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Ascensione del nostro Signore Gesù Cristo

2 Maggio / 6 Giugno 2019
Ascensione del nostro Signore Gesù Cristo

AL MATTUTINO

Evangelo secondo Marco (16, 9-20)
Risuscitato, al mattino presto, nel primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria Maddalena dalla quale aveva cacciato sette demoni. Questa andò ad annunciarlo a quelli che erano stati con lui, mentre erano in lutto e piangevano. Ma essi, udito che era vivo e che lei lo aveva visto, non vollero credere. Dopo di ciò, sotto altro aspetto apparve a due di loro che erano in cammino, mentre andavano verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri, ma neanche a loro vollero credere. Infine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a tutto il creato. Chi crederà e verrà battezzato, sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi segni accompagneranno i credenti: nel mio nome cacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno mortale, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi avranno bene”. Dopo aver parlato con loro, il Signore fu assunto al cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi uscirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme e confermava la parola con i segni che la accompagnavano. Amen.

ALLA LITURGIA

APOSTOLOS

Prochimeno
Innàlzati sopra i cieli, o Dio, e su tutta la terra la gloria.
Pronto è il mio cuore, o Dio, pronto il mio cuore, canterò e salmeggerò nella mia gloria. (Ps 107, 6. 2)

Lettura degli Atti degli apostoli (1, 1-12)
Il primo discorso l’abbiamo fatto, o Teofilo, su tutto ciò che Gesù cominciò a fare e insegnare fino al giorno in cui fu sollevato in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. A essi si era mostrato vivo dopo la sua passione, con molte prove convincenti: per quaranta giorni era apparso loro parlando del regno di Dio. Seduti insieme a mensa, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare, disse, la promessa del Padre che avete udito da me: Giovanni immerse nell’acqua, ma voi fra non molti giorni sarete immersi nello Spirito Santo. Essi dunque si riunirono e lo interrogavano dicendo: “Signore, in questo tempo ristabilirai il regno per Israele?” Rispose loro: ” Non è cosa vostra conoscere tempi o momenti che il Padre ha posto nel proprio potere. Ma riceverete la forza del Santo Spirito che sta per venire su voi, e sarete miei testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Samaria e fino all’estremità della terra”. Detto questo, mentre lo guardavano, fu levato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. E poiché essi guardavano fisso il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare fisso il cielo? Questo Gesù, che di tra voi è stato sollevato fino al cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”. Allora tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato Oliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso di sabato.

Alleluia
Genti tutte, battete le mani, acclamate Dio con voce di esultanza.
E’ asceso Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono della tromba. (Ps 46, 2. 6)

EVANGELO
secondo Luca (24, 36-53)
In quel tempo Gesù, risorto dai morti, stette in mezzo ai suoi discepoli e disse loro: “Pace a voi!” Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere uno spirito. Ma egli disse loro: “Perché siete turbati? Perché nel vostro cuore salgono dubbi? Guardate le mie mani e i miei piedi: Io Sono, me stesso! Palpatemi e vedete: uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. E dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché erano ancora increduli per lo stupore e la gran gioia, disse loro: “Avete qui qualcosa da mangiare?” Essi allora gli diedero una porzione di pesce arrosto e parte d’un favo di miele; li prese e davanti a loro li mangiò. Poi disse loro: “Queste sono le mie parole che vi dicevo quando ancora ero con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei profeti e nei salmi”. Allora aprì la loro mente all’intelligenza delle Scritture e disse loro: “Così sta scritto: il Cristo deve patire e risorgere dai morti il terzo giorno e nel suo nome sarà predicata a tutta la gente la conversione per la remissione dei peccati. Cominciando da Gerusalemme voi sarete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso, ma voi restate nella città finché non sarete rivestiti dall’alto di potenza”. Poi li condusse fuori verso Betania; alzò le mani e li benedisse. Mentre li benediceva, egli si separò da loro ed era portato in cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con gioia grande e stavano di continuo nel tempio, benedicendo Dio. Amen.

