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Category Archives: Letture domenicali e festive

Ultime dal Blog: Qoelet

Qoelet si trasferisce

Qoelet chiude i battenti. Già una volta questo blog era stato chiuso, o forse meglio sarebbe dire «messo tra parentesi». Adesso siamo, probabilmente, alla chiusura definitiva. Il blog rimarrà al suo posto, ma non sarà più aggiornato. Gli articoli più importanti e le omelie sono in via di trasferimento su Orthodoxia. L’Ortodossia in rete. In generale […]

Nel segno della falsificazione storica

Originally posted on Come la pioggia:
? di Daniele Marletta Catherine Nixey, Nel nome della croce. La distruzione del mondo classico, Bollati Boringhieri 2018 Un libro dal titolo commercialmente accattivante, ma che è nei contenuti addirittura peggiore delle aspettative. Nel risvolto di copertina si dice che chi lo ha scritto avrebbe studiato “Storia e Letteratura…

Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

  Negli ultimi giorni, due notizie (distinte tra loro ma pur collegate in un certo senso, come vedremo) hanno portato alla ribalta la situazione del Patriarcato di Costantinopoli. La prima riguarda un suo problema interno: a quanto pare, da ora in poi il Patriarcato ecumenico approverà regolarmente le seconde nozze dei preti lasciati dalle mogli […]

Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Nona Domenica di Matteo

5 / 18 Agosto 2019
Nona Domenica dopo Pentecoste (Nona domenica di Matteo)
Tono plaghio quarto
Santo martire Eusigno di Antiochia

Evangelo mattutino IX (Giovanni 20, 19-31)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio; tutti quelli che sono intorno a lui portino doni.
Dio è conosciuto in Giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (3, 9-17)
Fratelli, siamo collaboratori di Dio e voi siete il campo e l’edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho gettato il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce sopra: infatti nessuno può gettare un altro fondamento accanto a quello già posto, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legname, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà resa palese; infatti quel giorno la farà conoscere. Poiché si manifesterà nel fuoco, e il fuoco saggerà quale sia l’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno innalzò, resisterà, costui riceverà la paga; se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quella sarà perduta: egli si potrà salvare, ma come attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Poiché è santo il tempio di Dio, che siete voi.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore; acclamiamo a Dio, nostro salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1. 2)

Evangelo
secondo Matteo (14, 22-34)
In quel tempo Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo all’altra riva, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli era là, solo. La barca invece era in mezzo al mare, sbattuta dalle onde perché il vento era contrario. Alla quarta vigilia della notte Gesù venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono atterriti e dissero: “È un fantasma!” E, dalla paura, gridavano. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Coraggio, Io Sono!, non abbiate paura!” Pietro rispose e gli disse: “Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sull’acqua!” Ed egli disse: “Vieni!” Pietro scese dalla barca e camminò sull’acqua, andando verso Gesù. Ma vedendo che il vento era forte, ebbe paura e, cominciando a sprofondare, gridò: “Signore, salvami!” Allora Gesù stese subito la mano, lo afferrò e gli dice: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?” Appena salirono sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono a lui, esclamando: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!” Compiuta la traversata, approdarono a Gennesaret.

Settima Domenica di Matteo

22 Luglio / 4 Agosto 2019

Settima Domenica dopo Pentecoste (Settima domenica di Matteo)
Tono sesto
Santa Maria Maddalena


Evangelo mattutino settimo (Giovanni 20, 1-10)

Prochimeno
Salva, Signore il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato: Dio mio, non stare in silenzio con me. (Ps 27, 9. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (15, 1-7)
Fratelli, noi forti dobbiamo portare le infermità dei deboli e non piacere a noi stessi. Ciascuno di noi piaccia al prossimo nel bene, per l’edificazione. Cristo infatti non piacque a se stesso, ma – com’è scritto – gli oltraggi di quelli che ti oltraggiano sono caduti su di me. Quanto fu scritto un tempo, lo fu per nostra istruzione perché abbiamo la speranza, in virtù della pazienza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture. Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di pensare gli uni degli altri secondo Cristo Gesù, perché con una sola voce, unanimi, glorifichiate Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò a vicenda, come Cristo vi ha accolto a gloria di Dio.

