Home » Letture domenicali e festive » Domenica quindicesima di Matteo

Ultime dal Blog: Qoelet

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Pregare con l’anima e il corpo

La Chiesa così ci ricorda, ancora una volta, che non è l’esattezza delle pratiche religiose a fare di noi dei veri cristiani, ma la nostra vita tutta intera. Non si può essere cristiani solo col corpo o solo con l’anima: parafrasando Sant’Agostino, se non diventiamo spirituali anche nel corpo diventeremo carnali anche nell’anima.

“Ritornate, figli traviati”

“Un abisso invoca un altro abisso”. L’abisso di sventura e peccato invoca l’abisso di misericordia. Per questa seconda domenica del Triodion, la Chiesa prescrive la lettura di un’altra parabola, un’altra indicazione per la via del Regno, quella del figlio dissoluto (detta da alcuni  “Parabola del padre misericordioso”).

Dio resiste ai superbi

Oggi comincia il tempo del Triodion, cioè il periodo che ci porta alla Pasqua. Queste sono le prime domeniche, quelle prequaresimali, che servono a introdurci ai temi della Quaresima e ad insegnarci il modo di affrontare questo cammino quaresimale di avvicinamento alla Pasqua. In questa prima Domenica del Triodion si legge la Parabola del fariseo e del pubblicano.

Domenica quindicesima di Matteo

4 / 17 Settembre 2017
Domenica XV di Matteo
Tono plagale secondo (sesto)
Santo Profeta Mosè e Santo Ieromartire Babila

vangelo-1-720x340
Evangelo del Mattutino IV (Lc 24, 1-12)

Alla Divina Liturgia

Prochimeno
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato; Dio mio, non stare in silenzio con me. (Ps 27, 9. 1)

Lettura della seconda epistola di Paolo ai Corinti (2 Cor 4, 6-15)

Fratelli, il Dio che ha detto: “Rifulga la luce dalle tenebre!”, rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina sul volto di Gesù Cristo. Ma questo tesoro lo abbiamo in vasi di creta perché la grandezza della potenza provenga da Dio e non da noi. Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; incerti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non perduti; portando sempre e dovunque la morte di Gesù nel nostro corpo, perché anche la vita di Gesù sia manifestata nel nostro corpo. Sempre, infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a motivo di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. E così in noi opera la morte, in voi la vita. Animati tuttavia da quello spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che risuscitò il Signore Gesù risusciterà anche noi con Gesù e ci farà stare accanto a voi. Ché tutto è per voi, affinché la grazia, abbondando per mezzo di molti, moltiplichi l’azione di grazie alla gloria di Dio.

Alleluia
Chi abita nell’aiuto dell’Altissimo dimorerà al riparo del Dio del cielo.
Dirà al Signore: Mio sostegno sei tu e mio rifugio. Il mio Dio! Spererò in lui. (Ps 90, 1-2)

EVANGELO
secondo Matteo (22, 35-46)
In quel tempo un perito della Legge interrogò Gesù per metterlo alla prova, dicendo: “Maestro, quale comandamento è grande nella Legge?” Egli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a esso: Amerai il prossimo tuo come te stesso. A questi due comandamenti è sospesa tutta la Legge, e i profeti”. Radunatisi allora i farisei, Gesù li interrogò dicendo: “Cosa vi sembra del Cristo? Di chi è figlio?” Gli rispondono: “Di David”. E dice loro: “Come dunque David, nello Spirito, lo chiama Signore dicendo: Ha detto il Signore al mio Signore, siedi alla mia destra finché ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi? Se dunque David, nello Spirito, lo chiama Signore, come è suo figlio?” E nessuno poteva rispondergli parola né qualcuno osò interrogarlo più da quel giorno.


Leave a comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: