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Ultime dal Blog: Qoelet

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Pregare con l’anima e il corpo

La Chiesa così ci ricorda, ancora una volta, che non è l’esattezza delle pratiche religiose a fare di noi dei veri cristiani, ma la nostra vita tutta intera. Non si può essere cristiani solo col corpo o solo con l’anima: parafrasando Sant’Agostino, se non diventiamo spirituali anche nel corpo diventeremo carnali anche nell’anima.

“Ritornate, figli traviati”

“Un abisso invoca un altro abisso”. L’abisso di sventura e peccato invoca l’abisso di misericordia. Per questa seconda domenica del Triodion, la Chiesa prescrive la lettura di un’altra parabola, un’altra indicazione per la via del Regno, quella del figlio dissoluto (detta da alcuni  “Parabola del padre misericordioso”).

Dio resiste ai superbi

Oggi comincia il tempo del Triodion, cioè il periodo che ci porta alla Pasqua. Queste sono le prime domeniche, quelle prequaresimali, che servono a introdurci ai temi della Quaresima e ad insegnarci il modo di affrontare questo cammino quaresimale di avvicinamento alla Pasqua. In questa prima Domenica del Triodion si legge la Parabola del fariseo e del pubblicano.

Domenica del Perdono

5 / 18 Febbraio 2018
Domenica del Perdono
Santa Partenomartire Agata di Catania
Tono quarto

Evangelo Mattutino IV (Lc 24, 1-12)

Prochimeno
Salmeggiate al nostro Dio, salmeggiate; salmeggiate al nostro re, salmeggiate.
Genti tutti, battete le mani, acclamate Dio con voce di esultanza. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (13, 11 – 14, 4)
Fratelli, adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno si è avvicinato. Gettiamo via dunque le opere delle tenebre, indossiamo invece le armi della luce. Camminiamo con onestà, come di giorno, non con bagordi e ubriachezze, né a letto e con dissolutezze, né con contesa e gelosia. Vestitevi del Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per gli impulsi sfrenati. Accogliete chi è debole nella fede, senza giudicare le opinioni. Qualcuno crede di mangiare tutto, qualcuno ch’è debole mangia fagioli. Chi mangia, non disprezzi chi non mangia; chi non mangia, non giudichi chi mangia: lo ha accolto Dio. Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Per il proprio padrone sta dritto o cade. Ma starà dritto: infatti può farlo stare dritto Dio.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno. Nella tua giustizia liberami e scampami.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo
secondo Matteo (6, 14-21)
Il Signore ha detto: “Se voi rimettete agli uomini le loro cadute, rimetterà anche a voi il vostro Padre celeste, ma se voi non perdonate agli uomini le loro colpe, neppure il vostro Padre perdonerà le vostre colpe. Quando digiunate, non siate d’aspetto triste come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per apparire agli uomini che digiunano. In verità vi dico, hanno ricevuto il loro salario. Quando digiuni, ungiti la testa e lavati la faccia, per non apparire agli uomini che digiuni, ma solo al Padre tuo che è nel segreto. E il tuo Padre che vede nel segreto, ti ricompenserà all’aperto. Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine deforma e dove i ladri sfondano e rubano. Accumulate piuttosto per voi tesori nel cielo, dove la tignola e la ruggine non deforma, e dove i ladri non sfondano e non rubano; perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”.

Domenica di Carnevale

29 Gennaio / 11 Febbraio 2018
Domenica di Carnevale (o “del Giudizio Universale”)
Santi Nuovi Martiri e Confessori
Tono terzo

Oggi cade la Festa della nostra Parrocchia!

Evangelo Mattutino III (Mc 16, 9-20)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (8, 8 – 9, 2)
Fratelli, non ci fa stare davanti a Dio un cibo: se non mangiamo, non ne abbiamo mancanza; se mangiamo, non ne abbiamo vantaggio. Badate però che questa vostra capacità non divenga, in qualche modo, motivo di caduta per i deboli. Se uno infatti vedesse te, che hai conoscenza, seduto a tavola in una adunanza idolatra, la coscienza di questo debole non sarà formata a mangiare le carni immolate agli ìdoli? Così per la tua conoscenza va in rovina il debole, il fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e schiaffeggiando la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò più carne, per sempre, affinché non si scandalizzi il mio fratello! Non sono libero? Non sono apostolo? Non ho veduto Gesù, il nostro Signore? Non siete voi opera mia nel Signore? Se per altri non sono apostolo, almeno per voi lo sono; voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Ps 19, 2. 27, 9)