Domenica del cieco nato

20 Maggio / 2 Giugno 2019
Santo Martire Talaleo
Sesta Domenica di Pasqua (del Cieco)

AL MATTUTINO
Evangelo mattutino VIII (Giovanni 20, 11-18)

In quel tempo Maria stava vicino al sepolcro, all’esterno, e piangeva. Mentre piangeva, si curvò verso il sepolcro e vede due angeli in bianche vesti, seduti uno dalla parte del capo e uno dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dicono: “Donna, perché piangi?” Risponde loro: “Hanno preso il mio Signore e non so dove l’hanno messo”. Detto questo, si voltò indietro e vede Gesù che stava lì in piedi, ma non sapeva che era Gesù. Le dice Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Essa pensando che fosse l’ortolano, gli dice: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai messo e lo prenderò io”. Gesù le dice: “Maria!” Essa allora, voltatasi verso di lui, gli dice in ebraico: “Rabbunì!” (che significa Maestro). Gesù le dice: “Non mi toccare, perché ancora non sono salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria Maddalena viene e annuncia ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e queste cose che le aveva detto.

ALLA LITURGIA

APOSTOLOS

Prochimeno
Tu, Signore, ci custodirai e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo, perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura degli Atti degli apostoli (16, 16-34)
In quei giorni, mentre noi apostoli andavamo alla preghiera, ci venne incontro una servetta, che aveva uno spirito divinatorio e procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l’indovina. Essa seguiva Paolo e noi gridando e dicendo: “Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza”. Questo fece per molti giorni finché Paolo, seccato, si rivolse allo spirito e disse: “In nome di Gesù Cristo ti ordino di uscire da lei”. E lo spirito uscì all’istante. Ma vedendo i padroni che se n’era uscita la speranza del loro guadagno, presero Paolo e Sila e li trascinarono in piazza davanti alle autorità; presentandoli ai magistrati dissero: “Questi uomini mettono a soqquadro la nostra città; sono Giudei e annunciano usanze che a noi Romani non è lecito accogliere né praticare”. La folla allora insorse contro di loro, mentre i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e dopo averli caricati di colpi, li gettarono in prigione e ordinarono al carceriere di sorvegliarli bene. Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella cella più interna e strinse i loro piedi nei ceppi. Verso mezzanotte Paolo e Sila pregavano inneggiando a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli. D’improvviso ci fu un terremoto così forte da scuotere le fondamenta della prigione; subito tutte le porte si aprirono e si sciolsero le catene di tutti. Il carceriere si svegliò e vedendo aperte le porte della prigione, tirò fuori il coltello per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò a gran voce e gli disse: “Non farti del male, siamo tutti qui”. Quegli allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando si gettò ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: “Signori, cosa devo fare per esser salvo?” Gli risposero: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvo tu e la tua famiglia”. E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese allora con sé e a quell’ora di notte lavò le loro piaghe e subito fu immerso lui e tutti i suoi. Poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e si rallegrò insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione.
Perché hai detto: in eterno la sua misericordia sarà edificata; nei cieli sarà stabilità la tua verità. (Ps 88, 2-3)

EVANGELO
secondo Giovanni (9, 1-38)
In quel tempo, passando, Gesù vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono dicendo: “Rabbi, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?” Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Dobbiamo operare le opere di chi mi ha inviato finché è giorno: viene la notte in cui nessuno può operare. Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo”. Detto questo sputò per terra, fece del fango con lo sputo, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: “Va’ a lavarti nella piscina di Siloe” (che si traduce: Inviato). Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che prima avevano visto che era cieco, dicevano: “Non è quello che stava seduto a mendicare?” Alcuni dicevano: “E` lui!” Altri dicevano: “No, ma gli assomiglia”. Ed egli diceva: “Sono io!” Allora gli chiesero: “Come dunque ti si aprirono gli occhi?” Egli rispose e disse: “Quell’uomo chiamato Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Va’ alla piscina di Siloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ci ho visto”. Gli dissero: “Dov’è questo tale?” Risponde: “Non so”. Allora condussero dai farisei quello che era stato cieco: era sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto il fango e gli aprì gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: “Mi ha messo fango su gli occhi, mi sono lavato e ci vedo”. Allora alcuni dei farisei dicevano: “Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato”. Altri dicevano: “Come può un uomo peccatore fare segni simili?” E c’era dissenso tra loro. Allora chiedono di nuovo al cieco: “Tu che dici di chi ti ha aperto gli occhi?” Egli rispose: “E` un profeta!” Ma i Giudei non vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono dicendo: “E` questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?” I genitori risposero: “Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco; come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi; chiedetelo a lui, ha l’età, parlerà lui di se stesso”. Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei si erano già accordati che, se qualcuno lo avesse riconosciuto come il Cristo, sarebbe stato espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: “Ha l’età, chiedetelo a lui!” Allora chiamarono una seconda volta l’uomo che era stato cieco e gli dissero: “Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore!” Quegli rispose e disse: “Se è peccatore, non so; una cosa sola so: ero cieco e ora ci vedo”. Allora gli dissero di nuovo: “Che ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?” Rispose loro: “Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Anche voi volete diventare suoi discepoli?” Allora lo insultarono e gli dissero: “Tu sei suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove è.” Rispose quell’uomo e disse loro: “Questo è magnifico: non sapete di dove è, eppure mi ha aperto gli occhi! Noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Dall’eternità non s’è mai sentito dire che qualcuno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla”. Replicarono e gli dissero: “Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?” E lo cacciarono fuori. Gesù sentì che l’avevano cacciato fuori e trovatolo gli disse: “Tu credi nel Figlio di Dio?” Egli rispose e disse: “E chi è, Signore, perché io creda in lui?” Gli disse Gesù: “Tu l’hai visto: è chi parla con te!” Ed egli disse: “Io credo, Signore!” E gli si prostrò innanzi.