Alleluia
Chi abita nell’aiuto dell’Altissimo dimorerà al riparo del Dio del cielo;
dirà al Signore: Mio sostegno sei tu e mio rifugio. Il mio Dio! Spererò in lui. (Ps 90, 1.2)

Evangelo
secondo Matteo (9, 27-35)
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano e gridando dicevano: “Figlio di David, abbi pietà di noi!” Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù dice loro: “Credete che ho il potere di farlo?” Gli rispondono: “Sì, Signore!” Allora toccò loro gli occhi e disse: “Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: “Guardate che nessuno lo sappia”. Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione. Usciti costoro, gli presentarono un uomo muto, indemoniato. Cacciato il demonio, il muto parlò e la folla presa da stupore diceva: “Mai è apparso così in Israele!” Ma i farisei dicevano: “Caccia i demoni per mezzo del principe dei demoni”. Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità nel popolo.

Sesta Domenica di Matteo

15 / 28 Luglio 2019

Sesta Domenica dopo Pentecoste (Sesta domenica di Matteo)
Santi Padri del IV Concilio
Tono quinto

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Evangelo mattutino sesto (Luca 24, 36-53)

Prochimeno
Tu, Signore, ci custodirai e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo; perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (12, 6-14)
Fratelli, abbiamo carismi differenti secondo la grazia riversata su di noi: si tratti di profezia, secondo il rapporto che ha con la fede; del servizio, per quanto riguarda il servizio; del maestro per quanto concerne l’insegnamento; dell’esortatore per esortare. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male, aderite al bene. Siate affettuosi nel vicendevole amore fraterno; vicendevolmente prevenitevi nella stima; non siate pigri nella sollecitudine ma ferventi nello spirito. Servite al Signore; siate lieti nella speranza, pazienti nella tribolazione, assidui nella preghiera. Siate partecipi delle necessità dei santi, praticate l’ospitalità. Benedite chi vi perseguita, benedite e non maledite.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca,
perché hai detto: In eterno la tua misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2. 3)

Evangelo
secondo Matteo (9, 1-8), Sul paralitico
In quel tempo Gesù salì sulla barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Coraggio, figlio, i tuoi peccati sono rimessi”. Allora alcuni scribi dissero fra sé: “Questo bestemmia!” Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: “Perché pensate malvagità nel vostro cuore? Infatti, cos’è più facile, dire: Sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina? Allora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati, alzati – dice allora al paralitico – prendi il tuo letto e va’ a casa tua”. Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

secondo Matteo (5, 14-19) Per i Santi Padri
Il Signore ha detto: “Voi siete la luce del mondo; una città posta su un monte non può restare nascosta. Nemmeno si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il vostro padre che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge; non sono venuto ad abrogare ma a compiere. In verità vi dico: finché non passi il cielo e la terra, uno iota solo o un apice solo non passeranno dalla Legge, prima che tutto accada. Chi dunque scioglierà uno solo di questi precetti, anche minimi, e così insegnerà agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; chi li osserverà e insegnerà, sarà chiamato grande nel regno dei cieli”.

Quinta Domenica di Matteo

8 / 21 Luglio 2019
Quinta Domenica dopo Pentecoste (Quinta domenica di Matteo) [qui una omelia]
Tono quarto
Santo Megalomartire Procopio

Evangelo mattutino quinto (Luca 24, 12-35)

