la parrocchia dei Santi Martiri e Confessori del XX Secolo a Pistoia. La serratura della porta era stata cambiata.

Il nostro vescovo aveva deciso, contro ogni logica, contro ogni consiglio, contro ogni appello alla ragione, di rompere la comunione con la Chiesa Greca di vecchio calendario (da cui aveva ricevuto l’episcopato) e di “mettersi in proprio”, dando vita all’ennesimo esperimento di autocefalia italiana. Esperimento votato alla sconfitta, come tutti quelli che lo hanno preceduto. Noi siamo stati messi fuori dalla nostra chiesa solo per questo: per aver voluto mantenere la comunione con la Chiesa di Grecia e con il suo Arcivescovo, e non esserci voluti imbarcare in una avventura totalmente svincolata dalla prassi canonica della Chiesa.

Da allora, non abbiamo più potuto celebrare lì, e a me non è stato possibile neppure di recuperare i miei paramenti sacerdotali. In quella che per quasi vent’anni era stata la nostra casa oggi non celebra più nessuno, se non saltuariamente. Si preferisce tenerla chiusa piuttosto che restituirla a noi. E sì che erano stati proprio i parrocchiani a fare tutti i lavori lì dentro. Dai pavimenti, ai muri, al mobilio, tutto in quella Chiesa era stato fatto con le offerte e il lavoro di quelle persone che adesso non possono entrarvi. L’Iconostasi era stata un dono della Chiesa di Grecia.

Dopo la chiusura della nostra Parrocchia, abbiamo dovuto celebrare in luoghi di fortuna. All’inizio, nella casa di una famiglia di parrocchiani mutata per l’occasione in Domus Ecclesiae, abbiamo sperimentato come dovevano essere le prime comunità cristiane. Poi, per alcuni mesi, siamo stati ospiti della Chiesa romena di Monsummano, che era rimasta temporaneamente senza sacerdote per via del Covid. Infine, poco più di un anno fa, abbiamo trovato un locale in affitto da adibire a cappella temporanea, in attesa di trovarne uno più adatto. Abbiamo dedicato la nostra nuova Cappella a San Nettario, un uomo che fu perseguitato a causa degli interessi degli uomini, e che dovette lasciare il suo gregge e la sua sede episcopale in Egitto per andare in Grecia.

Nel caso di San Nettario si è visto bene come la persecuzione si sia mutata in benedizione. D’altra parte, sappiamo che Dio permette il male solo per poterne trarre un bene maggiore. Speriamo così che anche dal male che abbiamo ricevuto possa nascere il bene, e, come il Signore stesso ci ha chiesto, preghiamo per coloro che si sono fatti nostri persecutori, benediciamo e non malediciamo.

Molto di quello che abbiamo fatto non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di tanti.
Credo sia giusto non fare nomi, che nel segreto sono comunque elencati a ogni Proskomidia.
A noi non sarà possibile restituire il loro aiuto in questa vita, ma pregheremo «il Padre che vede nel segreto» di ricompensare ognuno di loro apertamente, oggi o domani, o quando Egli vorrà.

A nome della Comunità di San Nettario
p. Daniele

Orario delle Celebrazioni Pasquali 2022

4 / 17 Aprile Domenica delle Palme
Ore 09,00 Officio delle Ore
Ore 09,30 Divina Liturgia

5 / 18 Aprile – Grande e Santo Lunedì
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo.

6 / 19 Aprile – Grande e Santo Martedì
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo.

7 /20 Aprile Grande e Santo Mercoledì
Ore 21,00 – Officio dell’olio santo ( Evcheleo – Maslosoborovanje – Slujba Sfîntului Maslu )

8 /21 Aprile – Santo e Grande Giovedì
Ore 9,30: Vespro e Divina Liturgia di San Basilio
Dalle ore 17 il Parroco è disponibile per le confessioni dei fedeli.