Domenica della Samaritana

13 / 26 Maggio 2019

Quinta Domenica di Pasqua (della Samaritana)
E’ spostata ad oggi, ultima domenica di Maggio, la Festa di Sant’Alessandro di Centocelle

La Samaritana al pozzo
La Samaritana al pozzo

Evangelo mattutino VII (Giovanni 20, 1-10)

APOSTOLOS

Prochimeno
Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza, la terra è piena delle tue creature.
Benedici, anima mia, il Signore. Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato! (Ps 103, 24. 1)

Lettura degli Atti degli apostoli (11, 19-30)
In quel tempo gli apostoli che erano stati disseminati dalla persecuzione scoppiata al tempo di Stefano, erano arrivati fin nella Fenicia, a Cipro e ad Antiochia e non predicavano la parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, uomini di Cipro e di Cirene, giunti ad Antiochia, parlavano anche ai Greci, evangelizzando il Signore Gesù. E la mano del Signore era con loro e così un gran numero credette e ritornò al Signore. Il discorso su di loro giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, che diede mandato a Barnaba di passare da Antiochia. Quando questi giunse e vide quella grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare fedeli al Signore con animo fermo, poiché era uomo buono e pieno di Spirito Santo e di fede. Una folla numerosa aderì al Signore. Barnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saul e trovatolo lo condusse ad Antiochia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiochia per la prima volta i discepoli presero il nome di Cristiani. In quei giorni alcuni profeti scesero ad Antiochia da Gerusalemme. E uno di loro, di nome Àgavo, si alzò e nello Spirito significò che una grande carestia stava per esserci nell’ecumene intera. Ciò avvenne al tempo di Claudio. Allora i discepoli, ciascuno secondo quello che possedeva, decisero di mandare aiuti ai fratelli abitanti nella Giudea; questo fecero, mandando agli anziani per mano di Barnaba e Saul.

Alleluia
Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia: e ti guiderà mirabilmente la tua destra.
Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità: per questo ti ha unto Dio il tuo Dio, con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (Ps 44, 5. 8)

EVANGELO
secondo Giovanni (4, 5-42)
In quel tempo Gesù arriva in una città della Samaria detta Sichàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: là c’era la sorgente di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, sedeva così sul pozzo: era circa l’ora sesta. Viene una donna di Samaria ad attingere acqua. Le dice Gesù: “Dammi da bere”. I suoi discepoli infatti erano andati in città per comprare cibi. Ma la donna samaritana gli dice: “Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?” Giudei e Samaritani infatti non hanno rapporti. Gesù rispose e le disse: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. Gli dice la donna: “Signore, tu non hai un vaso per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e da esso bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?” Rispose Gesù e le disse: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete, in eterno, e l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”. Gli dice la donna: “Signore, dammi quest’acqua, perché non abbia sete e non venga qui ad attingere acqua”. Le dice Gesù: “Va’, chiama tuo marito e vieni qui”. Rispose la donna e gli disse: “Non ho marito!” Le dice Gesù: “Hai detto bene: non ho marito; hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”. Gli dice la donna: “Signore, vedo che sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che il luogo in cui bisogna adorare è a Gerusalemme”. Gesù le dice: “Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora, ed è adesso, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”. Gli dice la donna: “So che viene il Messia chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa”. Le dice Gesù: Io Sono, che parla a te”. In questo momento arrivarono i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: “Che cerchi?” oppure: “Che parli con lei?” La donna intanto lasciò la giara, andò in città e dice agli uomini: “Venite e vedete l’uomo che mi ha detto tutto quel che ho fatto. Che sia forse il Cristo?” Uscirono allora dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: “Ravvì, mangia!” Ma egli rispose loro: “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete”. E i discepoli si domandavano l’un l’altro: “Forse qualcuno forse gli ha portato da mangiare?” Gesù dice loro: “Mio cibo è fare la volontà di chi mi ha inviato e compiere la sua opera. Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Alzate i vostri occhi e contemplate i campi che biondeggiano per la mietitura. Già il mietitore riceve salario e raccoglie il frutto per la vita eterna, affinché chi semina si rallegri insieme a chi miete. In questo è vero il detto: Uno è chi semina e altro è chi miete. Io vi ho inviato a mietere ciò che voi non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica”. Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che attestava: “Mi ha detto tutto quel che ho fatto”. E quando i Samaritani vennero da lui, lo pregarono di rimanere con loro ed egli rimase lì due giorni. Credettero molto di più per la sua parola e dicevano alla donna: “Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è il vero salvatore del mondo, il Cristo”.

