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Category Archives: Letture domenicali e festive

Ultime dal Blog: Qoelet

Qoelet si trasferisce

Qoelet chiude i battenti. Già una volta questo blog era stato chiuso, o forse meglio sarebbe dire «messo tra parentesi». Adesso siamo, probabilmente, alla chiusura definitiva. Il blog rimarrà al suo posto, ma non sarà più aggiornato. Gli articoli più importanti e le omelie sono in via di trasferimento su Orthodoxia. L’Ortodossia in rete. In generale […]

Nel segno della falsificazione storica

Originally posted on Come la pioggia:
? di Daniele Marletta Catherine Nixey, Nel nome della croce. La distruzione del mondo classico, Bollati Boringhieri 2018 Un libro dal titolo commercialmente accattivante, ma che è nei contenuti addirittura peggiore delle aspettative. Nel risvolto di copertina si dice che chi lo ha scritto avrebbe studiato “Storia e Letteratura…

Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

  Negli ultimi giorni, due notizie (distinte tra loro ma pur collegate in un certo senso, come vedremo) hanno portato alla ribalta la situazione del Patriarcato di Costantinopoli. La prima riguarda un suo problema interno: a quanto pare, da ora in poi il Patriarcato ecumenico approverà regolarmente le seconde nozze dei preti lasciati dalle mogli […]

Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Domenica del paralitico

6 /19 Maggio 2019
Memoria del Giusto Giobbe
Quarta Domenica di Pasqua (del paralitico)
Tono terzo

Il paralitico di Betzetà

Evangelo mattutino quinto (Lc 24, 12-35)

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate.
Genti tutte, battete le mani; acclamate Dio con voce di esultanza. (Ps 46, 7. 2)
Apostolo:

Lettura degli Atti degli apostoli (9, 32-42)
In quei giorni avvenne che mentre Pietro passava da tutti, giunse anche dai fedeli che dimoravano a Lidda. Qui trovò un uomo, un tale di nome Enea, che da otto anni giaceva su un lettuccio ed era paralitico. Pietro gli disse: “Enea, Gesù Cristo ti guarisce; alzati e rifatti il letto”. E subito si alzò. Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saròn e si convertirono al Signore. A Ioppi c’era una discepola a nome Tabithà, che significa Gazzella. Essa era ricca dalle opere buone e dalle elemosine che faceva. Capitò che in quei giorni si ammalò e morì. La lavarono e la deposero nella stanza di sopra. E poiché Lidda era vicina a Ioppi i discepoli, udito che Pietro si trovava là, mandarono due uomini a pregarlo: “Non tardare a passare da noi!” Pietro si alzò e andò con loro. Appena arrivato lo condussero alla camera di sopra e gli si presentarono tutte le vedove in pianto che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era con loro. Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto al corpo disse: “Tavithà, alzati!” Ed essa aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere. Egli le diede la mano e la alzò, poi chiamò i santi e le vedove, e la presentò loro viva. La cosa fu nota in tutta Ioppi, e molti credettero nel Signore.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo secondo Giovanni (5, 1-15)
In quel tempo era la festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. C’è a Gerusalemme, presso la Porta delle pecore, una piscina chiamata in ebraico Betzetà, che ha cinque portici, sotto i quali giaceva una moltitudine di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, che aspettavano il movimento delle acque. Infatti un angelo del Signore in certi momenti scendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo a entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua, guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù vedendolo steso e sapendo che da molto tempo stava così, gli dice: “Vuoi guarire?” Gli rispose il malato: “Signore, non ho uomo che mi immerga nella piscina quando l’acqua viene agitata; quando vado io, un altro scende prima di me”. Gesù gli dice: “Alzati, prendi il tuo giaciglio e cammina”. E sull’istante quell’uomo guarì e, preso il suo giaciglio, camminava. Quel giorno era un sabato. Dicevano dunque i Giudei al guarito: “E` sabato e non ti è lecito prendere il tuo giaciglio”. Ma egli rispose loro: “Chi mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina”. Gli chiesero: “Chi è l’uomo che ti ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina?” Ma il guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato dalla folla che c’era in quel posto. Dopo queste cose Gesù lo trova nel tempio e gli disse: “Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio”. Quell’uomo se ne andò e annunciò ai Giudei che è stato Gesù a guarirlo.

