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Ultime dal Blog: Qoelet

Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

  Negli ultimi giorni, due notizie (distinte tra loro ma pur collegate in un certo senso, come vedremo) hanno portato alla ribalta la situazione del Patriarcato di Costantinopoli. La prima riguarda un suo problema interno: a quanto pare, da ora in poi il Patriarcato ecumenico approverà regolarmente le seconde nozze dei preti lasciati dalle mogli […]

Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Pregare con l’anima e il corpo

La Chiesa così ci ricorda, ancora una volta, che non è l’esattezza delle pratiche religiose a fare di noi dei veri cristiani, ma la nostra vita tutta intera. Non si può essere cristiani solo col corpo o solo con l’anima: parafrasando Sant’Agostino, se non diventiamo spirituali anche nel corpo diventeremo carnali anche nell’anima.

Tredicesima Domenica di Luca

27 Novembre / 10 Dicembre 2017
Tredicesima Domenica di Luca (XXVII domenica dopo Pentecoste)
Tono secondo
San Giacomo il Persiano

Evangelo Mattutino V (Lc 24, 12-35)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (6, 10-17)
Fratelli, fortificatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio per contrastare le insidie del diavolo. Infatti non lottiamo contro sangue e carne, ma contro i Principati, contro le Potenze, contro i dominatori di questo mondo oscuro, gli spiriti maligni delle regioni celesti. Indossate dunque l’armatura di Dio per resistere nel giorno malvagio e restare in piedi, dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque, avendo ai fianchi la cintura della verità, indosso la corazza della giustizia e calzati i piedi con la prontezza a diffondere il vangelo della pace; in ogni occasione imbracciando lo scudo della fede, col quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del maligno. Prendete l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Signore, salva il re ed esaudiscici nel giorno in cui ti invochiamo. (Ps 19, 2. 10)

Evangelo

secondo Luca (18, 18-27)
In quel tempo un uomo, per metterlo alla prova, chiese a Gesù: “Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre”. Egli allora disse: “Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza”. Gesù ascoltò, e gli disse: “Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi”. Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco. Gesù, vedendo ch’era diventato molto triste, disse: “Quant’è difficile per chi ha beni entrare nel regno di Dio! E’ più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”. Quelli che ascoltavano dissero: “Ma allora chi può salvarsi?” Egli allora disse: “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”.


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