La comunità di Pistoia resiste

Come molti di voi già sanno, con una operazione del tutto anticanonica, il vescovo Silvano ha deciso di staccarsi dal Santo Sinodo della Chiesa dei veri cristiani ortodossi di Grecia, divenendo così di fatto scismatico. Conseguentemente a quest’atto, egli è stato destituito dalla carica di Vescovo di Luni.
Solo pochi chierici hanno accettato di seguirlo su questa strada, gli altri sono tutti rimasti fedeli al Santo Sinodo.
In occasione della festa della Natività di San Giovanni Battista, abbiamo scoperto che il vescovo ha fatto cambiare la serratura della nostra Chiesa, impedendoci di celebrare. Oltre a ciò, ha anche posto un annuncio sulla bacheca esterna, dove si dice che le funzioni sono tutte sospese fino a Settembre. Di questo atto blasfemo, il vescovo e quanti lo hanno consigliato dovranno rispondere davanti a Dio. Per questo li raccomando alle preghiere di voi tutti, perché Dio conceda loro il ravvedimento, finché ne hanno il tempo.
Va da sé che noi continueremo in un modo o in un altro, in un posto o in un altro, a celebrare.
Vi terremo informati.

Teofania

6 / 19 Gennaio 2021
Le Sante Teofanie del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

Letture
Al Mattutino:

secondo Marco (1, 9-11)
In quel tempo Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E appena salì dall’acqua, vide squarciati i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E ci fu una voce dai cieli: “Tu sei il Figlio mio, l’amato; in te mi sono compiaciuto”.

Alla Liturgia:

Prochimeno
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Il Signore è Dio e ha rifulso su noi.
Confessate al Signore, perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia. (Ps 117, 26-27. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo a Tito (2, 11-14. 3, 4-7)
Tito, figlio mio, è apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che c’insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e dell’apparizione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato sé stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo eletto, zelante nelle opere buone. Quando apparve la benevolenza di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

Alleluia
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore figli di arieti.
Voce del Signore sulle acque: il Dio della gloria ha tuonato, il Signore sulle grandi acque. (Ps 28, 1. 3)

Lettura del Santo Evangelo secondo Matteo (3, 13-17)
In quel tempo, dalla Galilea Gesù venne al Giordano, da Giovanni, per essere battezzato da lui. Ma Giovanni si opponeva, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?” Gesù rispose e gli disse: “Ora lascia; è conveniente a noi adempiere a ogni giustizia”. E allora lo lasciò fare. Gesù, dopo essere stato battezzato, subito salì dall’acqua ed ecco, si aprirono a lui i cieli e vide lo Spirito di Dio scendere come colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato, in cui mi sono compiaciuto”.

Domenica avanti le Teofanie

Letture per la trentaduesima domenica dopo Pentecoste
Domenica avanti le Teofanie
Sinassi dei Settanta Apostoli
Tono grave (settimo)

Evangelo Mattutino X: Gv 21, 1-14

Prochimeno:

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato: che tu non stia in silenzio con me! (Ps 27, 9. 1)

Dalla seconda Lettera di Paolo a Timòteo (4, 5-8)
Diletto figlio Timòteo, sii sobrio in tutto, sopporta le sofferenze, fai opera d’evangelizzatore, adempi il tuo servizio. Io infatti sono già offerto in libagione ed è giunto il tempo della mia partenza. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno amato la sua apparizione.

Alleluia
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Faccia risplendere il suo volto su di noi. (Ps 66, 2)

Dal Santo Evangelo secondo Marco (Mc 1, 1-8)
Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: “Ecco, io mando il mio angelo davanti al tuo volto, che preparerà la tua via; voce di uno che grida nel deserto: Preparate la strada del Signore; raddrizzate i suoi sentieri”, venne nel deserto Giovanni il Battista, predicando un battesimo di conversione per la remissione dei peccati. Andava da lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme, ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello e una cintura di pelle aveva intorno ai fianchi; mangiava locuste e miele selvatico. E predicava dicendo: “Viene dopo di me il più forte di me; a lui non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali; io vi ho battezzati nell’acqua, ma egli vi battezzerà nello Spirito Santo”.

Domenica dopo la Natività

28 Dicembre 2020 / 10 Gennaio 2021

Trentunesima Domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo la Natività
Tono plaghio secondo (sesto)
Commemorazione del Santo e Giusto Giuseppe, di San Giacomo fratello del Signore e del Re Davide.

Evangelo mattutino IX (Giovanni 20, 19-31)

Prochimeno
Mirabile è Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.
Nelle chiese benedite Dio, il Signore dalle fonti d’Israele. (Ps 67, 36. 27)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Gàlati (1, 11-19)
Fratelli, vi rendo noto che il vangelo da me annunciato non è secondo l’uomo: infatti non l’ho ricevuto da un uomo né sono stato ammaestrato se non per rivelazione di Gesù Cristo. Avete udito certamente della mia condotta d’un tempo nel giudaismo: perseguitavo oltre ogni limite la Chiesa di Dio e la devastavo. Superavo nel giudaismo molti coetanei del mio popolo, essendo ben più di loro zelante delle tradizioni dei miei padri. Quando poi piacque a Dio – che mi aveva separato fin dal ventre di mia madre e mi aveva chiamato con la sua grazia – di rivelare il Figlio suo in me, affinché lo evangelizzassi ai gentili, subito, senza chiedere consiglio alla carne o al sangue, senza salire a Gerusalemme da quelli che erano apostoli prima di me, partii per l’Arabia e poi tornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per vedere Cefa e mi trattenni presso di lui quindici giorni. Degli apostoli non vidi altro se non Giacomo, il fratello del Signore.