Domenica delle Mirofore 2019

29 Aprile / 12 Maggio 2019
Terza Domenica di Pasqua
Memoria delle Sante donne Mirofore, del giusto Giuseppe di Arimatea e di Nicodemo
Tono secondo

Le Donne Mirofore

Evangelo Mattutino quarto (Lc 24, 1-12)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore, e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore, ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura degli Atti degli apostoli (6, 1-7)
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, fra gli Ellenisti ci fu mormorio contro gli Ebrei, perché nel quotidiano servizio venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono la moltitudine dei discepoli e dissero: “Non si può accettare che noi abbandoniamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Fratelli, prendete dunque in esame sette uomini tra di voi di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, che stabiliremo per questo bisogno. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della parola”. Il discorso piacque a tutti e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiochia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. La parola di Dio cresceva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti obbediva alla fede.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione. ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Signore, salva il re ed esaudisci noi nel giorno in cui ti invochiamo. (Ps 19, 2. 10)

 

Evangelo
secondo Marco (15, 43 – 16, 8)
In quel tempo venne Giuseppe d’Arimatea, nobile Consigliere che aspettava anche lui il regno di Dio. Fattosi coraggio, andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che già fosse morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da molto tempo. Informato dal centurione, donò il cadavere a Giuseppe.
Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù, lo avvolse nel lenzuolo e lo depose nel sepolcro che era scavato nella roccia; poi fece rotolare una pietra sull’entrata del sepolcro. Intanto Maria Maddalena e Maria madre di Iosì stavano a osservare dove veniva deposto. Trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salome comprarono aromi per andare a ungerlo. Di buon mattino, il giorno uno della settimana, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via la pietra dall’entrata del sepolcro?” Ma, guardando in su, videro che la pietra era stata rotolata via, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, rivestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E` risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”. Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro piene di timore e spavento, e non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.

Domenica di Tommaso 2019

22 Aprile / 5 Maggio 2019
Domenica di Tommaso

Evangelo Mattutino I (Mt 28, 16,20)

Prochimeno
Grande è il Signore nostro e grande la sua forza, e la sua intelligenza è senza misura.
Lodate il Signore, perché è bene salmeggiare: al nostro Dio sia dolce la lode. (Ps 146, 5. 1)

Lettura degli Atti degli apostoli (5, 12-20)
In quei giorni per mano degli apostoli avvenivano molti segni e prodigi in mezzo al popolo. Tutti stavano insieme uniti e concordi nel portico di Salomone. Nessuno degli altri osava unirsi a loro, ma il popolo li magnificava. Sempre più si aggiungevano credenti nel Signore: una moltitudine di uomini e di donne, tanto che i malati venivano portati nelle piazze e posti su lettini e barelle perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra ombreggiasse qualcuno di loro; ciascuno infatti veniva liberato da ogni malattia che avesse. La folla veniva insieme anche dalle città vicino a Gerusalemme, portando malati e tormentati da spiriti impuri, e tutti venivano sanati. Si alzò allora il sommo sacerdote e con lui tutti quelli della setta dei sadducei, pieni di gelosia; misero le mani addosso agli apostoli e li chiusero nel carcere pubblico. Ma un angelo del Signore di notte aprì le porte della prigione e li condusse fuori dicendo: “Andate, state nel tempio, e dite al popolo tutte le parole di questa vita”.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore,
Perché Dio grande è il Signore, e grande re sopra tutti gli dei. (Ps 94, 1. 3)

Evangelo
secondo Giovanni (20, 19-31)
La sera di quello stesso giorno, il giorno uno della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei, venne Gesù, sta in mezzo e dice loro: “Pace a voi!” Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli si rallegrarono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha inviato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, soffiò e dice loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi abbiate rimesso i peccati, sono stati rimessi; e a chi li riteniate, sono stati ritenuti”. Tommaso, uno dei dodici, detto Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!” Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, non crederò”. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo dentro insieme a Tommaso. Viene Gesù, a porte chiuse, sta in mezzo e disse: “Pace a voi!” Poi dice a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo ma credente”. Rispose Tommaso e gli disse: “Mio Signore e mio Dio!” Gesù gli dice: “Perché mi hai visto hai creduto? Beati quelli che non hanno visto ma hanno creduto”. Molti e altri segni fece Gesù davanti ai suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro. Questi sono scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché credendo abbiate la vita nel suo nome.