Sant'Alessandro
Per la Festa di Sant’Alessandro
Al Mattutino: Luca 21, 12-19
Alla Liturgia
secondo Giovanni (15, 17 – 16, 2)
Disse il Signore ai suoi discepoli: “Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri. Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordate la parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono chi mi ha inviato. Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero il peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero il peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Questo perché si adempisse quella parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione. Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli testimonierà per me; e anche voi testimoniate, perché siete con me fin dal principio. Vi ho detto queste cose perché non siate scandalizzati. Sarete espulsi dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio”.

Domenica del paralitico

6 /19 Maggio 2019
Memoria del Giusto Giobbe
Quarta Domenica di Pasqua (del paralitico)
Tono terzo

Il paralitico di Betzetà

Evangelo mattutino quinto (Lc 24, 12-35)

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate.
Genti tutte, battete le mani; acclamate Dio con voce di esultanza. (Ps 46, 7. 2)
Apostolo:

Lettura degli Atti degli apostoli (9, 32-42)
In quei giorni avvenne che mentre Pietro passava da tutti, giunse anche dai fedeli che dimoravano a Lidda. Qui trovò un uomo, un tale di nome Enea, che da otto anni giaceva su un lettuccio ed era paralitico. Pietro gli disse: “Enea, Gesù Cristo ti guarisce; alzati e rifatti il letto”. E subito si alzò. Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saròn e si convertirono al Signore. A Ioppi c’era una discepola a nome Tabithà, che significa Gazzella. Essa era ricca dalle opere buone e dalle elemosine che faceva. Capitò che in quei giorni si ammalò e morì. La lavarono e la deposero nella stanza di sopra. E poiché Lidda era vicina a Ioppi i discepoli, udito che Pietro si trovava là, mandarono due uomini a pregarlo: “Non tardare a passare da noi!” Pietro si alzò e andò con loro. Appena arrivato lo condussero alla camera di sopra e gli si presentarono tutte le vedove in pianto che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era con loro. Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto al corpo disse: “Tavithà, alzati!” Ed essa aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere. Egli le diede la mano e la alzò, poi chiamò i santi e le vedove, e la presentò loro viva. La cosa fu nota in tutta Ioppi, e molti credettero nel Signore.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo secondo Giovanni (5, 1-15)
In quel tempo era la festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. C’è a Gerusalemme, presso la Porta delle pecore, una piscina chiamata in ebraico Betzetà, che ha cinque portici, sotto i quali giaceva una moltitudine di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, che aspettavano il movimento delle acque. Infatti un angelo del Signore in certi momenti scendeva nella piscina e agitava l’acqua; il primo a entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua, guariva da qualsiasi malattia fosse affetto. Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù vedendolo steso e sapendo che da molto tempo stava così, gli dice: “Vuoi guarire?” Gli rispose il malato: “Signore, non ho uomo che mi immerga nella piscina quando l’acqua viene agitata; quando vado io, un altro scende prima di me”. Gesù gli dice: “Alzati, prendi il tuo giaciglio e cammina”. E sull’istante quell’uomo guarì e, preso il suo giaciglio, camminava. Quel giorno era un sabato. Dicevano dunque i Giudei al guarito: “E` sabato e non ti è lecito prendere il tuo giaciglio”. Ma egli rispose loro: “Chi mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina”. Gli chiesero: “Chi è l’uomo che ti ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina?” Ma il guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato dalla folla che c’era in quel posto. Dopo queste cose Gesù lo trova nel tempio e gli disse: “Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio”. Quell’uomo se ne andò e annunciò ai Giudei che è stato Gesù a guarirlo.