9 / 22 Aprile: Santo e Grande Venerdì della Passione e Morte del Signore
(grande digiuno pasquale)
Ore 15,30: Vespro della Morte del Signore e deposizione dell’Epitaphios
Ore 21,00: Mattutino del Grande Sabato e processione dell’Epitaphios

10 / 23 Aprile Santo e Grande Sabato
Ore 9,30 Vespro e Divina Liturgia di San Basilio
Dalle ore 19, il Parroco è disponibile per le confessioni dei fedeli.
Ore 23,00 Officio di Mezzanotte. Rito della Luce, annunzio della resurrezione e Mattutino.

11 /24 Aprile Santa e Grande PASQUA del SIGNORE, FESTA DELLE FESTE, SOLENNITÁ delle SOLENNITÁ.

A Mezzanotte circa: Divina Liturgia a cui seguiranno la Benedizione dei Cibi Pasquali.
Ore 11,30 Vespro dell’Amore, con distribuzione della Comunione a chi non abbia potuto comunicare durante la Liturgia notturna.

12 / 25 Aprile: Lunedì del Rinnovamento
Ore 9,30 : Ore Pasquali e Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo

Per ulteriori informazioni, i recapiti del Parroco:

p. Daniele Marletta
cell: 347 6080991
gyblos@gmail.com

Orari delle celebrazioni per la Natività 2021 / 2022

Icona della Natività

Giovedì 24 Dicembre/ 6 Gennaio
Vigilia della Natività
Ore 09,00 Grandi Ore, Vespro e Divina Liturgia di San Basilio
Dalle 17 il Parroco sarà disponibile per le confessioni.

Venerdì 25 Dicembre/ 7 Gennaio
Natività secondo la carne del nostro Signore, Salvatore e Dio Gesù Cristo.

Ore 09, 00 Mattutino e Divina Liturgia

Domenica 27 Dicembre / 9 Gennaio
Domenica dopo la Natività

Dalle ore 9,15 Ore e Divina Liturgia

Domenica 18/31 Gennaio 2021

XXIV Domenica dopo Pentecoste
Tono primo
Santi Atanasio e Cirillo di Alessandria

Evangelo Mattutino I (Mt 28, 16-20)

Prochimeno

Tu, Signore, ci custodirai, e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo, perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (3, 12-16)
Fratelli, come eletti di Dio, santi e amati, vestitevi di tenera compassione, benevolenza, umiltà, mitezza, longanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi, se avviene che uno si lamenti di un altro: come Cristo vi ha perdonato, così fate anche voi. Soprattutto, rivestitevi d’amore, che è vincolo di perfezione. E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un solo corpo, regni nei vostri cuori; e rendete grazie. La parola di Cristo abiti in voi con abbondanza; istruitevi e consigliatevi a vicenda con ogni sapienza; con salmi, inni e canti spirituali cantate al Signore nei vostri cuori con gratitudine.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca,
perché hai detto: In eterno la misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilità la tua verità. (Ps 88, 2-3)

Evangelo
secondo Luca (17, 12-19)

In quel tempo, entrando Gesù in un villaggio, gli vennero incontro dieci uomini, lebbrosi, che si fermarono a distanza e ad alta voce dissero: “Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!” Appena li vide, disse loro: “Andate a mostratevi ai sacerdoti”. E mentre quelli andavano, furono purificati. Uno di loro, appena si vide guarito, tornò indietro glorificando Dio a gran voce e si gettò faccia a terra ai suoi piedi per ringraziarlo. Era un Samaritano. Gesù allora disse: “Non furono purificati dieci? Gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse a dar gloria a Dio se non questo straniero?” E gli disse: “Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato”.

Domenica avanti le Teofanie

Letture per la trentaduesima domenica dopo Pentecoste
Domenica avanti le Teofanie
Sinassi dei Settanta Apostoli
Tono grave (settimo)

Evangelo Mattutino X: Gv 21, 1-14

Prochimeno:

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato: che tu non stia in silenzio con me! (Ps 27, 9. 1)

Dalla seconda Lettera di Paolo a Timòteo (4, 5-8)
Diletto figlio Timòteo, sii sobrio in tutto, sopporta le sofferenze, fai opera d’evangelizzatore, adempi il tuo servizio. Io infatti sono già offerto in libagione ed è giunto il tempo della mia partenza. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno amato la sua apparizione.