Domenica delle Palme 2019

8 / 21 Aprile 2019
Ingresso del Signore a Gerusalemme

Ingresso del Signore a Gerusalemme

Evangelo Mattutino (Mt 21, 1-11; 15-17)

Prochimeno
Benedetto colui che viene nel nome del Signore: il Signore è Dio e ha rifulso su di noi.
Confessate al Signore, perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia. (Ps 117, 26-27. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Filippesi (4, 4-9)
Fratelli, rallegratevi nel Signore sempre; ve lo ripeto: rallegratevi. La vostra amabilità sia nota a tutti gli uomini: il Signore è vicino! Non preoccupatevi di nulla, ma in ogni necessità fate sapere a Dio le vostre richieste con la preghiera, la supplica e l’azione di grazie. E la pace di Dio, che oltrepassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Del resto, fratelli, tutto ciò che è vero, tutto ciò che è onesto, tutto ciò che è giusto, tutto ciò che è puro, tutto ciò che è gradito, tutto ciò che è lodevole – se c’è qualche virtù e qualche lode – questo considerate. Mettete in pratica quello che avete imparato, ricevuto, udito e visto in me. E il Dio della pace sarà con voi.

Alleluia
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha fatto meraviglie il Signore:
tutti i confini della terra hanno veduto la Salvezza del nostro Dio. (Ps 97, 1. 3)

Evangelo
secondo Giovanni (12, 1-18)
Sei giorni prima della Pasqua Gesù andò a Betania, dov’era Lazzaro, il morto che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei suoi commensali. Maria allora, presa una libra di unguento di nardo genuino, prezioso, unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda di Simone, l’Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per consegnarlo, dice: “Perché questo unguento non si è venduto per trecento denari e non è dato ai poveri?” Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quel che vi mettevano. Gesù allora disse: “Lasciala, perché lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. Intanto gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese i rami di palme e uscì incontro a lui gridando: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!” Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina. Dapprima i suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui e che queste cose avevano fatto. Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza. Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto il segno.

Quinta Domenica della Grande Quaresima

1 /14 Aprile  2018
Quinta Domenica della Grande Quaresima
(di Santa Maria Egiziaca – leggi la sua vita)
[una omelia per questa domenica]
Tono plaghio primo (quinto)

Evangelo Mattutino II (Marco 16, 1-8)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è conosciuto in Giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (9, 11-14)
Fratelli, Cristo è apparso come gran sacerdote dei beni futuri, attraverso la tenda più grande e più perfetta, non manufatta, cioè non di questa creazione, non mediante sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue entrò nel santuario una volta per tutte, avendo conseguito una redenzione eterna. Infatti se il sangue di capri e di tori e cenere di vacca aspersa sui contaminati li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – che, mosso da Spirito eterno, ha offerto se stesso senza macchia a Dio – purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire al Dio vivente!

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

 

Evangelo
secondo Marco (10, 32-45)
In quel tempo Gesù prese i suoi dodici discepoli e cominciò a dir loro quel che gli sarebbe accaduto: “Ecco, saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno alle genti. Lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, ma al terzo giorno risusciterà”. E gli si avvicinano Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, vogliamo che tu ci faccia quel che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?” Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno a destra e uno a sinistra”. Gesù disse loro: “Non sapete cosa chiedete. Potete bere il calice che io bevo o essere immersi nell’immersione in cui io sono immerso?” Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e anche voi sarete immersi con quell’immersione in cui io sono immerso. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me darlo: è per coloro per i quali è preparato”. All’udire questo, i dieci cominciarono a sdegnarsi di Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, dice loro: “Voi sapete che quelli che si credono capi delle nazioni le spadroneggiano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non sarà così ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita a riscatto di molti”.