Domenica delle Mirofore 2019

29 Aprile / 12 Maggio 2019
Terza Domenica di Pasqua
Memoria delle Sante donne Mirofore, del giusto Giuseppe di Arimatea e di Nicodemo
Tono secondo

Le Donne Mirofore

Evangelo Mattutino quarto (Lc 24, 1-12)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore, e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore, ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura degli Atti degli apostoli (6, 1-7)
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, fra gli Ellenisti ci fu mormorio contro gli Ebrei, perché nel quotidiano servizio venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono la moltitudine dei discepoli e dissero: “Non si può accettare che noi abbandoniamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Fratelli, prendete dunque in esame sette uomini tra di voi di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, che stabiliremo per questo bisogno. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della parola”. Il discorso piacque a tutti e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiochia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. La parola di Dio cresceva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti obbediva alla fede.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione. ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Signore, salva il re ed esaudisci noi nel giorno in cui ti invochiamo. (Ps 19, 2. 10)

 

Evangelo
secondo Marco (15, 43 – 16, 8)
In quel tempo venne Giuseppe d’Arimatea, nobile Consigliere che aspettava anche lui il regno di Dio. Fattosi coraggio, andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che già fosse morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da molto tempo. Informato dal centurione, donò il cadavere a Giuseppe.
Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù, lo avvolse nel lenzuolo e lo depose nel sepolcro che era scavato nella roccia; poi fece rotolare una pietra sull’entrata del sepolcro. Intanto Maria Maddalena e Maria madre di Iosì stavano a osservare dove veniva deposto. Trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salome comprarono aromi per andare a ungerlo. Di buon mattino, il giorno uno della settimana, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via la pietra dall’entrata del sepolcro?” Ma, guardando in su, videro che la pietra era stata rotolata via, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, rivestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E` risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”. Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro piene di timore e spavento, e non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.

Domenica di Tommaso 2019

22 Aprile / 5 Maggio 2019
Domenica di Tommaso

Evangelo Mattutino I (Mt 28, 16,20)

Prochimeno
Grande è il Signore nostro e grande la sua forza, e la sua intelligenza è senza misura.
Lodate il Signore, perché è bene salmeggiare: al nostro Dio sia dolce la lode. (Ps 146, 5. 1)

Lettura degli Atti degli apostoli (5, 12-20)
In quei giorni per mano degli apostoli avvenivano molti segni e prodigi in mezzo al popolo. Tutti stavano insieme uniti e concordi nel portico di Salomone. Nessuno degli altri osava unirsi a loro, ma il popolo li magnificava. Sempre più si aggiungevano credenti nel Signore: una moltitudine di uomini e di donne, tanto che i malati venivano portati nelle piazze e posti su lettini e barelle perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra ombreggiasse qualcuno di loro; ciascuno infatti veniva liberato da ogni malattia che avesse. La folla veniva insieme anche dalle città vicino a Gerusalemme, portando malati e tormentati da spiriti impuri, e tutti venivano sanati. Si alzò allora il sommo sacerdote e con lui tutti quelli della setta dei sadducei, pieni di gelosia; misero le mani addosso agli apostoli e li chiusero nel carcere pubblico. Ma un angelo del Signore di notte aprì le porte della prigione e li condusse fuori dicendo: “Andate, state nel tempio, e dite al popolo tutte le parole di questa vita”.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore,
Perché Dio grande è il Signore, e grande re sopra tutti gli dei. (Ps 94, 1. 3)

Evangelo
secondo Giovanni (20, 19-31)
La sera di quello stesso giorno, il giorno uno della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei, venne Gesù, sta in mezzo e dice loro: “Pace a voi!” Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli si rallegrarono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha inviato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, soffiò e dice loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi abbiate rimesso i peccati, sono stati rimessi; e a chi li riteniate, sono stati ritenuti”. Tommaso, uno dei dodici, detto Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!” Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, non crederò”. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo dentro insieme a Tommaso. Viene Gesù, a porte chiuse, sta in mezzo e disse: “Pace a voi!” Poi dice a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo ma credente”. Rispose Tommaso e gli disse: “Mio Signore e mio Dio!” Gesù gli dice: “Perché mi hai visto hai creduto? Beati quelli che non hanno visto ma hanno creduto”. Molti e altri segni fece Gesù davanti ai suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro. Questi sono scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché credendo abbiate la vita nel suo nome.