Alleluia
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Faccia risplendere il suo volto su di noi. (Ps 66, 2)

Dal Santo Evangelo secondo Marco (Mc 1, 1-8)
Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: “Ecco, io mando il mio angelo davanti al tuo volto, che preparerà la tua via; voce di uno che grida nel deserto: Preparate la strada del Signore; raddrizzate i suoi sentieri”, venne nel deserto Giovanni il Battista, predicando un battesimo di conversione per la remissione dei peccati. Andava da lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme, ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello e una cintura di pelle aveva intorno ai fianchi; mangiava locuste e miele selvatico. E predicava dicendo: “Viene dopo di me il più forte di me; a lui non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali; io vi ho battezzati nell’acqua, ma egli vi battezzerà nello Spirito Santo”.

Domenica 7 / 20 Dicembre

Ventottesima domenica dopo Pentecoste (Decima di Luca)
Tono terzo
Sant’Ambrogio, vescovo di Milano
Evangelo mattutino VI: Lv 24, 36-53

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate.
Genti tutti, battete le mani, acclamate Dio con voci di esultanza. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (1, 12-18)
Fratelli, ringraziamo il Padre, che ci ha fatti capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Egli ci ha strappati dal dominio delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del Figlio del suo amore, nel quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è l’immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione; poiché in lui tutto è stato creato in cielo e sulla terra, gli esseri visibili e gli invisibili: Troni, Signorie, Principati, Potenze. Tutto è stato creato per mezzo di lui e in vista di lui; egli è prima di tutto e tutto per lui esiste. Egli è il capo del corpo della Chiesa; egli è il principio, primogenito dai morti, così da presiedere a tutto.

Alleluia
Chi abita nell’aiuto dell’Altissimo dimorerà al riparo del Dio del cielo;
dirà al Signore: Mio sostegno sei tu e mio rifugio. Il mio Dio! Spererò in lui. (Ps 90, 7. 2)

Evangelo
secondo Luca (13, 10-17)
In quel tempo Gesù stava insegnando in una sinagoga, ed era sabato. Ed ecco una donna che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità. Era curva e non poteva raddrizzarsi del tutto. Quando Gesù la vide, la chiamò e le disse: “Donna, sei slegata dalla tua infermità”. Impose le mani su di lei e subito si raddrizzò e glorificava Dio. Intervenne allora il capo della sinagoga, adirato perché Gesù aveva curato di sabato, e disse alla folla: “Sono sei i giorni in cui si deve lavorare: venite dunque a farvi curare in quelli e non di sabato!” Il Signore gli rispose e disse: “Ipocriti! Ognuno di voi non scioglie forse di sabato il suo bue o l’asino dalla mangiatoia per portarli ad abbeverarsi? E costei, figlia di Abramo, che il Satana teneva legata da diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?” Quando diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre tutta la folla si rallegrava per tutte le cose gloriose da lui compiute.

Domenica 16 /29 Novembre

16 / 29 Novembre 2020
Ottava Domenica di Luca (XXV domenica dopo Pentecoste)
Tono plaghio quarto (ottavo)
Santo Apostolo ed Evangelista Matteo

Il Buon Samaritano

Evangelo Mattutino III (Mc 16, 9-20)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è conosciuto in giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (4, 1-7)
Fratelli, vi esorto – io, prigioniero per il Signore – a condurre una vita degna della vocazione con cui foste chiamati, con ogni umiltà, dolcezza e pazienza, sopportandovi a vicenda nell’amore, attenti a conservare l’unità dello spirito col vincolo della pace: un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza cui foste chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo; un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti, agisce per mezzo di tutti e dimora in tutti voi. A ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono del Cristo.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