Prochimeno
Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza.
Benedici, anima mia, il Signore. Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato. (Ps 103, 24. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (10, 1-10)
Fratelli, il desiderio del mio cuore e la preghiera salgono a Dio per la salvezza d’Israele: testimonio per loro che hanno zelo per Dio, ma non secondo conoscenza. Poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria giustizia, non si sottomisero alla giustizia di Dio. Ora il culmine della Legge è Cristo, per giustizia a ogni credente. Mosè infatti scrive sulla giustizia dalla Legge: L’uomo che fa queste cose, vivrà per esse. Invece della giustizia dalla fede dice: Non dire in cuor tuo: Chi salirà al cielo? nel senso di farne scendere Cristo. Oppure: Chi scenderà nell’abisso? nel senso di far risalire Cristo dai morti. Ma che dice? La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore. Questa è la parola della fede che noi predichiamo: se professerai con la tua bocca Gesù come Signore, e crederai nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Col cuore infatti si crede per la giustizia, con la bocca si professa per la salvezza.
Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia; e ti guiderà mirabilmente la tua destra.

Alleluia
Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità: per questo ti ha unto, o Dio, il tuo Dio con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (Ps 44, 5. 8)

Evangelo
secondo Matteo (8, 28 – 9, 1)
In quel tempo Gesù venne nel paese dei Ghergheseni e, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro due indemoniati così pericolosi che nessuno poteva più passare per quella strada. Dicevano gridando: “Che c’è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?” Lontano da loro c’era a pascolare un grande branco di porci e i demoni lo supplicarono dicendo: “Se ci cacci, mandaci in quel branco di porci!” Egli disse loro: “Andate!” Ed essi uscirono e andarono nel branco dei porci: ed ecco tutto il branco dei porci si precipitò dal dirupo nel mare e morirono nelle acque. Allora i mandriani fuggirono, andarono in città e annunciarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, avendolo visto, lo supplicarono che andasse via dai loro confini. Salito sulla barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città.

Quarta Domenica di Matteo

1/14 Luglio 2019

Quarta Domenica dopo Pentecoste (Quarta domenica di Matteo)
Tono terzo
Santi Anargiri Cosma e Damiano

Guarigione del servo del Centurione
Guarigione del servo del Centurione

Evangelo mattutino quarto (Luca 24, 1-12)

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, salmeggiate:
inneggiate al nostro re, salmeggiate. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (6, 18- 23)
Fratelli, liberati dal peccato, siete stati fatti schiavi della giustizia. Parlo in termini umani a causa della debolezza della vostra carne. Come infatti avete portato le vostre membra a essere schiave di impurità e iniquità per l’iniquità, così ora offrite le vostre membra in servizio della giustizia per la santificazione. Quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia. Quale frutto avevate allora in quelle cose di cui ora arrossite? Il loro fine infatti è la morte. Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e il fine è la vita eterna. Lo stipendio del peccato è la morte, mentre il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo
secondo Matteo (8, 5-13)
In quel tempo Gesù entrò in Cafarnao e gli venne incontro un centurione che lo supplicava dicendo: “Signore, il mio servo giace in casa paralitico e terribilmente tormentato”. Gesù gli risponde: “Io verrò e lo guarirò”. Ma il centurione rispose dicendo: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io sono uomo sotto autorità, ma sotto di me ho soldati e dico a questo: Va’, ed egli va; e all’altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa”. All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a chi lo seguiva: “In verità vi dico che da nessuno in Israele ho trovato una tale fede. E vi dico che verranno molti da Oriente e da Occidente e si porranno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nella tenebra esterna, ove sarà pianto e digrignar di denti”. E Gesù disse al centurione: “Va’, e per te avvenga come hai creduto”. A quell’ora il giovane guarì.

Terza domenica di Matteo

Terza Domenica dopo Pentecoste (Terza domenica di Matteo)
Tono secondo
Natività di San Giovanni il Battista

Evangelo mattutino terzo (Marco 16, 9-20)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore;
e si è fatto mia salvezza. (Ps 117, 14. 18)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (5, 1-11)
Fratelli, giustificàti per la fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Grazie a lui abbiamo avuto nella fede l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci gloriamo, nella speranza della gloria di Dio. Non solo: ci gloriamo perfino nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una fedeltà a tutta prova, la fedeltà provata la speranza. La speranza poi non delude, poiché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato. Inoltre, infatti, quando eravamo ancora infermi, al tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, è difficile che qualcuno sia disposto a morire per un giusto; per un buono forse uno osa anche morire. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perché, essendo ancora peccatori, Cristo morì per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, da nemici, siamo stati riconciliati con Dio in virtù della morte del Figlio suo, quanto più, da riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione; ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Ps 19, 2. 27, 9)