Luce Vita, il numero 16

Cristo è risorto!
Ecco a voi l’ultimissimo numero di Luce Vita.

In questo numero:

«Questo è il giorno fatto dal Signore: esultiamo e rallegriamoci»
p. 1
«Non vendicarti!» di San Nicola di Zica e Ochrid
p. 3
Sui pensieri – Dai Detti dei Padri del deserto
p. 5
Letture
p. 6
Domande e risposte
p. 7

Clicca per scaricare il numero 16

MESSAGGIO DI PASQUA 2019

Le Donne Mirofore
«Venite, prendete la Luce dalla Luce che non tramonta e glorificate il Cristo Risorto dai morti»
(Mattutino di Pasqua)

Scarica l’Enciclica pasquale 2019 in formato PDF

Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore risorto,
in questa sublime Festa delle Feste e Solennità delle Solennità tutta inondata di Luce, il vincitore della morte, nostro Signore Gesù Cristo, ci concede la Luce senza tramonto della Resurrezione e della Vita. Ci invita gioiosamente, nella santa Chiesa, a non scoraggiarci, a non restare nelle gelide tenebre delle passioni e del peccato, ma ad accendere i nostri ceri alla Luce tangibile che scaturisce dal Suo Santissimo Sepolcro e soprattutto a ricevere nelle nostre anime l’illuminazione, partecipando con tutto il cuore alla Sua trionfante Resurrezione.
In altre parole, ci invita a lasciarci infondere dalla Luce che ha riempito tutta la creazione, il cielo, la terra e gli inferi, per illuminare anche la nostra interiorità con la Luce della Resurrezione:
«Oggi tutto è pieno di luce, il cielo, la terra e gli inferi» afferma con entusiasmo il santo Innografo. Poiché il nostro Sovrano, Cristo Risorto, ha colmato della Sua eterna e divina Luce anche il tenebroso Inferno dove Egli è disceso!
Perché? Poiché, allorché un tempo, a causa del peccato, l’uomo giaceva nelle tenebre, il male dominava ovunque e noi eravamo consegnati alla schiavitù della morte tanto che il nostro nemico, il diavolo, «l’omicida» (Gv. 8, 44), era potente e si vantava di averci ingannato.
Ma il Cristo nostro Salvatore, la Vera Luce, ci ha riscattati da questa vergognosa schiavitù con la Sua morte senza peccato sulla Croce, e ci ha liberati da questa condizione insopportabile. Nella Sua immensa compassione per l’uomo e nel Suo ineffabile amore, ha assunto volontariamente la morte per discendere nel regno dell’Inferno e incontrare le anime incatenate dei morti delle ere passate. E là, ha ucciso l’Inferno con il bagliore della Sua Divinità, ha annientato il regno della morte e del peccato, ha abbattuto il nostro implacabile nemico, e come nuovo Adamo, ha portato la liberazione e la redenzione.
Il Nostro Signore pieno di bontà ha sopportato tutto, come scrive san Gregorio Teologo, «allo scopo di resuscitare la carne, assicurare la salvezza della Sua immagine e di rigenerare l’uomo» (Omelia VII, 23)
Per questo motivo, l’Apostolo Paolo, difendendosi davanti ai Giudei e ai Pagani, chiede: «perché vi pare incredibile che Dio risorga dai morti?» (Atti 26, 8) La Resurrezione per l’Apostolo è una certezza e una realtà tra le più evidenti, poiché, egli sesso, finché era Saulo il persecutore, si convertì alla fede quando fu illuminato da una Luce discesa dal cielo, più splendente del sole, e udì Gesù Risorto rimproverarlo di averLo perseguitato ma fu anche chiamato a risorgere lui stesso, per intraprendere la più grande e gloriosa missione, quella di «aprire gli occhi degli increduli, per ricondurli dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, affinché ricevano, per la fede in Me, il perdono dei peccati e una parte di eredità con quelli che sono stati santificati» (Atti 26, 18)
La fede nella Resurrezione vivificante di nostro Signore Gesù Cristo libera e illumina l’uomo, mentre l’incredulità e il peccato che ne è la conseguenza, lo asserviscono e lo colmano di tenebre.
Solo coloro che persistono «nelle opere cattive» (Col. 1, 21) dell’incredulità e dell’errore sono invasi dalle tenebre e diventano estranei a Dio, al punto di considerare il peccato come un bisogno naturale, come un fine e uno stile di vita, e di giungere ad una sua giustificazione, all’agnosticismo e all’ateismo.
Tuttavia è necessario sottolineare che anche i fedeli che cadono in peccati apparentemente insignificanti, ma li amano e li giustificano, divengono, secondo la definizione di San Basilio il Grande «infatuati dalle tenebre» privati della Luce e della Vita Eterna!