 

Evangelo
secondo Matteo (25, 31-46)
Il Signore ha detto: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli santi, siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri a sinistra. Allora il re dirà a quelli alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero carcerato e siete venuti a me. Allora i giusti gli risponderanno dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo accolto, nudo e ti abbiamo vestito? quando ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a te? Rispondendo, il re dirà loro: Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sinistra: Allontanatevi da me, maledetti, al fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché io ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero forestiero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete fatto visita. Anch’essi allora risponderanno dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà loro, dicendo: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi alla punizione eterna e i giusti alla vita eterna”.

Domenica del Figlio Prodigo

22 Gennaio / 4 Febbraio 2018
Domenica del figlio prodigo
Santi neomartiri di Russia
Tono secondo

La Parabola del figlio prodigo

Evangelo Mattutino II (Mc 16, 1-8)

Prochimeno
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (6, 12-20)
Fratelli, tutto mi è lecito ma non tutto giova; tutto mi è lecito, ma io non sarò dominato da qualcuno. Il cibo è per il ventre e il ventre per i cibi, ma Dio distruggerà questo e quelli! Il corpo non è per l’immoralità, bensì per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio ha risuscitato il Signore e risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di prostituta? No! Non sapete che chi si unisce a una prostituta forma un corpo solo? Saranno – dice – i due in una sola carne. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite l’immoralità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma chi si dà all’immoralità pecca nel proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio del Santo Spirito che è in voi, che avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a prezzo! Glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che sono di Dio.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo popolo. (Ps 17, 48. 51)

 

Evangelo
secondo Luca (15, 11-32)
Il Signore ha detto questa parabola: “Un uomo aveva due figli. Il minore di loro disse al padre: Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta. Ed egli divise fra loro il patrimonio. Dopo non molti giorni, il figlio minore raccolse ogni cosa e partì in viaggio per un paese lontano e lì sperperò la sua sostanza, vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, ci fu una forte carestia in quel paese, ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Andò e si mise con uno degli abitanti di quel paese, che lo mandò nelle sue campagne a pascolare i porci. E bramava sfamarsi con le carrube che mangiavano i porci ma nessuno gliene dava. Rientrato in sé, disse: Quanti salariati di mio padre hanno abbondanza di pane e io muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato figlio tuo, trattami come uno dei tuoi salariati. Si alzò e venne da suo padre. Mentre ancora era lontano, lo vide suo padre e si commosse; di corsa gli si gettò al collo e lo coprì di baci. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato verso il cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato figlio tuo. Ma il padre disse ai suoi servi: Portate la veste, quella prima, e vestitelo; dategli in mano l’anello e sandali ai piedi, portate e macellate il vitello grasso, mangiamo e facciamo festa perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore era in campagna e quando venendo fu vicino a casa, udì musica e balli, e chiamato uno dei servi s’informò cosa fosse. Quello gli disse: Tuo fratello è venuto e tuo padre ha macellato il vitello grasso perché lo ha riavuto salvo. Egli si adirò e non voleva entrare. Uscì suo padre a pregarlo. Egli rispose e disse a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e mai ho trasgredito un tuo comando, e mai mi hai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma appena è venuto questo tuo figlio che ti ha mangiato la vita con le prostitute, per lui hai macellato il vitello grasso. Gli disse il padre: Figlio, tu sei sempre con me, e tutto ciò che è mio è tuo, ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato trovato”.

Domenica del Fariseo e del Pubblicano

15 /28 Gennaio 2018
Domenica del Fariseo e del Pubblicano
San Paolo di Tebe e San Giovanni il Calibita
Tono primo

Il Fariseo e il Pubblicano

Evangelo Mattutino I (Mt 28, 16-20)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è conosciuto in Giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura della seconda epistola di Paolo a Timòteo (3, 10-15)
Diletto figlio Timòteo, tu hai seguito da vicino la mia dottrina, la condotta, i progetti, la fede, la longanimità, l’amore, la pazienza, le persecuzioni e i patimenti che mi toccarono ad Antiochia, a Iconio, a Listri. Quali persecuzioni ho sofferto! Da tutte mi ha liberato il Signore! E ora tutti coloro che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. Gli uomini malvagi invece e gli impostori andranno avanti verso il peggio, ingannando e venendo ingannati. Tu però rimani saldo nelle cose che hai imparato e che credi fermamente: sai bene da chi le hai apprese, e fin da bambino conosci le sacre Scritture; esse possono procurarti la sapienza che conduce alla salvezza per mezzo della fede in Cristo Gesù.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

