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Ultime dal Blog: Qoelet

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Pregare con l’anima e il corpo

La Chiesa così ci ricorda, ancora una volta, che non è l’esattezza delle pratiche religiose a fare di noi dei veri cristiani, ma la nostra vita tutta intera. Non si può essere cristiani solo col corpo o solo con l’anima: parafrasando Sant’Agostino, se non diventiamo spirituali anche nel corpo diventeremo carnali anche nell’anima.

“Ritornate, figli traviati”

“Un abisso invoca un altro abisso”. L’abisso di sventura e peccato invoca l’abisso di misericordia. Per questa seconda domenica del Triodion, la Chiesa prescrive la lettura di un’altra parabola, un’altra indicazione per la via del Regno, quella del figlio dissoluto (detta da alcuni  “Parabola del padre misericordioso”).

Dio resiste ai superbi

Oggi comincia il tempo del Triodion, cioè il periodo che ci porta alla Pasqua. Queste sono le prime domeniche, quelle prequaresimali, che servono a introdurci ai temi della Quaresima e ad insegnarci il modo di affrontare questo cammino quaresimale di avvicinamento alla Pasqua. In questa prima Domenica del Triodion si legge la Parabola del fariseo e del pubblicano.

Settima Domenica di Luca

6 / 19 Novembre 2017
Settima Domenica di Luca (XXIV domenica dopo Pentecoste)
Tono grave (settimo)
San Paolo di Costantinopoli, il Confessore

L'emorroissa

Evangelo Mattutino II (Mc 16, 1-8)

Prochimeno
Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il popolo suo con la pace.
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore gli agnelli. (Ps 28, 11. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (2, 14-22)
Fratelli, Cristo è la nostra pace, lui che di due popoli fece una sola unità abbattendo il muro divisorio, annullando nella sua carne l’inimicizia – la legge dei dogmatici precetti – per creare in se stesso, dei due popoli, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare con Dio entrambi – in un solo corpo – mediante la croce, dopo aver ucciso in se stesso l’inimicizia. E venne per annunziare la pace a voi, i lontani, e pace ai vicini, perché, per suo mezzo, entrambi abbiamo libero accesso al Padre in un solo Spirito. Così dunque non siete più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni edificio cresce in armoniosa disposizione come tempio santo nel Signore; in lui anche voi siete incorporati nella costruzione come dimora di Dio nello Spirito.

Alleluia
E’ bene confessare al Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo,
per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte. (Ps 91, 2-3)

Evangelo

secondo Luca (8, 41-56)
In quel tempo venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga. Gettatosi ai piedi di Gesù, lo supplicava di entrare nella sua casa, perché la sua unigenita figlia, di dodici anni circa, stava morendo. Mentre andava, la folla lo soffocava. Una donna che da dodici anni aveva flusso di sangue e che aveva speso tutto il patrimonio coi medici – non poté essere guarita – gli si avvicinò alle spalle, toccò l’orlo del suo mantello e subito stagnò il flusso di sangue. Gesù disse: “Chi mi ha toccato?” Tutti negavano, ma Pietro e quelli che erano con lui dissero: “Maestro, la folla ti stringe e ti schiaccia, e dici: Chi mi ha toccato?” Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato; so che una potenza è uscita da me”. Vide allora la donna che non rimase nascosta. Tremante venne e si prostrò davanti a lui, spiegando a tutto il popolo per quale motivo lo avesse toccato e come fu subito risanata. Egli allora le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvato; va’ in pace”. Mentre ancora parlava, dal capo della sinagoga viene uno a dire: “E’ morta tua figlia; non disturbare più il Maestro”. Ma Gesù, avendo udito, rispose: “Non temere; soltanto abbi fede e sarà salvata”. Quando giunse alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo, al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e si battevano il petto per lei. Ma egli disse: “Non piangete! Non è morta, ma dorme”. Essi lo deridevano, sapendo che era morta; ma egli, prendendole la mano, gridò dicendo: “Fanciulla, alzati!” E lo spirito ritornò in lei e all’istante si alzò. E ordinò di darle da mangiare. I genitori rimasero sbalorditi ma egli comandò loro di non parlare a nessuno dell’accaduto.


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