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Domenica 20 Gennaio / 2 Febbraio

Trentaduesima domenica dopo Pentecoste (“Domenica di Zaccheo”)
Sant’Eutimio il Grande
Tono grave

Letture
Aurorale del Mattutino: (10) Gv 21, 1-14
Liturgia:
Apostolos: 2Cor 4, 6-15 (del Santo)
Evangelo: Lc 19, 1-10

Prochimeno:
Si vanteranno i santi nella gloria ed esulteranno sui loro giacigli.
Le esaltazioni di Dio nella loro bocca e spade a due tagli nelle loro mani. (Ps 149, 5-6)

Lettura della seconda epistola di Paolo ai Corinti (4, 6-15)
Fratelli, il Dio che ha detto: “Rifulga la luce dalle tenebre!”, rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina sul volto di Gesù Cristo. Ma questo tesoro lo abbiamo in vasi di creta perché la grandezza della potenza provenga da Dio e non da noi. Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; incerti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non perduti; portando sempre e dovunque la morte di Gesù nel nostro corpo, perché anche la vita di Gesù sia manifestata nel nostro corpo. Sempre, infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a motivo di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. E così in noi opera la morte, in voi la vita. Animati tuttavia da quello spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che risuscitò il Signore Gesù risusciterà anche noi con Gesù e ci farà stare accanto a voi. Ché tutto è per voi, affinché la grazia, abbondando per mezzo di molti, moltiplichi l’azione di grazie alla gloria di Dio.

Alleluia:
Beato l’uomo che teme il Signore.
Nei suoi comandamenti porrà tutto il suo diletto. (Ps 111, 1)

Da Santo Evangelo secondo Luca (19, 1-10)
In quel tempo Gesù passava per Gerico ed ecco che Zaccheo, capo dei pubblicani e molto ricco, cercava di vedere chi fosse Gesù, ma non poteva a causa della folla; infatti egli era troppo piccolo di statura. Allora corse avanti all’incontro e, per vederlo, salì sopra un sicomoro, perché lui stava per passare. Quando giunse sul posto, Gesù guardò in su e gli disse: “Zaccheo, scendi in fretta, perché è necessario che oggi mi fermi a casa tua”. Scese in fretta e lo accolse con gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano dicendo: “Da un peccatore è entrato ad alloggiare!” Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Signore, ecco io do ai poveri la metà dei miei beni e se in qualcosa ho frodato qualcuno, restituisco il quadruplo”. Gesù gli rispose: “Oggi è avvenuta la salvezza per questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo. Infatti il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

Domenica 13 / 26 Gennaio

Trentunesima domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo le Teofanie

Tono plagale secondo
Letture
Aurorale del Mattutino: (9) Gv 20, 19-31
Liturgia:
Apostolos: Ef 4, 7-13
Evangelo: Mt 4, 12-17

Prochimeno:
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (4, 7-13)
Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo dice: Asceso in alto ha imprigionato la prigionia, diede doni agli uomini. Ma che significa “ascese”, se non che prima scese nelle regioni inferiori della terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. Ed egli diede alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per il perfezionamento dei santi nell’opera del ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, affinché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, all’uomo perfetto, alla statura della pienezza di Cristo.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca.
Perché hai detto: In eterno la misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2. 3)

Dal Santo Evangelo secondo Matteo (Mt 4, 12-17)
In quel tempo, avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali,  perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: paese di Zàbulon e paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Domenica 6 / 19 Gennaio – Teofania

Trentesima domenica dopo Pentecoste
Le Sante Teofanie del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

Letture
Mattutino: Mc 1, 9-11
Liturgia:
Apostolos: Ti 2, 11-14. 3, 4-7
Evangelo:  Matteo 3, 13-17

Prochimeno
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Il Signore è Dio e ha rifulso su noi.
Confessate al Signore, perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia. (Ps 117, 26-27. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo a Tito (2, 11-14. 3, 4-7)
Tito, figlio mio, è apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che c’insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e dell’apparizione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo eletto, zelante nelle opere buone. Quando apparve la benevolenza di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

Alleluia
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore figli di arieti.
Voce del Signore sulle acque: il Dio della gloria ha tuonato, il Signore sulle grandi acque. (Ps 28, 1. 3)

Lettura del Santo Evangelo secondo Matteo (3, 13-17)
In quel tempo, dalla Galilea Gesù viene al Giordano, da Giovanni, per essere battezzato da lui. Ma Giovanni si opponeva, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?” Gesù rispose e gli disse: “Ora lascia; dobbiamo compiere così ogni giustizia”. E allora lo lasciò fare. Gesù, dopo essere stato battezzato, subito salì dall’acqua ed ecco, si aprirono a lui i cieli e vide lo Spirito di Dio scendere come colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato, in cui mi sono compiaciuto”.

