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Category Archives: Feste

Ultime dal Blog: Qoelet

Vaccini, autismo e complotti

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Sulla Comunione frequente

Mi è capitato recentemente di rispondere in privato ad alcune domande sul tema della Comunione frequente. Si tratta, stranamente, di un argomento assai dibattuto. E dico “stranamente” perché l’opinione dei Padri in merito è molto chiara. Ho così pensato di rendere pubbliche le risposte. Quanto spesso è bene accostarsi all’Eucaristia? San Girolamo di Egina, un […]

Diamoci delle arie…

Alcuni mesi fa, Tudor Pectu, un mio corrispondente romeno, mi ha intervistato nell’ambito di una sua ricerca sul’Ortodossia in Occidente. Tra gli intervistati ci sono ovviamente persone  ben più quotate ed influenti di me nell’ambito dell’Ortodossia in Italia e in Occidente, ma vi sono anche alcuni ben più sconosciuti di me… Queste interviste sono state pubblicate in […]

Perché l’ecumenismo è una eresia?

Spesso mi si chiede come mai molti ortodossi siano tanto contrari al movimento ecumenico e guardino ad esso con tanta ostilità, vedendovi addirittura una eresia. I motivi sono in realtà molti e gravi, e meritano una trattazione approfondita. Mi limiterò qui a poche note fondamentali, partendo dall’esempio di una eventuale unificazione tra cattolici ed ortodossi. […]

Orario delle Celebrazioni pasquali 2017

Salvo dove diversamente specificato, le Funzioni si tengono nella Chiesa in Piazza San Francesco 14 / 16

Discesa agli Inferi

28 Marzo / 10 Aprile – Grande e Santo Lunedì.
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. (al Monastero di san Serafino)

29 Marzo / 11 Aprile – Grande e Santo Martedì.
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. (al Monastero di san Serafino)

30 Marzo/ 12 Aprile Grande e Santo Mercoledì
Ore 21,00 – Officio dell’olio santo ( Evcheleo – Maslosoborovanje – Slujba Sfîntului Maslu )

31 Marzo / 13 Aprile – Santo e Grande Giovedì nella Cena del Signore
Dalle ore 17 il Vescovo Silvano e il Parroco sono disponibili per le confessioni dei fedeli fino all’inizio della celebrazione.
Ore 20,30: Ora Nona, Tipici, Vespro e Divina Liturgia Pontificale “nella Cena del Signore”
I fedeli, se lo desiderano, portino in questa sera piante, fiori e lumi per addobbare il Sepolcro

1 / 14 Aprile: Santo e Grande Venerdì della Passione e Morte del Signore
Grande digiuno Pasquale
Ore 21,0015,30: Vespro della Morte del Signore e deposizione della Sindone seguito dal Mattutino e processione della Sindone.

2 /15 Aprile– Santo e Grande Sabato.
Ore 10,00 Vespro e Divina Liturgia Archieratica di San Basilio
Dalle ore 19,00 fino alla celebrazione c’è disponibilità per le Confessioni, in Chiesa ed al Monastero. In Chiesa sarà il Parroco, al Monastero il Vescovo.
Ore 23,00 Officio di Mezzanotte. Rito della Luce, annunzio della resurrezione e Mattutino.

3/ 16 Aprile: Santa e Grande PASQUA del SIGNORE, FESTA DELLE FESTE, SOLENNITÁ delle SOLENNITÁ.
A Mezzanotte circa: Divina liturgia con assistenza del Vescovo dal trono a cui seguiranno la Benedizione dell’Àrtos e dei Cibi Pasquali. è desiderabile che tutti i fedeli che non ne sono esclusi ricevano la Santa Comunione.
Ore 11,30 Vespro dell’Amore, con distribuzione della Comunione a chi non abbia potuto comunicare durante la Liturgia notturna.
4 / 17 Aprile: Lunedì del Rinnovamento
Ore 09,00 – Mattutino e Divina Liturgia.

Celebrazioni Pasquali 2016

Salvo dove diversamente specificato, le Funzioni si tengono nella Chiesa in Piazza San Francesco 14 / 16

 

10  /23 Aprile

Ore 18,00 Veglia e benedizione delle palme

11 / 24 Aprile Domenica delle Palme

Ore 09,00 Officio delle Ore

Ore 09,30 Divina Liturgia

Ore 17,00 Catechesi,

Ore 18,30 – Mattutino dello Sposo. (Presso la Parrocchia della Divina Sapienza, al Monastero di san Serafino)

Grande e Santa Settimana della Passione

12 / 25 Aprile – Grande e Santo Lunedì.

Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. (Presso la Parrocchia della Divina Sapienza, al Monastero di san Serafino)

13 / 26  Aprile – Grande e Santo Martedì.

Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. (Presso la Parrocchia della Divina Sapienza, al Monastero di san Serafino)

14 / 27 Aprile Grande e Santo Mercoledì

Ore 21,00 – Officio dell’olio santo ( Evcheleo – Maslosoborovanje – Slujba Sfîntului Maslu )

Sacro Triduo pasquale della Morte, Discesa agli Inferi e Resurrezione

15 / 28 Aprile – Santo e Grande Giovedì nella Cena del Signore

Dalle ore 17 il Vescovo Silvano e il Parroco sono disponibili per le confessioni dei fedeli fino all’inizio della celebrazione.

Ore 20,30: Ora Nona, Tipici, Vespro e Divina Liturgia Pontificale “nella Cena del Signore

I fedeli, se lo desiderano, portino in questa sera piante, fiori e lumi per addobbare il Sepolcro

16 / 29 Aprile: Santo e Grande Venerdì della Passione e Morte del Signore

Grande digiuno Pasquale

Ore 20,30: Vespro della Morte del Signore e deposizione della Sindone. A seguire, il Mattutino e processione della Sindone.

17 / 30 Aprile– Santo e Grande Sabato.

Ore 10,00 Vespro e Divina Liturgia Archieratica di San Basilio

Dalle ore 19,00 fino alla celebrazione c’è disponibilità per le Confessioni, in Chiesa ed al Monastero. In Chiesa sarà il Parroco, al Monastero il Vescovo

Ore 23,00 Officio di Mezzanotte. Rito della Luce, annunzio della resurrezione e Mattutino.

18 Aprile / 1 Maggio: Santa e Grande PASQUA del SIGNORE, FESTA DELLE FESTE, SOLENNITÁ delle SOLENNITÁ.

A Mezzanotte circa: Divina liturgia con assistenza del Vescovo dal trono a cui seguiranno la Benedizione dell’Àrtos e dei Cibi Pasquali. è desiderabile che tutti i fedeli che non ne sono esclusi ricevano la Santa Comunione.

Ore 11,30 Vespro dell’Amore, con distribuzione della Comunione a chi non abbia potuto comunicare durante la Liturgia notturna.

19 Aprile / 2 Maggio: Lunedì del Rinnovamento

Ore 09,30 – Mattutino e Divina Liturgia. Presso la Parrocchia della Divina Sapienza, al Monastero di san Serafino
RECAPITI

Parroco: p. Daniele Marletta

cell: 347 6080991

gyblos@gmail.com

Il Vescovo è reperibile al Monastero di San Serafino di Sarov

Via di Lizzanello, San Felice di Pistoia

0573 41041

Pasqua 2015: Messaggio sinodale

ANNUNCIO PASQUALE
DELL’ANNO DI SALVEZZA 2015
a tutta la pienezza della Chiesa

Discesa agli InferiScarica in versione PDF l’annuncio pasquale 2015

“Ieri insieme ero sepolto con te, o Cristo. Insieme mi desto oggi con te risorto. Insieme ero crocifisso con te ieri: tu stesso conglorificami, o Salvatore, nel Regno tuo.”

Figli nel Signore carissimi,
FESTEGGIAMO ancora una volta la Festa delle Feste, la grandissima e splendida Solennità della Resurrezione del Cristo, la quale riempie l’universo con la luminosa e oltremondana sua Luce.
Il divino Amore per gli uomini dona ancora a noi il culmine della gioia e dell’esultanza, questo insuperabile diletto e letizia!
Poiché il Signore nostro Gesù Cristo, Uno della Triade, “l’ultimo Adamo” (1Cor 15:45), il Medico e Salvatore della coppia umana da Dio plasmata, che era caduta nella disubbidienza ed era stata scacciata dal Paradiso di delizia, è venuto in questo mondo in forma di servo (cfr. Fil 2:7). È disceso per prendere su di sé senza peccato la nostra infermità, la meschinità e la povertà. E così il nostro Autore e Creatore è divenuto anche nostro Congiunto, per prendere parte di ciò che è nostro a nostro favore! E, come mette in rilievo san Gregorio il Teologo, “Egli si umilia per mezzo della sua anima piegata a terra, per innalzare insieme con lui ciò che era chinato in basso per opera del peccato.”
Che grandissimo Amore e Compassione! Egli discende dal cielo in modo straordinario e diventa, lui che è Invisibile, visibile; lui che è Incircoscrivibile, circoscrivibile; e in tutto diviene simile a noi “fuorché nel peccato.” E questo “per fare ritornare l’esiliato e sciogliere il prigioniero e avere misericordia dell’insolente e onorare lo schernito e fare risorgere l’ucciso!” (Isidoro Glavàs, arcivescovo di Tessalonica nel XIV s.)
Fissando lo sguardo a questo proposito, Egli accettò una volontaria Passione, “disprezzando l’infamia” (Ebr 12:2), sostenendo ogni pena e ogni sofferenza, dell’anima e del corpo, “fino alla croce e alla morte”; poiché patì veramente come uomo, mentre la divinità rimaneva impassibile e oscurava il sole e sconvolgeva la terra!
Egli discese fino all’Ade, così che con forza invincibile superasse il tiranno, il nemico diavolo, vincendolo a viva forza, e risalisse Trionfatore con il suo glorioso “bottino” per assidersi “in alto,” “portando via con sé dall’Ade i morti in potere dell’Ade” (Antonio, arcivescovo di Larissa nel XIV s.), cioè Adamo ed Eva e quelli che avevano creduto insieme con loro.
E così ha spalancato le porte celesti, di modo che non vi fosse più impedimento a che noi soggiornassimo e vivessimo negli eccelsi, noi uomini sulla terra, in quanto certamente noi lo desideriamo.
* * *
PERCHÉ anche noi possiamo partecipare alla gioia della Resurrezione, non per sentito dire, ma avendone percezione, è necessario che amiamo e abbracciamo in precedenza la Passione, la Croce e la Sepoltura. Inoltre, si richiede l’apertura degli occhi interiori, cioè degli occhi spirituali del cuore, dell’intelletto e della coscienza per opera del santo Spirito (cfr. Efes 1:18), perché veniamo illuminati dalla Grazia e perché intendiamo e desideriamo fino alla morte i beni sperati dalla Resurrezione.
In quanto Cristo è risorto dai morti per risuscitare noi dalla morte psichica del peccato e dall’oscurità delle passioni; per richiamarci e raddrizzarci dai sepolcri delle nostre tragressioni che recano molte sofferenze! Giacché Egli è risorto, anche noi siamo risorti dai peccati a nostra guarigione!
Per cui, con fede e timore e amore avviciniamoci, fratelli, alla Comunione del Corpo e del Sangue del nostro Salvatore Risorto, per ricevere remissione dei peccati e vita eterna. I luminosi ed eccelsi doni della Resurrezione vengono dati dalla divina Bontà a quanti hanno prima provato il gusto amaro del digiuno, la vergogna del pentimento, il timore del castigo, a quanti hanno perdonato di cuore, hanno avuto misericordia, hanno sopportato, hanno custodito i loro corpi puri dalla sporcizia del peccato con la forza della divina Grazia e hanno rivestito le loro anime di purezza, amore per gli uomini e preghiera. Perché la purezza e il buono stato interiori sopraggiungono per noi mediante il continuo sviluppo dell’intelletto verso il soavissimo Gesù e mediante il sempre memore ricordo di ciò che è stato fatto per noi dal Salvatore.
Non dimentichiamoci che con le miserie della continenza siamo stati sepolti insieme con il Cristo e con l’allontanamento del passionale pensiero mondano siamo stati crocifissi insieme con Lui, cosicché con la Vita nello Spirito e la Gioia della Pasqua, per divina forza ed energia, siamo risorti insieme con Colui che è risorto per noi!
* * *
APPARTENIAMO, per divina grazia, alla Chiesa martire dei Genuini Ortodossi Cristiani, che è stata perseguitata e ha subìto prove e tempeste d’ogni genere, dal di fuori e dall’interno, ma è stata ferma sulla Roccia della buona Confessione e adesso fiorisce unificata e accresciuta, guidando tutti noi al Regno senza tramonto. I Lottatori prima di noi subirono maltrattamenti e sofferenze, “allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera” (Rom 12:12), e godono ora della beatitudine senza fine nei cieli. Non possiamo se non mostrarci degni continuatori di essi, in Fede Ortodossa e Virtù, fornendo una Testimonianza di Croce e Resurrezione in mezzo ad una generazione perversa e corrotta.
Illuminàti nella luce divina e resi sazi in sacra ispirazione, orsù proclamiamo con gioia ed esultanza:
“È risorto il Cristo; e siamo stati sciolti dalla seconda e perpetua morte. È risorto il Cristo; e il nemico è ucciso…È risorto il Cristo; e vengono innalzati i fedeli…È risorto il Cristo; e siamo stati liberati dalla tenebra delle passioni. È risorto il Cristo; e siamo stati stimati degni della condizione angelica…È risorto il Cristo; e la Grazia dimora tra donne e uomini…È risorto il Cristo; e Dio giudica la terra dopo che ne è stato bandito il signore di questo mondo!” (Isidoro di Tessalonica)
A Lui che è risorto la gloria e la potenza nei secoli. Amìn.
Cristo è risorto! Veramente è risorto!
Santa Pasqua 2015