Annunciazione della Tuttasanta Deipara

25 marzo / 7 Aprile 2019
Annunciazione della Tuttasanta Deipara
Quarta Domenica della Grande Quaresima
(San Giovanni Climaco)
Tono quarto

Annunciazione
Al Mattutino
Evangelo (Lc 1, 39-49. 56)
In quei giorni Maria si alzò e partì in fretta verso la montagna, in una città di Giuda. Entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. E avvenne che appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino saltellò nel suo ventre; Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo ed esclamò con un grande grido, e disse: “Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo ventre. E da dove a me è dato che venga da me la Madre del mio Signore? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta alle mie orecchie, il bambino ha saltellato con esultanza nel mio ventre. Beata colei che ha creduto, perché sarà il compimento di ciò che le ha detto il Signore”. E Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e ha esultato il mio spirito in Dio mio salvatore, perché ha chinato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva. Ed ecco d’ora innanzi mi diranno beata tutte le generazioni; perché il Potente mi ha fatto grandi cose, e santo è il suo nome”. Maria rimase con lei circa tre mesi, quindi ritornò a casa sua.

Alla Liturgia

Prochimeno
L’anima mia magnifica il Signore e ha esultato il mio spirito in Dio mio salvatore.
Perché ha chinato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva. (Lc 1, 46-48)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (2, 11-18)
Fratelli, il santificante e i santificati sono tutti da uno solo; per questo motivo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all’assemblea ti loderò, e ancora: Io metterò la mia fiducia in lui; e inoltre: Eccoci, io e i figli che Dio mi ha dato. Poiché dunque i figli hanno comunicato al sangue e alla carne, anch’egli similmente ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che ha il potere della morte, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli, infatti, di certo non si prende cura degli angeli, ma del seme di Abramo si prende cura. Perciò doveva essere in tutto simile ai fratelli, per diventare un gran sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti, proprio per avere patito, essendo stato messo alla prova, è in grado di portare aiuto a quelli che subiscono la prova.

Alleluia
Discenderà come pioggia sulla pelle, e come gocce stillanti sulla terra.
Sia benedetto il suo nome nei secoli: più del sole durerà il suo nome. (Ps 71, 6. 17)

Evangelo

Per la quarta domenica dei digiuni: Evangelo secondo Marco (9, 17-31)
In quel tempo un uomo si avvicinò a Gesù, si inginocchiò davanti a lui e disse: “Maestro, ho portato da te mio figlio che ha uno spirito muto. Quando lo afferra, lo agita, e schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di cacciarlo, ma non hanno potuto”. Egli allora risponde e dice loro: “O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Conducetelo da me”. E glielo portarono. Appena vide Gesù, lo spirito lo contorse convulsamente ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: “Da quanto tempo gli accade questo?” Egli rispose: “Dall’infanzia; e molte volte lo ha buttato nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, aiutaci ed abbi compassione di noi”. Gesù gli disse: “Se puoi credere! Tutto è possibile per chi crede”. Subito il padre del ragazzo gridò piangendo, e disse: “Signore, credo! Aiutami nella incredulità!” Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, sgridò quello spirito impuro, dicendo: “Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e in lui non entrare più”. E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il ragazzo diventò come morto, sicché molti dicevano: “E’ morto”. Ma Gesù, presolo per mano, lo alzò ed egli risuscitò. Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in disparte: “Perché noi non abbiamo potuto cacciarlo?” Ed egli disse loro: “Questa razza di demoni non può uscire in alcun modo, se non con la preghiera e il digiuno”. Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni risusciterà”.

Per l’Annunciazione: Evangelo secondo Luca (1, 24-38)
In quei giorni Elisabetta, moglie di Zaccaria, concepì ma si tenne nascosta cinque mesi dicendo: “Così ha fatto per me il Signore nei giorni in cui ha guardato dall’alto per togliere la mia vergogna tra gli uomini”. Al sesto mese l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret a una vergine sposata a un uomo di nome Giuseppe della casa di David; il nome della vergine era Maria. Entrò da lei e le disse: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”. Per tale parola ella rimase turbata e si domandava che cosa significasse un tale saluto. Ma l’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai in grembo e partorirai un figlio. Lo chiamerai Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di David, suo padre, e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come sarà, se non conosco uomo?”. L’angelo le rispose: “Lo Spirito Santo verrà su di te e ti coprirà la potenza dell’Altissimo con la sua ombra, e perciò il Santo generato sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, anche Elisabetta, tua parente, ha concepito un figlio nella sua vecchiaia, e questo è il sesto mese per lei chiamata sterile; perché ogni parola presso Dio non sarà senza potenza”. Disse allora Maria: “Ecco la serva del Signore; sia a me secondo la tua parola”. E l’angelo partì da lei.

