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Category Archives: Diario

Ultime dal Blog: Qoelet

Nel segno della falsificazione storica

Originally posted on Come la pioggia:
? di Daniele Marletta Catherine Nixey, Nel nome della croce. La distruzione del mondo classico, Bollati Boringhieri 2018 Un libro dal titolo commercialmente accattivante, ma che è nei contenuti addirittura peggiore delle aspettative. Nel risvolto di copertina si dice che chi lo ha scritto avrebbe studiato “Storia e Letteratura…

Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

  Negli ultimi giorni, due notizie (distinte tra loro ma pur collegate in un certo senso, come vedremo) hanno portato alla ribalta la situazione del Patriarcato di Costantinopoli. La prima riguarda un suo problema interno: a quanto pare, da ora in poi il Patriarcato ecumenico approverà regolarmente le seconde nozze dei preti lasciati dalle mogli […]

Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Nuovo sito

Come potrete vedere, il sito della Parrocchia si è rinnovato, includendo anche i contenuti del mio vecchio blog. Ringrazio sin d’ora quanti vorranno seguire questo nuovo sito.

Buona lettura!

p. Daniele

“Noi andiamo verso la Pasqua…” in ricordo di p. Marco

Nella notte tra il 19 e il 20 Agosto, nei giorni della Festa della Santa Trasfigurazione del Signore,  l’archimandrita Marco (Davitti) si è addormentato nel Signore. Vogliamo ricordarlo con le sue stesse parole, quelle di una omelia pronunciata più di trent’anni fa nella sua parrocchia di Bologna, in occasione del Vespro del perdono.
Arrivederci, Padre Marco, noi andiamo verso la Pasqua, tu ci sei già.

p. Daniele

p. Marco Davitti
L’Archimandrita Marco (Davitti)

OMELIA PER IL VESPRO DEL PERDONO (17 / 2 / 1980)

La settimana scorsa abbiamo letto nel Vangelo circa la fine del mondo. Oggi compiamo un ciclo, oggi la Chiesa ricorda la creazione. Qualunque scienziato scopre le meraviglie del cosmo, ma per noi cristiani in questa perfezione è entrato un elemento perturbatore: il peccato.
Adamo piange davanti alle porte del paradiso, in una sera triste, piena di abbandono,una sera in cui Adamo si trova spogliato dei doni che Dio gli aveva dato. In questa notte non c’è che una sola speranza: Gesù Cristo. Adamo piangeva ma il Signore gli prometteva che, attraverso una donna, ci avrebbe dato la Salvezza.
Questa sera piangiamo sui nostri peccati ma sappiamo anche che ci sarà la luce di Pasqua che anticipa la Pasqua eterna, il Paradiso. Noi andiamo verso la Pasqua. Qui a Bologna la Chiesa è ormai un dato acquisito, ma la Chiesa prega e vive per quanto noi vi andiamo. La Chiesa non è un dono garantito. Tutte le Chiese dovrebbero avere sempre davanti la propria provvisorietà.
Le altre ideologie promettono fratellanze, ma non quella che viene dal calice e che sola può darci la vera fratellanza.
Quando ero in seminario, in America, il nostro rettore P. Alexander Schmemann usava dire che chi giunge a questa sera può pensarsi felice. Il Signore ci dà la possibilità di rifare il nostro battesimo nella notte di Pasqua. La Chiesa ci offre in questo periodo le sue liturgie con momenti di preghiera più intensa (i Keretismì, il Grande Canone di Andrea di Creta, la Domenica dell’Ortodossia, quella di S. Gregorio Palamas). Viviamo assieme questo periodo, preghiamo assieme, rinnoviamo il nostro entusiasmo, anche se siamo rimasti pochi.
Nella Chiesa Ortodossa c’è l’usanza che il sacerdote, in questa sera, chieda perdono ai fedeli delle sue colpe o mancanze. Io so di essere stato brontolone, trascurato, leggero, di non avere parlato quando era il momento o di avere parlato in un momento inopportuno.
Per tutto quello che non ho fatto o avrei potuto e dovuto fare vi chiedo perdono, fratelli e sorelle. Per tutte le mie colpe, volontarie ed involontarie, vi chiedo di perdonarmi.

Amin

Il mio ricordo del Metropolita Cipriano

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Il 17 Maggio 2013 (secondo il calendario ecclesiastico) si è addormentato nel Signore il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì.
Io lo conobbi quattordici anni fa. Avevo quasi venticinque anni, era la fine di Dicembre del 1999, e dovevo essere ordinato diacono. Era la sua prima visita pastorale a Pistoia e anche la sua prima ordinazione nella piccola chiesa della Divina Sapienza (non c’era ancora la nostra Chiesa attuale, quella intitolata ai Santi Martiri e Confessori del XX secolo). Ne ebbi subito una grande impressione. L’anno successivo, insieme al p. Vitaly Stelyan, che era allora Parroco della nostra chiesa, mi recai in pellegrinaggio al Monastero dei Santi Cipriano e Giustina e vi rimasi per circa una settimana. Mi fu possibile così osservare più da vicino quest’uomo di cui si diceva tanto nel bene e nel male. In seguito l’ho visto più volte a Pistoia durante le sue visite pastorali.

Chi abbia conosciuto personalmente, come ho fatto io, il metropolita Cipriano, non può che parlarne bene. I suoi detrattori, eppure, (che in molti casi, oltre a non averlo mai conosciuto, non si sono presi neppure presi la briga di leggere quello che scriveva) lo hanno accusato di tutto. La cosa interessante è che, mentre alcuni lo consideravano un fanatico fondamentalista, altri vedevano in lui soprattutto un pericoloso modernista… Quando mi accade di trovarmi in mezzo ad accuse tanto contrastanti di solito mi viene da pensare di essere nel giusto. A volte cercare la verità significa stare in bilico su un filo di lama, anche se qualcuno crede che la verità sia solo un insieme di facili formulette da imparare a memoria e sulle quali adagiarsi come su una comoda poltrona. Il Metropolita Cipriano questo non lo pensava affatto: la verità era per lui sì una via regia – una strada dritta e lineare – da percorrere, ma con le sue insidie, le facili deviazioni, le tentazioni di destra e di sinistra.