 

Evangelo
secondo Luca (18, 10-14)
Disse il Signore questa parabola: “Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così: Dio, ti ringrazio perché io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri e neppure come quello pubblicano; digiuno due volte la settimana e pago la decima su quel che guadagno. Il pubblicano stava a distanza e non voleva neppure alzare gli occhi al cielo ma si batteva il petto dicendo: Dio, sii benevolo a me peccatore! Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato rispetto all’altro: chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato”.

Domenica di Zaccheo

8 /21 Gennaio 2018
Domenica dopo le Teofanie
Domenica di Zaccheo
Tono plaghio quarto (ottavo)

Evangelo Mattutino XI (Gv 21, 15-25)

Prochimeno
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (4, 7-13)
Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo dice: Asceso in alto ha imprigionato la prigionia, diede doni agli uomini. Ma che significa “ascese”, se non che prima scese nelle regioni inferiori della terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. Ed egli diede alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per il perfezionamento dei santi nell’opera del ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, affinché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, all’uomo perfetto, alla statura della pienezza di Cristo.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca.
Perché hai detto: In eterno la misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2. 3)

Evangelo

(Mt 4, 12-17) [Domenica dopo la Teofania]
In quel tempo, avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: paese di Zàbulon e paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

secondo Luca (19, 1-10) [Domenica di Zaccheo]
In quel tempo Gesù passava per Gerico ed ecco che Zaccheo, capo dei finanzieri e molto ricco, cercava di vedere chi fosse Gesù, ma non poteva a causa della folla; infatti egli era troppo piccolo di statura. Allora corse avanti all’incontro e, per vederlo, salì sopra un sicomoro, perché lui stava per passare. Quando giunse sul posto, Gesù guardò in su e gli disse: “Zaccheo, scendi in fretta, perché è necessario che oggi mi fermi a casa tua”. Scese in fretta e lo accolse con gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano dicendo: “Da un peccatore è entrato ad alloggiare!” Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Signore, ecco io do ai poveri la metà dei miei beni e se in qualcosa ho frodato qualcuno, restituisco il quadruplo”. Gesù gli rispose: “Oggi è avvenuta la salvezza per questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo. Infatti il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

Domenica avanti la Natività

18 / 31 Dicembre 2017
Domenica avanti la Natività
Tono plaghio primo (quinto)
Santo Martire Sebastiano

San SebastianoEvangelo Mattutino VIII (Gv 20, 11-18)

Prochimeno
Benedetto sei tu Signore, Dio dei nostri padri: lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli.
Poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; e tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie.(Dan 26-27)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 9-10. 32-40)
Fratelli, per fede Abramo soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, e come Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa, abitò in tende. Aspettava infatti la città ben fondata, il cui architetto e costruttore è Dio. E che dirò ancora? E che dirò ancora? Mi mancherà il tempo per Gedeone, Varàk, Sansone, Ieftae, e anche per Samuele e per i profeti. Per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Alleluia
O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito, i nostri padri ci hanno annunciato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, nei giorni antichi. (Ps 43, 2)
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. (Ps 33, 18)

Evangelo

secondo Matteo (1, 1-25)
Libro della generazione di Gesù Cristo figlio di David, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Thàmar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon generò Booz da Rachab, Boaz generò Obed da Ruth, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella ch’era stata di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asa, Asa generò Iosafat, Iosafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatham, Ioatham generò Achaz, Achaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amon, Amon generò Iosìa, Iosìa generò Iechonìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Iechonìa generò Salatiele, Salatiele generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiud, Abiud generò Elìakìm, Elìakìm generò Azor, Azor generò Sadhok, Sadhok generò Achim, Achim generò Eliudh, Eliudh generò Eleazaro, Eleazaro generò Matthan, Matthan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale fu generato Gesù chiamato Cristo. Tutte le generazioni, da Abramo a Davide: quattordici generazioni; da Davide fino alla deportazione in Babilonia: quattordici generazioni; dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo: quattordici generazioni. L’origine di Gesù Cristo poi era così: Maria, la madre di lui, essendo stata data in sposa a Giuseppe, prima che venissero a stare insieme, si trovò in grembo incinta dallo Spirito Santo. Giuseppe, il marito di lei, era giusto e non voleva farne pubblico spettacolo, e così decise di rimandarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli appare in sogno un angelo del Signore e gli dice: “Giuseppe, figlio di David, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei è dallo Spirito Santo. Partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai loro peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che fu annunciato dal Signore per mezzo del profeta che dice: “Ecco, la vergine avrà in grembo e partorirà un figlio, e lo chiameranno Emmanuele, che è tradotto: Dio con noi”. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio. E gli diede nome Gesù.