Figli nel Cristo Risorto,
Nella Chiesa di Cristo, per mezzo della fede ortodossa e delle buone opere, diveniamo «concittadini dei santi, membri della famiglia di Dio» (Ef. 2, 19), riceviamo la vita più alta, spirituale e carismatica e siamo «Luce nel Signore…Figli di luce» (Ef. 5, 8), figli della Resurrezione.
Questo dono ci sarà concesso fino alla fine e ci renderà degni dei beni divini e eterni, se partecipiamo alla Passione di Cristo, allo scopo di partecipare anche alla Resurrezione e alla deificazione, come, ispirato da un amore ardente per Cristo, ne esprime il desiderio San Gregorio Teologo: «Devo entrare nel sepolcro con Cristo, resuscitare con Cristo, divenire co-erede di Cristo, diventare figlio di Dio e dio io stesso».
Conseguentemente, i problemi e le difficoltà che incontriamo nella vita non devono farci paura né scoraggiarci. Non dobbiamo aver timore di lavorare con abnegazione al compimento delle virtù e dobbiamo dedicarci, con santo ardore e zelo gradito a Dio, a Cristo nostro Salvatore che ha sofferto ed è risorto per noi, alla preghiera, alla carità, alla continenza, alla speranza, alla mansuetudine, al perdono, alla misericordia, alla pazienza; e soprattutto alla partecipazione, nel pentimento, agli Immacolati Misteri. Senza cadere del tutto nell’inerzia o nella negligenza spirituale, considerandoci “arrivati”, compiuti e perfetti con sufficienza e vanto. Poiché siamo sempre dei debitori, «dei servi inutili» e «non abbiamo fatto altro che il nostro dovere» (Lc. 17, 10). Davanti a noi si aprono continuamente degli orizzonti luminosi e delle vette risplendenti di perfezione che ci chiamano a «essere in vista del premio della vocazione celeste di Dio in Cristo Gesù» (Fil. 3, 14)
Che la radiosa festività della Santa Pasqua su questa terra sia per noi un’anticipazione della divina Gloria e ineffabile illuminazione della Pasqua Celeste ed eterna. Amen!

Cristo è Risorto! È veramente Risorto!
L’Arcivescovo Kallinikos di Atene
e i membri del Santo Sinodo

Orario delle Celebrazioni pasquali 2019

Salvo dove diversamente specificato, le Funzioni si tengono nella Chiesa in Piazza San Francesco 14 / 16

7 / 20 Aprile
Ore 18,00 Veglia e benedizione delle palme

8 / 21 Aprile Domenica delle Palme
Ore 09,00 Officio delle Ore
Ore 09,30 Divina Liturgia

Ore 18,30 – Mattutino dello Sposo con omelia. Al Monastero di s. Serafino di Sarov

Grande e Santa Settimana della Passione

9 / 22 Aprile – Grande e Santo Lunedì.
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. Al Monastero di San Serafino di Sarov

10 / 23 Aprile – Grande e Santo Martedì.
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. Al Monastero di San Serafino di Sarov

11 /24 Aprile Grande e Santo Mercoledì
Ore 21,00 – Officio dell’olio santo ( Evcheleo – Maslosoborovanje – Slujba Sfîntului Maslu )

Sacro Triduo pasquale della Morte, Discesa agli Inferi e Resurrezione

12 /25 Aprile – Santo e Grande Giovedì nella Cena del Signore
Dalle ore 17 il Vescovo Silvano e il Parroco sono disponibili per le confessioni dei fedeli fino all’inizio della celebrazione.
Ore 20,30: Ora Nona, Tipici, Vespro e Divina Liturgia “nella Cena del Signore”

I fedeli, se lo desiderano, portino in questa sera piante, fiori e lumi per addobbare il Sepolcro

13 / 26 Aprile: Santo e Grande Venerdì della Passione e Morte del Signore
Grande digiuno Pasquale
Ore 15,30: Vespro della Morte del Signore e deposizione della Sindone.
Ore 21,00: Mattutino e processione della Sindone.

