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Domenica 23 Dicembre / 5 Gennaio

Letture per la ventottesima domenica dopo Pentecoste
Domenica avanti la Natività (dei Santi Padri)

Tono terzo
Letture:
Vespro:
(1) Gn 14, 14-20
(2) Dt 1, 8-11, 15-17
(3) Dt 10, 14-21

Aurorale del Mattutino: (6) Lc 24, 36-53

Liturgia
Apostolos: Eb 11, 9-10, 17-23, 32-40
Evangelo: Mt 1, 1-25

Prochimeno:
Benedetto sei tu Signore, Dio dei nostri padri: lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli.
Poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; e tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie.(Dan 26-27)

Dalla Lettera di San Paolo agli Ebrei (11, 9-10. 32-40)
Fratelli, per fede Abramo soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, e come Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa, abitò in tende. Aspettava infatti la città ben fondata, il cui architetto e costruttore è Dio. E che dirò ancora? E che dirò ancora? Mi mancherà il tempo per Gedeone, Varàk, Sansone, Ieftae, e anche per Samuele e per i profeti. Per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Alleluia
O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito, i nostri padri ci hanno annunciato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, nei giorni antichi. (Ps 43, 2)
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. (Ps 33, 18)

Dal santo Evangelo secondo Matteo (1, 1-25)
Libro della generazione di Gesù Cristo figlio di David, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Farès e Zarà da Thàmar, Farès generò Esròm, Esròm generò Aràm, Aràm generò Aminadàv, Aminadàv generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Voòz da Rachàv, Voòz generò Ovìdh da Ruth, Ovìdh generò Iessè, Iessè generò il re David. David generò Salomone da quella di Urìa, Salomone generò Rovoàm, Rovoàm generò Avià, Avià generò Asà, Asà generò Iosafàt, Iosafàt generò Ioràm, Ioràm generò Ozia, Ozia generò Ioàtham, Ioàtham generò Achàz, Achàz generò Ezechia, Ezechia generò Manassì, Manassì generò Amòn, Amòn generò Iosìa, Iosìa generò Iechonìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Iechonìa generò Salathiìl, Salathiìl generò Zorovàvel, Zorovàvel generò Aviùdh, Aviùdh generò Elìakìm, Elìakìm generò Azòr, Azòr generò Sadhòk, Sadhòk generò Achim, Achim generò Eliùdh, Eliùdh generò Eleàzar, Eleàzar generò Matthàn, Matthàn generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale fu generato Gesù chiamato Cristo. Tutte le generazioni, da Abramo a David: quattordici generazioni; da David fino alla deportazione in Babilonia: quattordici generazioni; dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo: quattordici generazioni. L’origine di Gesù Cristo poi era così: Maria, la madre di lui, essendo stata data in sposa a Giuseppe, prima che venissero a stare insieme, si trovò in grembo incinta dallo Spirito Santo. Giuseppe, il marito di lei, era giusto e non voleva farne pubblico spettacolo, e così decise di rimandarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli appare in sogno un angelo del Signore e gli dice: “Giuseppe, figlio di David, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei è dallo Spirito Santo. Partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai loro peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che fu annunciato dal Signore per mezzo del profeta che dice: “Ecco, la vergine avrà in grembo e partorirà un figlio, e lo chiameranno Emmanuele, che è tradotto: Dio con noi”. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio. E gli diede nome Gesù.


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