Terza Domenica di Quaresima

18 / 31 Marzo 2019
Terza Domenica della Grande Quaresima
(Adorazione della Santa Croce)
San Cirillo di Gerusalemme
Tono terzo

 

Evangelo Mattutino XI  (GV 21, 15-25)

Prochimeno
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato: Dio mio, non stare in silenzio con me. (Ps 27, 9. 1)

 

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (4, 14 – 5, 6)
Fratelli, avendo un gran sacerdote che ha attraversato i cieli – Gesù, il Figlio di Dio – teniamo ferma la professione di fede! Non abbiamo, infatti, un gran sacerdote impotente a patire insieme le nostre debolezze, essendo stato provato in tutto, a nostra somiglianza tranne il peccato. Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia, affinché troviamo misericordia e grazia per un aiuto opportuno. Infatti, ogni gran sacerdote, preso di tra gli uomini, è costituito in favore degli uomini nelle cose che riguardano Dio, perché offra doni e anche vittime per chi sbaglia. Poiché anch’egli è circondato di debolezza, a motivo di essa deve – per sé e per il popolo- offrire sacrifici per i peccati. Nessuno riceve per sé questo onore se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Allo stesso modo Cristo non ha glorificato se stesso, essendo diventato gran sacerdote, ma chi gli ha detto: Tu sei mio Figlio, io oggi ti ho generato. E in un altro passo dice: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisédek.

Alleluia
Ricordati, Signore, del tuo popolo, che hai acquistato dal principio; hai redento lo scettro della tua eredità.
Dio è nostro re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra. (Ps 73, 2. 12)

 

Evangelo
secondo Marco (8, 34 – 9, 1)
Disse il Signore: “Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Infatti, che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi la sua vita patisce danno? Che potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”. E diceva loro: “In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non assaggeranno la morte finché non vedranno il regno di Dio venire con potenza”.

Domenica di San Gregorio Palamas 2019

11/24 Marzo 2019
Seconda Domenica della Grande Quaresima
dedicata a San Gregorio Palamas
San Sofronio di Gerusalemme
Tono secondo

San Gregorio Palamas

 

Evangelo Mattutino X (Giovanni 21, 1-14)

Prochimeno
Tu, Signore, ci custodirai, e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo, perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (1, 10-14. 2, 1-3)
Tu, Signore, da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono i cieli. Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito. Come un mantello li avvolgerai, come un abito e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e gli anni tuoi non avranno fine. A quale degli angeli poi ha mai detto: Siedi alla mia destra, finché io non abbia mai posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi? Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza? Proprio per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno a quelle cose che abbiamo udito, per non andare fuori strada. Se, infatti, la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda, e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta punizione, come potremo scampare noi se trascuriamo una salvezza così grande? Questa, infatti, dopo essere stata promulgata all’inizio dal Signore, è stata confermata in mezzo a noi da quelli che l’avevano udita.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno; di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca.
Perché hai detto: In eterno la tua misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2-3)

Evangelo
secondo Marco (2, 1-12)
In quel tempo Gesù entrò a Cafarnao e dopo giorni si udì che era in casa. E si radunarono così tanti che non c’era spazio neppure davanti alla porta, ed egli diceva loro la parola. Vengono a portargli un paralitico, sorretto da quattro. E non potendo portarglielo innanzi a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatto un buco, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, dice al paralitico: “Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati”. Erano là seduti alcuni scribi che ragionavano in cuor loro: “Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non uno solo, Dio?” Ma Gesù avendo subito conosciuto nel suo spirito che così ragionavano tra sé, dice loro: “Perché ragionate così nei vostri cuori? Cos’è più facile, dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, oppure dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Affinché allora sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di rimettere sulla terra i peccati, ti ordino – dice al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua”. Quegli si alzò all’istante, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: “Cosa simile non l’abbiamo mai vista!”