Domenica dei Progenitori

11 / 24 Dicembre 2017
Undicesima Domenica di Luca (XXIX domenica dopo Pentecoste)
Domenica dei Progenitori
Tono quarto
San Daniele Stilita

San Daniele lo Stilita

Evangelo Mattutino VII (Gv 20, 1-10)

Prochimeno

Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza.
Benedici, anima mia, il Signore. Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato. (Ps 103, 24. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (3, 4-11)
Fratelli, quando Cristo, la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Fate dunque morire ciò che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri sfrenati e quell’avidità di guadagno che è idolatria; a motivo di questi vizi piomba l’ira di Dio sui figli della disobbedienza. Anche voi un tempo li praticaste, quando di loro vivevate. Ora però bandite anche voi tutte queste cose: collera, escandescenze, cattiveria, maldicenza, ingiurie che escono dalla vostra bocca. Non mentitevi a vicenda, poiché vi siete spogliati dell’uomo vecchio e del suo modo di agire e vi siete rivestite del nuovo, che si rinnova per una più piena conoscenza, a immagine di colui che lo ha creato: in questa condizione non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o prepuzio, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo, tutto e in tutti.

Alleluia
Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia e ti guiderà mirabilmente la tua destra.
Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità: per questo ti ha unto, o Dio, il tuo Dio con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (Ps 44, 5. 8)

Evangelo

secondo Luca (14, 16-24)
Il Signore ha detto questa parabola: “Un uomo faceva una gran cena, e invitò molti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, già è pronto. Ma tutti, a una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità di andare a vederlo; ti prego di scusarmi. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Il servo si presentò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al suo servo: Esci presto per le piazze e i vicoli della città e fai entrare qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto ciò che hai ordinato, e c’è ancora posto. Allora il signore disse al servo: Esci per le strade e le siepi e costringili a entrare perché la mia casa sia piena. Vi dico infatti: nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena”.

Tredicesima Domenica di Luca

27 Novembre / 10 Dicembre 2017
Tredicesima Domenica di Luca (XXVII domenica dopo Pentecoste)
Tono secondo
San Giacomo il Persiano

Evangelo Mattutino V (Lc 24, 12-35)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (6, 10-17)
Fratelli, fortificatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio per contrastare le insidie del diavolo. Infatti non lottiamo contro sangue e carne, ma contro i Principati, contro le Potenze, contro i dominatori di questo mondo oscuro, gli spiriti maligni delle regioni celesti. Indossate dunque l’armatura di Dio per resistere nel giorno malvagio e restare in piedi, dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque, avendo ai fianchi la cintura della verità, indosso la corazza della giustizia e calzati i piedi con la prontezza a diffondere il vangelo della pace; in ogni occasione imbracciando lo scudo della fede, col quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del maligno. Prendete l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Signore, salva il re ed esaudiscici nel giorno in cui ti invochiamo. (Ps 19, 2. 10)

Evangelo

secondo Luca (18, 18-27)
In quel tempo un uomo, per metterlo alla prova, chiese a Gesù: “Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre”. Egli allora disse: “Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza”. Gesù ascoltò, e gli disse: “Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi”. Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco. Gesù, vedendo ch’era diventato molto triste, disse: “Quant’è difficile per chi ha beni entrare nel regno di Dio! E’ più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”. Quelli che ascoltavano dissero: “Ma allora chi può salvarsi?” Egli allora disse: “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”.