Evangelo
secondo Matteo (6, 22-33)
Disse il Signore: “Lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanta tenebra! Nessuno può servire a due padroni: o odierà uno e amerà l’altro, o si attaccherà a uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mamonà. Perciò vi dico: non affannatevi per la vostra vita, cosa mangiare o cosa bere, e neanche per il vostro corpo, cosa indossare; la vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Voi non contate più di loro? E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un solo cubito alla sua statura? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, quanto più voi, gente di poca fede! Non affannatevi dunque dicendo: Che mangiamo? Che beviamo? Che indossiamo? Tutte queste cose le cercano i gentili; il Padre vostro celeste infatti sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate invece prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno messe davanti”.

Seconda Domenica di Matteo

17 / 30 Giugno 2019
Seconda Domenica di Matteo (domenica II dopo Pentecoste)
Domenica dei Santi Ortodossi glorificati in terra d’Italia [qui una omelia]

Tono primo

AL MATTUTINO

Evangelo mattutino II (Marco 16 1-8)

ALLA LITURGIA

Prochimeno
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (2, 10-16)
Fratelli, gloria e onore e pace a chiunque operi il bene, sia Giudeo in primo luogo che Greco: presso Dio, infatti, non c’è preferenza di persona. Quelli che senza la Legge hanno peccato, moriranno senza legge; quelli nella Legge che hanno peccato, saranno giudicati per mezzo della legge. Giusti davanti a Dio non sono quelli che ascoltano la Legge: sarà giustificato chi opera la legge. Infatti, quando i gentili che non hanno la Legge fanno secondo natura le opere della Legge, essi che non hanno la Legge sono legge a sé stessi. Essi dimostrano che l’opera della Legge è scritta nei loro cuori, dato che la loro coscienza rende testimonianza e i loro ragionamenti si accusano o si difendono tra di loro nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini secondo il mio vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo Cristo. (Ps 17, 48. 51)

EVANGELO
secondo Matteo (4, 18-23)
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, detto Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, infatti erano pescatori. E disse loro: “Seguitemi e vi farò pescatori di uomini.” Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che insieme con Zebedeo, loro padre, aggiustavano le loro reti sulla barca. Li chiamò ed essi, lasciata la barca e loro padre, subito lo seguirono. E Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia ed ogni infermità nel popolo.

Evangelo per i Santi (Matteo 4,25 – 5, 12)
E molte folle lo seguirono anche dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Aprì bocca, e li ammaestrava dicendo:
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati gli affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati i pacificatori, poiché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa di giustizia, perché è loro il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Domenica di tutti i Santi

10 /23 Giugno 2019
Prima Domenica di Matteo (domenica I dopo Pentecoste)
Si fa memoria di tutti i Santi
Tono plagale quarto (ottavo)
Vigilia del Digiuno dei Santi Apostoli

AL MATTUTINO

Evangelo mattutino I (Matteo 28, 16-20)
In quel tempo gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, lo adorarono, alcuni però dubitavano. Avvicinatosi, Gesù parlò loro dicendo: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e fate mie discepole tutte le genti, immergendole nel nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo”. Amin.

ALLA LITURGIA

Prochimeno
Mirabile è Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.
Nelle chiese benedite Dio, il Signore dalle fonti d’Israele. (67, 36. 27)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 33 – 12, 2)
Fratelli, tutti i santi per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Alleluia
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati.
Molte le tribolazioni dei giusti, ma da tutte le libererà il Signore. (33, 18. 20)

EVANGELO
secondo Matteo (10, 32-33. 37-38. 19, 27-30)
Disse il Signore ai suoi discepoli: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e mi segue, non è degno di me”. Allora Pietro rispose e gli disse: “Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che ne sarà dunque a noi?” E Gesù disse loro: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo siederà sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. E chi ha lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per il mio nome, riceverà il centuplo e avrà in eredità la vita eterna. Molti primi saranno ultimi e gli ultimi primi”.