La sacra Sinodo
L’Arcivescovo
† CALLINICO di Atene
I Membri
† AKAKIO di Attica e Diaulèa
† MASSIMO di Tessalonica e Demetriade
† ATANASIO di Larissa e Platamone
† GIUSTINO di Eurìpo ed Eubea
† GERONZIO di Pireo e Salamina
† CRISOSTOMO di Attica e Beozia
† MOSÈ di Toronto
† DEMETRIO di America
† CIPRIANO di Oropòs e Filì
† GREGORIO di Cristianùpoli
† FOZIO di Maratona
† AMBROGIO di Filippi
† AMBROGIO di Metone
† MICHELE di Nora
† SILVANO di Luni
† CLEMENTE di Gardìkion
† AUSSENZIO di Etna e Portland
† TEODOSIO di Brestène
† CRISTÒDULO di Teùpoli

L’esaltazione della Croce, esaltazione di Cristo

Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo
(Disc. 10 sull’Esaltazione della santa croce; PG 97, 1018-1019. 1022-1023).

Universale Esaltazione della Preziosa e Vivifica Croce
Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. E’ tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. E’ in essa che risiede tutta la nostra salvezza. Essa è il mezzo e la via per il ritorno allo stato originale.

Se infatti non ci fosse la croce, non ci sarebbe nemmeno Cristo crocifisso. Se non ci fosse la croce, la Vita non sarebbe stata affissa al legno. Se poi la Vita non fosse stata inchiodata al legno, dal suo fianco non sarebbero sgorgate quelle sorgenti di immortalità, sangue e acqua, che purificano il mondo. La sentenza di condanna scritta per il nostro peccato non sarebbe stata lacerata, noi non avremmo avuto la libertà, non potremmo godere dell’albero della vita, il paradiso non sarebbe stato aperto per noi. Se non ci fosse la croce, la morte non sarebbe stata vinta, l’inferno non sarebbe stato spogliato.
E’ dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo. E’ preziosa poi la croce perché è insieme patibolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perché con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. Inoltre la potenza dell’inferno venne fiaccata, e così la croce è diventata la salvezza comune di tutto l’universo.

La croce è gloria di Cristo, esaltazione di Cristo. La croce è il calice prezioso e inestimabile che raccoglie tutte le sofferenze di Cristo, è la sintesi completa della sua passione. Per convincerti che la croce è la gloria di Cristo, senti quello che egli dice: «Ora il figlio dell’uomo è stato glorificato e anche Dio è stato glorificato in lui, e lo glorificherà subito» (Gv 13, 31-32).

E di nuovo: «Glorificami, Padre, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17, 5). E ancor: «Padre glorifica il tuo nome. Venne dunque una voce dal cielo: L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò» (Gv 12, 28), per indicare quella glorificazione che fu conseguita allora sulla croce. Che poi la croce sia anche esaltazione di Cristo, ascolta ciò che egli stesso dice: «Quando sarò esaltato, allora attirerò tutti a me» (cfr. Gv 12, 32). Vedi dunque che la croce è gloria ed esaltazione di Cristo.