Domenica 30 Novembre / 12 Gennaio

Letture per la ventinovesima domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo la Natività. Domenica avanti le Teofanie
Il Giusto Giuseppe, il Re e Profeta Davide e Giacomo fratello del Signore

Tono 4
Letture
Aurorale del Mattutino: (7) Gv 20, 1-10
Liturgia:
Apostolos: 2 Ti 4, 5-8
Evangelo: Mc 1, 1-8

Prochimeno:

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato: che tu non stia in silenzio con me! (Ps 27, 9. 1)

Dalla seconda Lettera di Paolo a Timòteo (4, 5-8)
Diletto figlio Timòteo, sii sobrio in tutto, sopporta le sofferenze, fai opera d’evangelizzatore, adempi il tuo servizio. Io infatti sono già offerto in libagione ed è giunto il tempo della mia partenza. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno amato la sua apparizione.

Alleluia
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Faccia risplendere il suo volto su di noi. (Ps 66, 2)

Dal Santo Evangelo secondo Marco (Mc 1, 1-8)
Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: “Ecco, io mando il mio angelo davanti al tuo volto, che preparerà la tua via; voce di uno che grida nel deserto: Preparate la strada del Signore; raddrizzate i suoi sentieri”, venne nel deserto Giovanni il Battista, predicando un battesimo di conversione per la remissione dei peccati. Andava da lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme, ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello e una cintura di pelle aveva intorno ai fianchi; mangiava locuste e miele selvatico. E predicava dicendo: “Viene dopo di me il più forte di me; a lui non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali; io vi ho battezzati nell’acqua, ma egli vi battezzerà nello Spirito Santo”.

Domenica 23 Dicembre / 5 Gennaio

Letture per la ventottesima domenica dopo Pentecoste
Domenica avanti la Natività (dei Santi Padri)

Tono terzo
Letture:
Vespro:
(1) Gn 14, 14-20
(2) Dt 1, 8-11, 15-17
(3) Dt 10, 14-21

Aurorale del Mattutino: (6) Lc 24, 36-53

Liturgia
Apostolos: Eb 11, 9-10, 17-23, 32-40
Evangelo: Mt 1, 1-25

Prochimeno:
Benedetto sei tu Signore, Dio dei nostri padri: lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli.
Poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; e tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie.(Dan 26-27)

Dalla Lettera di San Paolo agli Ebrei (11, 9-10. 32-40)
Fratelli, per fede Abramo soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, e come Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa, abitò in tende. Aspettava infatti la città ben fondata, il cui architetto e costruttore è Dio. E che dirò ancora? E che dirò ancora? Mi mancherà il tempo per Gedeone, Varàk, Sansone, Ieftae, e anche per Samuele e per i profeti. Per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Alleluia
O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito, i nostri padri ci hanno annunciato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, nei giorni antichi. (Ps 43, 2)
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. (Ps 33, 18)

Dal santo Evangelo secondo Matteo (1, 1-25)
Libro della generazione di Gesù Cristo figlio di David, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Farès e Zarà da Thàmar, Farès generò Esròm, Esròm generò Aràm, Aràm generò Aminadàv, Aminadàv generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Voòz da Rachàv, Voòz generò Ovìdh da Ruth, Ovìdh generò Iessè, Iessè generò il re David. David generò Salomone da quella di Urìa, Salomone generò Rovoàm, Rovoàm generò Avià, Avià generò Asà, Asà generò Iosafàt, Iosafàt generò Ioràm, Ioràm generò Ozia, Ozia generò Ioàtham, Ioàtham generò Achàz, Achàz generò Ezechia, Ezechia generò Manassì, Manassì generò Amòn, Amòn generò Iosìa, Iosìa generò Iechonìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Iechonìa generò Salathiìl, Salathiìl generò Zorovàvel, Zorovàvel generò Aviùdh, Aviùdh generò Elìakìm, Elìakìm generò Azòr, Azòr generò Sadhòk, Sadhòk generò Achim, Achim generò Eliùdh, Eliùdh generò Eleàzar, Eleàzar generò Matthàn, Matthàn generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale fu generato Gesù chiamato Cristo. Tutte le generazioni, da Abramo a David: quattordici generazioni; da David fino alla deportazione in Babilonia: quattordici generazioni; dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo: quattordici generazioni. L’origine di Gesù Cristo poi era così: Maria, la madre di lui, essendo stata data in sposa a Giuseppe, prima che venissero a stare insieme, si trovò in grembo incinta dallo Spirito Santo. Giuseppe, il marito di lei, era giusto e non voleva farne pubblico spettacolo, e così decise di rimandarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli appare in sogno un angelo del Signore e gli dice: “Giuseppe, figlio di David, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei è dallo Spirito Santo. Partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai loro peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che fu annunciato dal Signore per mezzo del profeta che dice: “Ecco, la vergine avrà in grembo e partorirà un figlio, e lo chiameranno Emmanuele, che è tradotto: Dio con noi”. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio. E gli diede nome Gesù.