Evangelo

secondo Luca (10, 25-37)
In quel tempo un dottore della Legge, volendo metterlo alla prova, si alzò e disse a Gesù: “Maestro, cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù allora gli disse: “Che c’è scritto nella Legge? Cosa vi leggi?” Egli rispose e disse: “Ama il Signore, Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso”. Gesù gli disse: “Hai risposto correttamente; fa’ questo e vivrai”. Ma quegli, volendo giustificare se stesso, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?” Gesù rispose e disse: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, quando incappò nei briganti che lo spogliarono, lo coprirono di botte e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso scendeva per quella strada un sacerdote, lo vide e passò dall’altra parte. Allo stesso modo anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò dall’altra parte. Invece un samaritano che era in viaggio, venne presso di lui, lo vide e ne ebbe compassione. Si avvicinò e fasciò le sue ferite versandovi sopra olio e vino. Poi lo caricò sul proprio giumento, lo portò in una locanda e si prese cura di lui. L’indomani, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più te lo renderò al mio ritorno. Quale di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che si era imbattuto nei briganti?” Quello rispose: “Chi ha avuto misericordia di lui”. Gesù allora gli disse: “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.

Domenica 9/22 Novembre

XXIV domenica dopo Pentecoste (Settima Domenica di Luca)
Tono grave (settimo

San Nettario di Egina, Metropolita della Pentapoli

Evangelo Mattutino II (Mc 16, 1-8)

Prochimeno
Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il popolo suo con la pace.
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore gli agnelli. (Ps 28, 11. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (2, 14-22) – della Domenica
Fratelli, Cristo è la nostra pace, lui che di due popoli fece una sola unità abbattendo il muro divisorio, annullando nella sua carne l’inimicizia – la legge dei dogmatici precetti – per creare in se stesso, dei due popoli, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare con Dio entrambi – in un solo corpo – mediante la croce, dopo aver ucciso in se stesso l’inimicizia. E venne per annunciare pace a voi, i lontani, e pace ai vicini, perché, per suo mezzo, entrambi abbiamo libero accesso al Padre in un solo Spirito. Così dunque non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni edificio cresce in armoniosa disposizione come tempio santo nel Signore; in lui anche voi siete incorporati nella costruzione come dimora di Dio nello Spirito.

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (5, 8-19) – del Santo
Fratelli, camminate come figli della luce – il frutto della luce è ogni sorta di bontà giustizia e verità – provando cosa è gradito al Signore. Non abbiate comunione con le opere infruttuose della tenebra ma anzi condannatele, perché di quel che essi fanno in segreto è vergogno persino parlare mentre tutte le cose condannate sono rese manifeste dalla luce: infatti tutto quel che si manifesta è luce. Perciò dice: Svègliati, tu che dormi, e risorgi dai morti e a te risplenderà Cristo. Guardate con attenzione come camminate, non come stolti ma come sapienti, comprando il tempo: poiché i giorni sono malvagi. Non siate dissennati, ma comprendete qual è la volontà del Signore. Non ubriacatevi del vino in cui c’è dissolutezza, ma riempitevi di Spirito, parlando a voi stessi con salmi, inni e canti spirituali, cantando e inneggiando al Signore nel vostro cuore.

Alleluia
E’ bene confessare al Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo,
per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte. (Ps 91, 2-3)

Evangelo
secondo Luca (8, 41-56) – della Domenica
In quel tempo venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga. Gettatosi ai piedi di Gesù, lo supplicava di entrare nella sua casa, perché la sua unigenita figlia, di dodici anni circa, stava morendo. Mentre andava, la folla lo soffocava. Una donna che da dodici anni aveva flusso di sangue e che aveva speso tutto il patrimonio coi medici – non poté essere guarita – gli si avvicinò alle spalle, toccò l’orlo del suo mantello e subito stagnò il flusso di sangue. Gesù disse: “Chi mi ha toccato?” Tutti negavano, ma Pietro e quelli che erano con lui dissero: “Capo, la folla ti stringe e ti schiaccia, e dici: Chi mi ha toccato?” Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato; so che una potenza è uscita da me”. Vide allora la donna che non rimase nascosta. Tremante venne e si prostrò davanti a lui, spiegando a tutto il popolo per quale motivo lo avesse toccato e come fu subito risanata. Egli allora le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvato; va’ in pace”. Mentre ancora parlava, dal capo della sinagoga viene uno a dire: “E’ morta tua figlia; non disturbare più il Maestro”. Ma Gesù, avendo udito, rispose: “Non temere; soltanto abbi fede e sarà salvata”. Quando giunse alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo, al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e si battevano il petto per lei. Ma egli disse: “Non piangete! Non è morta, ma dorme”. Essi lo deridevano, sapendo che era morta; ma egli, prendendole la mano, gridò dicendo: “Fanciulla, alzati!” E lo spirito ritornò in lei e all’istante si alzò. E ordinò di darle da mangiare. I genitori rimasero sbalorditi ma egli comandò loro di non parlare a nessuno dell’accaduto.