Domenica di Pentecoste

3 / 16 Giugno 2019
Domenica di Pentecoste

AL MATTUTINO

Evangelo secondo Giovanni (20, 19-23)
La sera di quello stesso giorno, il primo giorno della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per paura dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!” Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli si rallegrarono vedendo il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha inviato me, anch’io mando voi”. Detto questo, soffiò e dice loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimettete i peccati, sono stati rimessi; a chi li ritenete, sono stati ritenuti”.

ALLA LITURGIA

APOSTOLOS

Prochimeno
Per tutta la terra è uscito il loro suono e sino ai confini del mondo le loro parole.
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. (Ps 18, 5. 2)

Lettura degli Atti degli Apostoli (2, 1-11)
Al compiersi del giorno della Pentecoste, tutti gli apostoli erano insieme nello stesso luogo. D’improvviso ci fu dal cielo un suono, come l’irrompere di un soffio violento, che riempì tutta la casa dove erano seduti – apparvero loro distinte lingue come di fuoco – e si posò su ciascuno di loro. Tutti furono ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei, uomini devoti da tutte le nazioni che sono sotto il cielo. Al prodursi di quella voce, si radunò una gran folla, turbata perché ognuno li udiva parlare nella propria lingua. Fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono Galilei? Come mai ciascuno di noi li ode parlare nella propria lingua nativa? Parti, Midi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle regioni della Libia presso Cirene, Romani residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, li sentiamo parlare nelle nostre lingue delle grandezze di Dio”.

Alleluia
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli; e dallo spirito della sua bocca tutte le loro schiere.
Dal cielo ha guardato il Signore; ha visto tutti i figli degli uomini. (Ps 32, 6. 13)

EVANGELO
secondo Giovanni (7, 37-52. 8, 12)
Nell’ultimo giorno, quello grande della festa, Gesù stava in piedi e gridò dicendo: “Se qualcuno ha sete venga a me e beva chi crede in me; come ha detto la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo grembo”. Questo egli disse dello Spirito che i credenti in lui stavano per ricevere: infatti non c’era ancora lo Spirito Santo, perché Gesù non era stato ancora glorificato. All’udire queste parole, alcuni fra la folla dicevano: “Questi è davvero il profeta!”; altri dicevano: “Questi è il Cristo!”; altri invece dicevano: “Ma il Cristo viene dalla Galilea? Non ha detto la Scrittura che il Cristo viene dal seme di David e da Betlemme, il villaggio dov’era David?” E ci fu dissenso tra la folla a causa di lui. Alcuni di loro volevano prenderlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto?” Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato così!” Ma i farisei replicarono loro: “Anche voi siete stati ingannati? Gli ha creduto qualcuno fra i capi o fra i farisei? Ma questa folla che non conosce la Legge! Sono maledetti!” Nicodemo, uno di loro, che era andato da Gesù di notte, dice loro: “La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere cosa fa?” Risposero e gli dissero: “Sei anche tu della Galilea? Studia e vedi che non sorge profeta dalla Galilea!” E Gesù parlava di nuovo, dicendo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nella tenebra, ma avrà la luce della vita”.

Domenica dei Santi Padri

27 Maggio / 9 Giugno 2019
Ieromartire Terapone, vescovo di Sardi

Settima Domenica di Pasqua (dei Padri del Primo Concilio ecumenico)
Tono plagale secondo (sesto)

AL MATTUTINO
Evangelo mattutino X (Giovanni 21, 1-14)