Domenica dell’Ortodossia 2019

4 / 17 Marzo 2019
Prima Domenica della Grande Quaresima
Domenica dell’Ortodossia
San Gerasimo del Giordano
Tono primo

Il Trionfo dell'Ortodossia

Evangelo Mattutino IX (Giovanni 20, 19-31)

Prochimeno
Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri, e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli,
poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie.(Dan 3, 26-27)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 24-26. 32-40)
Fratelli, per fede Mosè, divenuto grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, avendo scelto di essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che avere un temporaneo guadagno di peccato. Stimava ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto l’obbrobrio del Cristo, perché aveva lo sguardo fisso sulla ricompensa. E che dirò ancora? Mi mancherà il tempo per Gedeone, Varàk, Sansone, Ieftae, e anche per Samuele e per i profeti. Per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi.

Alleluia
Mosè e Aronne fra i suoi sacerdoti e Samuele tra quelli che invocavano il suo nome.
Invocavano il Signore ed egli li esaudiva; parlava loro nella colonna di nubi. (Ps 99, 6-7)

Evangelo
secondo Giovanni (1, 44, 52)
In quel tempo Gesù volle partire per la Galilea; trova Filippo e gli dice: “Seguimi!” Filippo era di Betsaida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontra Natanaele e gli dice: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti; Gesù, il figlio di Giuseppe di Nazaret”. Natanaele gli disse: “Da Nazaret può essere qualcosa di buono?” Filippo gli dice: “Vieni e vedi”. Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, dice di lui: “Ecco davvero un Israelita, in cui non c’è falsità”. Natanaele gli dice: “Da dove mi conosci?” Gesù rispose e gli disse: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”. Gli risponde Natanaele: “Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei re d’Israele!” Rispose Gesù e gli disse: “Perché ti ho detto che ti ho visto sotto il fico, credi? Vedrai cose più grandi di queste!” Poi gli dice: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

Domenica del Perdono 2019

25 Febbraio / 10 Marzo 2019
Domenica del Perdono
San Tarasio, Arcivescovo di Costantinopoli
Tono plagale quarto (ottavo)

Evangelo Mattutino VIII (Giovanni 20, 11-18)

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate.
Genti tutti, battete le mani, acclamate Dio con voce di esultanza. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (13, 11 – 14, 4)
Fratelli, adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno si è avvicinato. Gettiamo via dunque le opere delle tenebre, indossiamo invece le armi della luce. Camminiamo con onestà, come di giorno, non con bagordi e ubriachezze, né a letto e con dissolutezze, né con contesa e gelosia. Vestitevi del Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per gli impulsi sfrenati. Accogliete chi è debole nella fede, senza giudicare le opinioni. Qualcuno crede di mangiare tutto, qualcuno che è debole mangia legumi. Chi mangia, non disprezzi chi non mangia; chi non mangia, non giudichi chi mangia: lo ha accolto Dio. Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Per il proprio padrone sta dritto o cade. Ma starà dritto: infatti può farlo stare dritto Dio.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno. Nella tua giustizia liberami e scampami.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo
secondo Matteo (6, 14-21)
Il Signore ha detto: “Se voi rimettete agli uomini le loro cadute, rimetterà anche a voi il vostro Padre celeste, ma se voi non perdonate agli uomini le loro colpe, neppure il vostro Padre perdonerà le vostre colpe. Quando digiunate, non siate d’aspetto triste come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per apparire agli uomini che digiunano. In verità vi dico, hanno ricevuto il loro salario. Quando digiuni, ungiti la testa e lavati la faccia, per non apparire agli uomini che digiuni, ma solo al Padre tuo che è nel segreto. E il tuo Padre che vede nel segreto, ti ricompenserà all’aperto. Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine deforma e dove i ladri sfondano e rubano. Accumulate piuttosto per voi tesori nel cielo, dove la tignola e la ruggine non deforma, e dove i ladri non sfondano e non rubano; perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”.

Orthodoxia

Tra Gadara e Gerusalemme

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