secondo Matteo (5, 14-19) del Santo
Disse il Signore: «Voi siete la luce del mondo; una città posta su un monte non può restare nascosta. Nemmeno si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il vostro padre che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge; non sono venuto ad abrogare ma a compiere. In verità vi dico: finché non passi il cielo e la terra, uno iota solo o un apice solo non passeranno dalla Legge, prima che tutto accada. Chi dunque scioglierà uno solo di questi precetti, anche minimi, e così insegnerà agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; chi li osserverà e insegnerà, sarà chiamato grande nel regno dei cieli»

Sesta Domenica di Luca

26 Ottobre / 8 Novembre 2019
XXII domenica dopo Pentecoste (Sesta Domenica di Luca)
Tono paghio primo (quinto)
Santo Megalomartire Demetrio

Evangelo Mattutino XI (Gv 21, 15-25)

Prochimeno
Tu, Signore, ci custodirai e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo, perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Gàlati (6, 11-18)
Fratelli, notate con che grossi caratteri vi scrivo di mia mano. Quanti vogliono far bella figura seguendo la carne, vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo. Infatti nemmeno quelli che si sono fatti circoncidere osservano la Legge, ma vogliono che voi vi circoncidiate per trarre vanto dalla vostra carne. A me non avvenga mai di menar vanto se non nella croce del nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso e io per il mondo. Infatti in Cristo Gesù né la circoncisione né il prepuzio sono alcunché, ma la nuova creatura. E quanti seguiranno questa regola, pace e misericordia su di loro e sull’Israele di Dio. D’ora innanzi nessuno m’infastidisca: porto infatti nel mio corpo i contrassegni di Cristo. La grazia del nostro Signore Gesù Cristo sia col vostro spirito, fratelli! Amin.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno; di generazioni in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca;
perché hai detto: In eterno la misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2-3)

Evangelo
secondo Luca (8, 27-39)
In quel tempo Gesù giunse nella regione dei Gadareni e dalla città gli venne incontro un uomo che aveva demoni. Da molto tempo non portava vestito, né abitava in casa ma nei sepolcri. Quando vide Gesù, si prostrò davanti a lui urlando e a gran voce disse: “Che c’è tra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti prego, non tormentarmi!” Infatti comandava allo spirito impuro di uscire dall’uomo, molte volte infatti si era impossessato di lui. Era stato legato con catene e imprigionato con ceppi, ma spezzando i legami, dal demonio era portato via nei deserti. Gesù gli domandò: “Per te, qual è il tuo nome?” Rispose: “Legione!”, perché erano entrati in lui molti demoni. E lo supplicavano che non intimasse loro di andare nell’abisso. C’era lì un numeroso branco di porci che pascolava sul monte. Lo supplicarono che permettesse loro di entrarvi, ed egli lo permise. Usciti dunque dall’uomo, i demoni entrarono nei porci e il branco si gettò giù dal dirupo nel lago, e affogò. I mandriani, quando videro quel che era accaduto, fuggirono, annunziando il fatto nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere ciò che era accaduto e, quando arrivarono da Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demoni, vestito e sano di mente, seduto ai piedi di Gesù. Ed ebbero paura. Quelli che avevano visto dissero loro come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gadareni lo pregò di partire da loro, perché erano stretti da grande paura. Gesù allora, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demoni gli chiese di restare con lui ma egli lo congedò dicendogli: “Torna a casa tua e racconta quel che Dio ti ha fatto”. L’uomo se ne andò e proclamò per tutta la città quel che Gesù aveva fatto per lui.