Domenica 16/29 Dicembre

Letture per la ventisettesima domenica dopo Pentecoste
Tono secondo
Domenica dei Santi Progenitori. Santo Profeta Aggeo
Mattutino: (5) Lv 24, 12-36
Apostolos: Col 3, 4-11
Evangelo: Lc 14, 16-24 (undicesima domenica di San Luca: il Convito)

Prochimeno:
Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri, e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli,
poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie. (Dan 3, 26-27)

Dalla Lettera di San Paolo ai Colossesi (Col 3, 4-11)
Fratelli, quando Cristo, la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Fate dunque morire ciò che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri sfrenati e quell’avidità di guadagno che è idolatria; a motivo di questi vizi piomba l’ira di Dio sui figli della disobbedienza. Anche voi un tempo li praticaste, quando di loro vivevate. Ora però bandite anche voi tutte queste cose: collera, escandescenze, cattiveria, maldicenza, ingiurie che escono dalla vostra bocca. Non mentitevi a vicenda, poiché vi siete spogliati dell’uomo vecchio e del suo modo di agire e vi siete rivestite del nuovo, che si rinnova per una più piena conoscenza, a immagine di colui che lo ha creato: in questa condizione non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o prepuzio, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo, tutto e in tutti.

Alleluia
Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti e Samuele tra quelli che invocavano il suo nome. (Ps 98, 6)
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. (Ps 33, 18)

Dal Santo Evangelo secondo Luca (14, 16-24)
Il Signore ha detto questa parabola: “Un uomo faceva una gran cena, e invitò molti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, già è pronto. Ma tutti, a una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità di andare a vederlo; ti prego di scusarmi. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Il servo si presentò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al suo servo: Esci presto per le piazze e i vicoli della città e fai entrare qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto ciò che hai ordinato, e c’è ancora posto. Allora il signore disse al servo: Esci per le strade e le siepi e costringili a entrare perché la mia casa sia piena. Vi dico infatti: nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena”.

Domenica 9 / 22 Dicembre

Letture per la ventiseiesima domenica dopo Pentecoste
Tono primo
La concezione di Sant’Anna della Madre di Dio
Aurorale del Mattutino: (4) Lc 24, 1-12

Apostolos: Ef 5, 8-19 (P 26)
Evangelo: Lc 18, 35-43 (decima domenica di San Luca: la donna curvata)

Prochimeno:
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Dalla Lettera di San Paolo agli Efesini (P26 Ef 5, 8-19)

Fratelli, camminate come figli della luce – il frutto della luce è ogni sorta di bontà giustizia e verità – provando cosa è gradito al Signore. Non abbiate comunione con le opere infruttuose della tenebra ma anzi condannatele, perché di quel che essi fanno in segreto è vergogno persino parlare mentre tutte le cose condannate sono rese manifeste dalla luce: infatti tutto quel che si manifesta è luce. Perciò dice: Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti e a te risplenderà Cristo. Guardate con attenzione come camminate, non come stolti ma come sapienti, comprando il tempo: poiché i giorni sono malvagi. Non siate dissennati, ma comprendete qual è la volontà del Signore. Non ubriacatevi del vino in cui c’è dissolutezza, ma riempitevi di Spirito, parlando a voi stessi con salmi, inni e canti spirituali, cantando e inneggiando al Signore nel vostro cuore.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo Cristo. (Ps 17, 48. 51)

Dal Santo Evangelo secondo Luca (13, 10-17)