14 / 27 Aprile Santo e Grande Sabato.
Ore 10,00 Vespro e Divina Liturgia Archieratica di San Basilio
Dalle ore 19,00 fino alla celebrazione c’è disponibilità per le Confessioni, in Chiesa ed al Monastero. In Chiesa sarà il Parroco, al Monastero il Vescovo.

Ore 23,00 Officio di Mezzanotte. Rito della Luce, annunzio della resurrezione e Mattutino.

15 /28 Aprile : Santa e Grande PASQUA del SIGNORE, FESTA DELLE FESTE, SOLENNITÁ delle SOLENNITÁ.

  • A Mezzanotte circa: Divina Liturgia a cui seguiranno la Benedizione dell’Àrtos e dei Cibi Pasquali. è desiderabile che tutti i fedeli che non ne sono esclusi ricevano la Santa Comunione.

  • Ore 11,30 Vespro dell’Amore, con distribuzione della Comunione a chi non abbia potuto comunicare durante la Liturgia notturna.

RECAPITI

Parroco: p. Daniele Marletta

cell: 347 6080991

gyblos@gmail.com

Monastero di San Serafino di Sarov

Via di Lizzanello, San Felice di Pistoia

0573 41041

Domenica delle Palme 2019

8 / 21 Aprile 2019
Ingresso del Signore a Gerusalemme

Ingresso del Signore a Gerusalemme

Evangelo Mattutino (Mt 21, 1-11; 15-17)

Prochimeno
Benedetto colui che viene nel nome del Signore: il Signore è Dio e ha rifulso su di noi.
Confessate al Signore, perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia. (Ps 117, 26-27. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Filippesi (4, 4-9)
Fratelli, rallegratevi nel Signore sempre; ve lo ripeto: rallegratevi. La vostra amabilità sia nota a tutti gli uomini: il Signore è vicino! Non preoccupatevi di nulla, ma in ogni necessità fate sapere a Dio le vostre richieste con la preghiera, la supplica e l’azione di grazie. E la pace di Dio, che oltrepassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Del resto, fratelli, tutto ciò che è vero, tutto ciò che è onesto, tutto ciò che è giusto, tutto ciò che è puro, tutto ciò che è gradito, tutto ciò che è lodevole – se c’è qualche virtù e qualche lode – questo considerate. Mettete in pratica quello che avete imparato, ricevuto, udito e visto in me. E il Dio della pace sarà con voi.

Alleluia
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha fatto meraviglie il Signore:
tutti i confini della terra hanno veduto la Salvezza del nostro Dio. (Ps 97, 1. 3)

Evangelo
secondo Giovanni (12, 1-18)
Sei giorni prima della Pasqua Gesù andò a Betania, dov’era Lazzaro, il morto che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei suoi commensali. Maria allora, presa una libra di unguento di nardo genuino, prezioso, unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda di Simone, l’Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per consegnarlo, dice: “Perché questo unguento non si è venduto per trecento denari e non è dato ai poveri?” Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quel che vi mettevano. Gesù allora disse: “Lasciala, perché lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. Intanto gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese i rami di palme e uscì incontro a lui gridando: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!” Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina. Dapprima i suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui e che queste cose avevano fatto. Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza. Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto il segno.

Orthodoxia

Le preghiere del cristiano ortodosso

    Nuovo opuscolo scaricabile nella nostra piccola biblioteca virtuale. Col tempo renderemo disponibili anche altri formati di questo testo (ed anche altri testi). Per adesso, ecco a voi le preghiere del mattino e della sera in formato PDF in A5 Le traduzioni qui utilizzate circolavano da tempo nel mondo ortodosso italofono, qui si sono […]

I tre stati della vita spirituale

† Sua Eminenza, il Metropolita Cipriano di Oropos e Filì (1935-2013) I tre stati della vita spirituale I Santi Padri divinamente ispirati ci insegnano come i cristiani rientrino in tre categorie: a) coloro che esercitano le proprie passioni; b) coloro che contengono le proprie passioni; e c) coloro che estirpano le proprie passioni.

Anfibi di carne e spirito

Omelia sulla parabola del servo spietato (undicesima Domenica di Matteo) Letture Apostolos: 1 Cor 9, 2-12 Evangelo secondo Matteo (18, 23-35) Il Vangelo di questa Domenica vuole ricordarci una cosa fondamentale per la nostra vita spirituale: il fatto di essere noi tutti dei debitori insolventi. Di più: spesso noi siamo proprio quel debitore di cui […]