Sulla Trasfigurazione del Signore

Da un’omelia su «La venerata Trasfigurazione del Signore Dio e Salvatore Nostro Gesù Cristo» di San Gregorio Palamas

Trasfigurazione
Icona della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo

…Dio sul monte si rende immaginabile sia scendendo Egli stesso dalla propria altezza, sia innalzando noi dall’umiltà di quaggiù, perché colui che non può essere contenuto da nulla sia contenuto nella misura d’una natura creata e nel modo più chiaro possibile.
…Dunque la luce della Trasfigurazione del Signore non appare e scompare, non è delimitata né soggetta ad una potenza sensibile, anche s’è stata vista con gli occhi del corpo, per un tempo breve e sulla cima ristretta d’un monte, ma gl’iniziati del Signore «erano passati allora», com’è stato detto, «dalla carne allo spirito, con il mutamento delle loro sensazioni, mutamento che attuò in loro lo Spirito, e così hanno visto quella luce ineffabile, che concesse e per quanto lo concesse loro la potenza dello Spirito divino» [Massimo il Confessore, Ambiguorum liber, PG 91, 1125D-1128D].
…«Che cosa significa che fu trasfigurato?», dice il teologo Crisostomo; «che schiuse come, come si compiacque di fare, un po’ della deità, e mostrò agl’iniziati il Dio che abitava in lui» [san Giovanni Crisostomo,  Eclogae 21, PG 63, 700]. «Avvenne infatti, mentre egli pregava, che il suo aspetto fu mutato» (Lc 9,29), come dice Luca, e risplendette «come il sole» (Mt 17,2), come scrive Matteo. Ha detto «come il sole»… per farci conoscere che ciò che per coloro che vivono secondo i sensi è il sole, per coloro che vivono secondo lo spirito e vedono nello spirito è Cristo come Dio… [Cristo] rivelò in modo ineffabile ai discepoli prescelti quella luce ineffabile.
…Il Signore nostro Gesù Cristo aveva quello splendore di per se stesso; perciò non aveva neppure bisogno della preghiera, che rendesse splendido di luce divina il suo corpo, ma mostrava da dove sarebbe venuta ai santi la luce di Dio e come da loro sarebbe stata contemplata; infatti anche i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro, e così, divenuti tutti luce divina, come frutti di luce divina, contempleranno Cristo che divinamente risplende in modo ineffabile: e promanando, secondo la sua natura, dalla sua deità, la sua gloria sul Tabor si mostrava comune anche al corpo, attraverso l’unità dell’ipostasi.
…Dunque quella luce è propria della deità ed è increata; e quando «Cristo fu trasfigurato», secondo i teologi, «non acquistò ciò che non era, né si trasformò in ciò che non era, ma manifestò ai discepoli ciò che era, aprendo i loro occhi e rendendoli capaci di vedere, da ciechi che erano» [san Giovanni Damasceno, In Transfigurationem 12, PG 96, 564C].
…Ma perché il Signore separa dagli altri i sommi apostoli, li conduce sul monte, e soli in disparte? Per mostrare qualcosa di veramente grande e mistico.
…Comprendendo il mistero della Trasfigurazione del Signore, procediamo verso lo splendore di quella luce; desiderosi della bellezza della gloria che non muta, purifichiamo l’occhio del nostro intendimento dalle contaminazioni della terra, disprezzando ogni piacere ed ogni bellezza non sia permanente; la quale, anche se sembra dolce, procura dolore eterno, ed, anche se porta bellezza al corpo, cinge l’anima della veste orrenda del peccato, a causa del quale, legato mani e piedi, colui che non ha la veste dell’unione incorruttibile è gettato nel fuoco e fuori, nella tenebra.
Che a ciò possiamo tutti sfuggire con lo splendore e la conoscenza della luce immateriale ed eterna della Trasfigurazione del Signore, per la sua gloria e quella del suo Padre senza principio e dello Spirito vivificante, dei quali una sola cosa e la stessa sono splendore, deità, gloria regno e potenza, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Tratto da:  Gregorio Palamas, Che cos’è l’Ortodossia , trad. it. a cura di Ettore Perrella, Bompiani, Milano 2006, pp. 1337 sgg.