In quel tempo, risorto dai morti, Gesù di nuovo si manifestò ai suoi discepoli presso il mare di Tiberiade. E si manifestò così: erano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Dice loro Simon Pietro: “Vado a pescare”. Gli dicono: “Veniamo anche noi con te”. Uscirono e salirono sulla barca, ma quella notte non presero nulla. Sul far del giorno Gesù stava sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù dice loro: “Ragazzi, avete qualche companatico?” Gli risposero: “No!”. Egli disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non erano più capaci di tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava dice a Pietro: “E’ il Signore!” Simon Pietro appena udì che è il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era nudo, e si gettò a mare, Gli altri discepoli invece vennero con la barca. Poiché non erano lontani da terra, appena duecento cubiti, trainarono la rete piena di pesci. Appena scesi a terra, vedono la brace pronta con del pesce messo sopra, e pane. Dice loro Gesù: “Portate un po’ del pesce che avete preso ora”. Quindi Simon Pietro salì e trascinò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si strappò. Gesù dice loro: “Venite a pranzare”. E nessuno dei discepoli osava domandargli: “Chi sei?” perché sapevano che è il Signore. Gesù viene, prende il pane e lo dà loro, e così pure il pesce. Questa era già la terza volta che Gesù risorto dai morti si manifestò ai discepoli.

ALLA LITURGIA

APOSTOLOS

Prochimeno

Benedetto sei tu Signore, Dio dei nostri padri: lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli.
Poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; e tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie. (Dan 26-27)

Lettura degli Atti degli apostoli (20, 16-18. 28-36)
In quei giorni Paolo aveva deciso di navigare al largo di Efeso perché non gli capitasse di perdere tempo in Asia: si affrettava, per quanto gli era possibile, per essere a Gerusalemme giorno di Pentecoste. Da Mileto mandò a chiamare subito a Efeso i presbiteri della Chiesa. Quando essi giunsero disse loro: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come sorveglianti a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. Io so che dopo la mia partenza verranno lupi crudeli nei vostri confronti, che non risparmieranno il gregge; perfino di mezzo a voi sorgeranno uomini che diranno cose perverse per trascinare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi. Ed ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità con tutti i santificati. Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: E’ più beato dare che ricevere!” Detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo lo baciavano, addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave.

Alleluia
Il Dio degli dei, il Signore, ha parlato e ha chiamato la terra, dal sorgere del sole fino al tramonto.
Radunate intorno a lui i suoi santi che hanno stabilito l’alleanza con lui sui sacrifici. (Ps 49,

EVANGELO
secondo Giovanni (17, 1-13)
In quel tempo Gesù alzò gli occhi al cielo e disse: “Padre, è giunta l’ora: glorifica il Figlio tuo affinché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere vivente, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami presso di te, con la gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e hanno conosciuto veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te, Padre santo: custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, affinché siano uno, come noi. Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro si è perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in loro la pienezza della mia gioia”.

Orthodoxia

Discorso sulla Trasfigurazione di Sant’Anastasio

Sant’Anastasio il Sinaita Discorso tenuto il giorno della Trasfigurazione del Signore Il mistero della sua Trasfigurazione Gesù lo manifestò ai suoi discepoli sul monte Tabor. Egli aveva parlato loro del regno di Dio e della sua seconda venuta nella gloria. Ma ciò forse non aveva avuto per loro una sufficiente forza di persuasione. E allora […]

San Pietro tra fede e speranza

Omelia per la nona Domenica di Matteo Letture: Apostolos: 1Cor 3, 9-17 (P9) Evangelo: Mt 14, 22-34 (Gesù cammina sulle acque) “Uomo di poca fede”. È così che il Signore chiama San Pietro. E ci sembra quasi ingiusto: tra tutti i discepoli San Pietro è quello con la fede più pronta, assoluta. È lui a […]

«Noi predichiamo Cristo crocifisso»

Omelia per la festa della Processione della Preziosa e Vivificante Croce Letture: Apostolos: 1Cor 1, 18-24 Evangelo: Gv 19, 6-11; 13-20; 25-28; 30-35 «Cos’è diventata la croce per il cristiano di oggi?» Questa domanda mi torna in mente a tutte le feste della Croce. È la domanda che si poneva anni fa uno scrittore italiano, Ignazio Silone, […]