Nona Domenica di Luca

20 Novembre / 3 Dicembre 2017
Nona Domenica di Luca (XXVI domenica dopo Pentecoste)
Tono primo
San Gregorio della Decapoli

Evangelo Mattutino IV (Lc 24, 1-12)

Prochimeno

Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (5, 8-19)
Fratelli, camminate come figli della luce – il frutto della luce è ogni sorta di bontà giustizia e verità – provando cosa è gradito al Signore. Non abbiate comunione con le opere infruttuose della tenebra ma anzi condannatele, perché di quel che essi fanno in segreto è vergogno persino parlare mentre tutte le cose condannate sono rese manifeste dalla luce: infatti tutto quel che si manifesta è luce. Perciò dice: Svègliati, tu che dormi, e risorgi dai morti e a te risplenderà Cristo. Guardate con attenzione come camminate, non come stolti ma come sapienti, comprando il tempo: poiché i giorni sono malvagi. Non siate dissennati, ma comprendete qual è la volontà del Signore. Non ubriacatevi del vino in cui c’è dissolutezza, ma riempitevi di Spirito, parlando a voi stessi con salmi, inni e canti spirituali, cantando e inneggiando al Signore nel vostro cuore.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo Cristo. (Ps 17, 48. 51)

Evangelo

secondo Luca (12, 16-21)
Disse il Signore questa parabola: “Fu produttiva assai la campagna di un uomo ricco. Discorreva tra sé, dicendo: Non ho dove raccogliere i miei raccolti, come farò? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi, vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: Anima, hai molti beni messi da parte per molti anni. Riposati, mangia, bevi e sta’ allegra. Ma Dio gli disse: Stolto! questa stessa notte ti verrà richiesta l’anima, e a chi andranno le cose che hai preparato? Così accade a chi accumula tesori per sé stesso e non si arricchisce davanti a Dio”.

Ottava Domenica di Luca

13 / 26 Novembre 2017
Ottava Domenica di Luca (XXV domenica dopo Pentecoste)
Tono plaghio quarto (ottavo)
San Giovanni Crisostomo

Il Buon Samaritano

Evangelo Mattutino III (Mc 16, 9-20)

Prochimeno
La mia bocca proferirà sapienza, e la meditazione del mio cuore intelligenza.
Ascoltate questo, genti tutte, porgete orecchio voi tutti che abitate il mondo. (Ps 48, 4. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (7, 26 – 8, 2)
Fratelli, a noi occorreva un tale gran sacerdote: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori, elevato al di sopra dei cieli. Egli non ha bisogno, tutti i giorni, come i sommi pontefici, di offrire vittime prima per i propri peccati, poi per quelli del popolo, perché lo ha fatto una volta per tutte offrendo se stesso. Infatti la Legge costituisce sommi pontefici uomini soggetti a debolezza, mentre la parola del giuramento, successiva alla Legge, ha perfezionato per l’eternità il Figlio. Il punto capitale delle cose dette è questo: noi abbiamo un tale gran sacerdote che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, liturgo del santuario e della tenda, quella vera che ha piantato il Signore, non un uomo.

Alleluia
La bocca del giusto mediterà la sapienza e la sua lingua parlerà del giudizio.
La legge del suo Dio è nel suo cuore e non sarà posto inciampo ai suoi passi. (Ps 36, 30-31)

Evangelo

secondo Luca (10, 25-37)
In quel tempo un dottore della Legge, volendo metterlo alla prova, si alzò e disse a Gesù: “Maestro, cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù allora gli disse: “Che c’è scritto nella Legge? Cosa vi leggi?” Egli rispose e disse: “Ama il Signore, Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso”. Gesù gli disse: “Hai risposto correttamente; fa’ questo e vivrai”. Ma quegli, volendo giustificare se stesso, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?” Gesù rispose e disse: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, quando incappò nei briganti che lo spogliarono, lo coprirono di botte e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso scendeva per quella strada un sacerdote, lo vide e passò dall’altra parte. Allo stesso modo anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò dall’altra parte. Invece un samaritano che era in viaggio, venne presso di lui, lo vide e ne ebbe compassione. Si avvicinò e fasciò le sue ferite versandovi sopra olio e vino. Poi lo caricò sul proprio giumento, lo portò in una locanda e si prese cura di lui. L’indomani, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più te lo renderò al mio ritorno. Quale di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che si era imbattuto nei briganti?” Quello rispose: “Chi ha avuto misericordia di lui”. Gesù allora gli disse: “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.