In quel tempo Gesù stava insegnando in una sinagoga, ed era sabato. Ed ecco una donna che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità. Era curva e non poteva raddrizzarsi del tutto. Quando Gesù la vide, la chiamò e le disse: “Donna, sei slegata dalla tua infermità”. Impose le mani su di lei e subito si raddrizzò e glorificava Dio. Intervenne allora il capo della sinagoga, adirato perché Gesù aveva curato di sabato, e disse alla folla: “Sono sei i giorni in cui si deve lavorare: venite dunque a farvi curare in quelli e non di sabato!” Il Signore gli rispose e disse: “Ipocriti! Ognuno di voi non scioglie forse di sabato il suo bue o l’asino dalla mangiatoia per portarli ad abbeverarsi? E costei, figlia di Abramo, che il Satana teneva legata da diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?” Quando diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre tutta la folla si rallegrava per tutte le cose gloriose da lui compiute.

Domenica 2 / 15 Dicembre 2013

Letture per la venticinquesima Domenica dopo Pentecoste
Tono plagale quarto (VIII)
Santo Profeta Abacuc, santa Martire Viviana di Roma

Aurorale del Mattutino: (3) Mc 16, 9-20
Apostolos: Ef 4, 1-6 (P 25)
Evangelo: Lc 18, 35-43 (quattordicesima domenica di San Luca: il cieco di Gerico)

Prochimeno:
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è noto in giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Dalla Lettera di San Paolo agli Efesini (P25 Ef 4, 1-7)

Fratelli, vi esorto – io, prigioniero per il Signore – a condurre una vita degna della vocazione con cui foste chiamati, con ogni umiltà, dolcezza e pazienza, sopportandovi a vicenda nell’amore, attenti a conservare l’unità dello spirito col vincolo della pace: un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza cui foste chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo; un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti, agisce per mezzo di tutti e dimora in tutti voi. A ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono del Cristo.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

Dal Santo Evangelo secondo Luca (18, 35-43)

In quel tempo avvenne che, mentre Gesù si avvicinava a Gerico, c’era un cieco seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la folla, chiedeva cosa fosse. Gli dissero: “Passa Gesù il Nazoreo!” Egli gridò e disse: “Gesù, figlio di David, abbi pietà di me!” Quelli che andavano avanti, lo sgridavano per farlo tacere ma egli molto più gridava: “Figlio di David, abbi pietà di me!” Gesù si fermò e comandò che gli fosse portato. Quando quello fu vicino, gli chiese: “Cosa vuoi che ti faccia?” Egli allora disse: “Signore, che torni a vedere!” Gesù gli disse: “Torna a vedere! La tua fede ti ha salvato”. E subito tornò a vedere e lo seguiva glorificando Dio. E tutta la folla che aveva visto, diede lode a Dio.

Domenica 25 Novembre / 8 Dicembre 2013

Letture per la ventiquattresima domenica dopo Pentecoste
Tono grave (VII)

Mattutino: (2) Mc 16, 1-8

Apostolos: Ef 2, 14-22 (P 24)

Evangelo: Lc 18, 18-28 (tredicesima domenica di San Luca)

 

JesusIconNazarethProchimeno:

Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il popolo suo con la pace.
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore gli agnelli. (Ps 28, 11. 1)

Dalla Lettera di San Paolo agli Efesini (2, 14-22)

Fratelli, Cristo è la nostra pace, lui che di due popoli fece una sola unità abbattendo il muro divisorio, annullando nella sua carne l’inimicizia – la legge dei dogmatici precetti – per creare in se stesso, dei due popoli, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare con Dio entrambi – in un solo corpo – mediante la croce, dopo aver ucciso in se stesso l’inimicizia. E venne per evangelizzare la pace a voi, i lontani, e pace ai vicini, perché, per suo mezzo, entrambi abbiamo libero accesso al Padre in un solo Spirito. Così dunque non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni edificio cresce in armoniosa disposizione come tempio santo nel Signore; in lui anche voi siete incorporati nella costruzione come dimora di Dio nello Spirito.

Alleluia

È bene confessare al Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo,
per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte. (Ps 91, 2-3)

Dal Santo Evangelo secondo Luca (18, 18-27)

In quel tempo un uomo, per metterlo alla prova, chiese a Gesù: “Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre”. Egli allora disse: “Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza”. Gesù ascoltò, e gli disse: “Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi”. Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco. Gesù, vedendo ch’era diventato molto triste, disse: “Quant’è difficile per chi ha beni entrare nel regno di Dio! E’ più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”. Quelli che ascoltavano dissero: “Ma allora chi può salvarsi?” Egli allora disse: “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”.