Una cosa che mi ha colpito molto è stato leggere, il giorno dopo la sua morte, il commento di un sacerdote ortodosso greco neocalendarista: “R.I.P. Ma non era in comunione con la Chiesa”. Ecco, questa è una cosa che il Metropolita Cipriano non avrebbe mai fatto: sostituirsi a Dio nel decidere che è dentro e chi è fuori dalla Chiesa Ortodossa. Di fatto i suoi detrattori si dividevano in due gruppi distinti: da un lato neocalendaristi che lo accusavano di essere fuori dalla Chiesa; dall’altro vecchiocalendaristi che lo osteggiavano perché non voleva dire che i neocalendaristi sono fuori dalla Chiesa… Un paradosso che, come tutti i paradossi, fa un po’ sorridere e un po’ pensare. Ciò che questi detrattori hanno in comune, al di là delle loro macroscopiche differenze, è la nonchalance con cui decidono della salvezza altrui. Questo, ripeto, il Metropolita Cipriano si è sempre rifiutato di farlo.

Voglio concludere questo breve ricordo con le parole dell’Arcivescovo Crisostomo di Etna (California):

Sua Eminenza, sia prima che dopo il suo attacco debilitante, ha sempre avuto uno strano effetto sulle persone. Quando i suoi detrattori, quelli che lo avevano condannato per il suo ritorno al vecchio calendario, quelli che lo avevano apertamente diffamato e calunniato, e anche quelli che avevano avuto espressioni d’odio per lui, si sono trovati in sua presenza, sempre si sono sciolti. L’ho visto più volte con i miei occhi, e  altri mi hanno raccontato di esperienze simili. Vescovi neocalendaristi, chierici vecchiocalendaristi ostili al suo spirito moderato, e molti altri, incontrandolo faccia a faccia, avrebbero poi improvvisamente chiesto il suo perdono (e a volte scoppiando addirittura in lacrime). E in risposta? Il Metropolita sarebbe semplicemente diventato più gentile e più infantile. Avrebbe sorriso con tale amore premura da far cadere letteralmente ai suoi piedi anche i suoi peggiori critici. E lui li avrebbe baciati con gioia inimitabile.

p. Daniele

E’ morto il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì

Chiesa Ortodossa Greca del Vecchio Calendario
Santo Sinodo dei Resistenti

ANNUNCIO
Il riposo di Sua Eminenza il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì
Il Metropolita Cipriano

Desideriamo annunciare che, dopo lunga malattia, Sua Eminenza il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì, Presidente del Santo Sinodo dei Resistenti della Chiesa Ortodossa Greca del Vecchio Calendario e Igumeno del Santo Monastero dei Santi Cipriano e Giustina si è addormentato in pace nel Signore oggi, Giovedì 17/30 Maggio 2013 all’età di 78 anni e a riposo nella sua cella monastica.
Conceda a lui riposo il Signore in mezzo ai Giusti nella Terra dei Viventi.
L’Ufficio funebre avrà luogo presso la sede della Metropoli di Oropòs e Filì, nella Chiesa Cattedrale del Santo Monastero dei Santi Cipriano e Giustina, Filì, Attica, Grecia, Sabato 19 Maggio (vecchio stile) / 1 Giugno (nuovo stile) 2013 alle ore 10,00, alla fine della Divina Liturgia.

A nome del Santo Sinodo
† Sua Eminenza, Vescovo Cipriano di Oreoi,
Presidente facente funzione del Santo Sinodo
† Sua Eminenza Vescovo Klemes di Gardikion
Segretario del Santo Sinodo

Cristo è risorto!

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“Venite, dunque, voi tutte stirpi umane, immerse nei peccati, e ricevete la remissione. Io sono infatti la vostra remissione,
io la Pasqua della salvezza,
io l’agnello immolato per voi,
io il vostro riscatto,
io la vostra vita,
io la vostra resurrezione,
io la vostra luce,
io la vostra salvezza,
io il vostro re.”

San Melitone di Sardi

Orthodoxia

Messaggio Pasquale 2019

Chiesa dei veri Cristiani Ortodossi di Grecia Il Santo Sinodo Protoc. 2822 «Venite, prendete la Luce dalla Luce che non tramonta e glorificate il Cristo Risorto dai morti» (Mattutino di Pasqua) Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore risorto, in questa sublime Festa delle Feste e Solennità delle Solennità tutta inondata di Luce, il vincitore […]

Insegnamenti sulla preghiera di San Gerolamo di Egina

San Gerolamo di Egina Insegnamenti sulla preghiera Che tu abbia zelo o meno, non smettere di pregare per non diventare negligente nella tua preghiera. Non cessare per nessun motivo di pregare e non divenire negligente in questo. E cerca di versare una lacrima ogni notte. Non lasciar passare un giorno senza la preghiera; e la […]

Vita e passione del Martire Cipriano e della Martire Giustina

Memoria il 2 di Ottobre Durante il regno dell’imperatore romano Decio viveva ad Antiochia un filosofo e mago famoso di nome Cipriano. Essendo discendente da genitori pagani, già dall’infanzia era stato consacrato al servizio del dio pagano Apollo. A sette anni d’età cominciò ad essere istruito nella stregoneria sotto l’insegnamento di maghi e streghe. Con […]