Quarta Domenica di Luca

19 Ottobre / 1 Novembre 2019
Settima Domenica di Luca (XXI domenica dopo Pentecoste)
Tono quarto
Giusto Profeta Gioele. San Giovanni di Kronstadt

Evangelo Mattutino X (Giovanni 21, 1-14)

La parabola del seminatore

Prochimeno
Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza.
Benedici, anima mia, il Signore. Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato! (Ps 103, 24. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Galati (2, 16-20)
Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma solo in forza della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo, per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge, poiché per le opere della Legge non sarà giustificato nessun mortale. Se poi, cercando di essere giustificati in Cristo, siamo trovati peccatori anche noi, Cristo sarebbe ministro del peccato? No! Se infatti io costruisco di nuovo ciò che distrussi, mi dimostro trasgressore. Io, infatti, attraverso la legge morii alla Legge, onde vivere per Dio. Sono stato crocifisso insieme a Cristo; vivo, però non più io, ma vive in me Cristo. La vita che ora io vivo nella carne, la vivo nella fede, quella nel Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

Alleluia
Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia; e ti guiderà mirabilmente la tua destra.
Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità: per questo ti ha unto, o Dio, il tuo Dio con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (Ps 44, 5. 8)

Evangelo
secondo Luca (8, 5-15)
Disse il Signore questa parabola: «Uscì il seminatore a seminare i suoi semi. Mentre seminava, uno cadde lungo la strada, fu calpestato e gli uccelli lo mangiarono. Un altro cadde sulla roccia, germogliò e si seccò perché non aveva umidità. Un altro cadde in mezzo alle spine, le spine crebbero insieme e lo soffocarono. Un altro cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto”. E detto questo, gridò: “Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!” Allora i suoi discepoli gli chiedevano cosa fosse questa parabola. Ed egli disse: “A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio; agli altri parlo in parabole affinché guardando non vedano e ascoltando non comprendano. La parabola è questa: il seme è la parola di Dio. Quelli lungo la strada sono quelli che hanno ascoltato ma poi viene il diavolo e toglie la parola dal loro cuore perché, non avendo creduto, non siano salvati. Quelli sulla roccia sono quelli che ascoltano con gioia e accolgono la parola ma non hanno radice: per il momento credono, ma al tempo della tentazione si allontanano. Quello che è caduto tra le spine, sono quelli che hanno ascoltato ma, camminando sotto le preoccupazioni, e la ricchezza, e i piaceri della vita, restano soffocati e non arrivano a maturazione. Quello nella terra buona, sono quelli che hanno ascoltato la parola e la conservano in un cuore bello e buono, e nella pazienza portano frutto.”»

Orthodoxia

Ingresso al Tempio della Tuttasanta Deipara

21 Novembre / 4 Dicembre 2022 Venticinquesima Domenica dopo Pentecoste Ingresso al Tempio della Tuttasanta Deipara Al Mattutino Dall’Evangelo secondo Luca (Lc 1, 39-49. 56)

dal blog del Parroco: Anastasis

Omelia per l’Ingresso al Tempio della Deipara

21 Novembre / 4 Dicembre 2022 Ingresso al Tempio della Tuttasanta Deipara LETTURE Apostolos: Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (9, 1-7) Evangelo: secondo Luca (10, 38-42. 11, 27-28)

Catechesi n. 3 – Introduzione alla fede ortodossa

Ecco la terza catechesi  di “introduzione alla fede ortodossa”. La catechesi si basa principalmente sul catechismo del metropolita Filarete di Mosca. A questo link potete scaricare la parte del catechismo corrispondente alle domande 66-89:  03 catechismo maggiore filarete (pp 19-24) In questa terza catechesi cominciamo il commento del Simbolo della fede Il catechismo è in […]