Alleluia
Ricordati, Signore, di David e di tutta la sua mitezza.
Ha giurato il Signore la verità a David e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono. (Ps 131, 1. 11)

Evangelo
secondo Matteo (2, 13-23)
In quel tempo, quando i Magi si allontanarono verso il loro paese, ecco che in sogno un angelo del Signore appare a Giuseppe e gli dice: “Alzati; prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e rimani là finché te lo dica. Infatti Erode sta per cercare il bambino per ucciderlo”. Egli allora si alzò e prese con sé il bambino e sua madre e, nella notte, si ritirò in Egitto. Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto fu annunziato dal Signore per mezzo del profeta che dice: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Allora Erode, visto che era stato giocato dai Magi, si adirò molto e mandò a uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio da due anni in giù, secondo il tempo preciso che aveva chiesto ai Magi. Allora si adempì quanto fu detto per mezzo del profeta Geremia, che dice: Una voce s’è udita in Rama, pianto e lamento grande; Rachele piange i suoi figli, e non vuol essere consolata, perché non sono più. Dopo la morte di Erode, ecco un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe in Egitto e dice: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e va’ in terra d’Israele, infatti sono morti quelli che cercavano la vita del bambino”. Egli allora si alzò, prese con sé il bambino e sua madre ed entrò in terra d’Israele. Quando poi udì che Archelao era re di Giudea al posto di Erode suo padre, ebbe paura di recarsi là. Avvertito però in sogno, si ritirò dalle parti della Galilea e venne ad abitare nella città chiamata Nazaret, affinché si compisse quel che era stato detto per mezzo dei profeti: Sarà chiamato Nazoreo.

Giovedì 25 Dicembre / 7 Gennaio

Natività secondo la carne del Nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo

Icona della Natività

Mattutino: Mt 1, 18-25

Prochimano
Tutta la terra ti adori e salmeggi a te, salmeggi al tuo nome.
Acclamate a Dio, o terra tutta. (Ps 65, 4. 1)

Dalla Lettera di San Paolo ai Gàlati (4, 4-7)
Fratelli, quando giunse la pienezza del tempo, Dio ha inviato il Figlio suo, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che sono sotto la Legge, affinché ricevessimo l’adozione a figli. Poiché siete figli, Dio ha inviato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori, il quale grida: “Abbà,  Padre!”. Così non sei più schiavo ma figlio; e se figlio, anche erede di Dio per grazia di Cristo.

Alleluia
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Giorno a giorno trasmette la parola e notte a giorno annuncia la conoscenza. (Ps 18, 2-3)

Dal Santo Evangelo secondo Matteo (2, 1-12)
Nato Gesù a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode, ecco giungere a Gerusalemme dall’oriente dei magi, i quali domandavano: “Dov’è il nato re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire ciò il re Erode fu turbato e con lui tutta Gerusalemme. Convocò tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo e si informava da loro dove dovesse nascere il Cristo. Essi gli dissero: “A Betlemme di Giudea. Infatti così è stato scritto per mezzo del profeta: E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola tra i capoluoghi di Giuda; da te uscirà un capo che pascerà il mio popolo, Israele”. Allora Erode chiamò di nascosto i magi e chiese loro informazioni sul tempo esatto dell’apparizione della stella; quindi li inviò a Betlemme, dicendo: “Andate e fate accurate ricerche del bambino; quando poi lo trovate, annunciatelo a me, in modo che anch’io possa andare ad adorarlo”. Essi, dopo aver ascoltato il re, si misero in cammino. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non andò a fermarsi sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella si rallegrarono assai di gioia grande; ed entrati in casa videro il bambino con Maria sua madre e caddero a terra per adorarlo. Poi aprirono i loro tesori e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Quindi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode, si allontanarono verso il loro paese.

Domenica avanti la Natività

21 Dicembre 2020 / 3 Gennaio 2021
Domenica avanti la Natività
Tono plaghio primo (quinto)
Prima della natività

Evangelo Mattutino VIII (Gv 20, 11-18)

Prochimeno
Benedetto sei tu Signore, Dio dei nostri padri: lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli.
Poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; e tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie.(Dan 26-27)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 9-10. 32-40)
Fratelli, per fede Abramo soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, e come Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa, abitò in tende. Aspettava infatti la città ben fondata, il cui architetto e costruttore è Dio. E che dirò ancora? E che dirò ancora? Mi mancherà il tempo per Gedeone, Varàk, Sansone, Ieftae, e anche per Samuele e per i profeti. Per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Alleluia
O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito, i nostri padri ci hanno annunciato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, nei giorni antichi. (Ps 43, 2)
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. (Ps 33, 18)

Evangelo

secondo Matteo (1, 1-25)
Domenica avanti la Natività
secondo Matteo (1, 1-25)
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda, e i suoi fratelli.
Giuda generò Fares e Zara da Tamar; Fares generò Esrom; Esrom generò Aram. Aram generò Aminadab; Aminadab generò Naasson; Naasson generò Salmon. Salmon generò Boaz da Rahab; Boaz generò Obed da Ruth; Obed generò Iesse; e Iesse generò il Re Davide. Il Re Davide generò Salomone da colei che era stata [moglie] di Uria. Salomone generò Roboamo; Roboamo generò Abìa; Abìa generò Asa. Asa generò Giosafat; Giosafat generò Ioram; Ioram generò Ozia. Ozia generò Ioatam; Ioatam generò Acaz; e Acaz generò Ezechìa. Ezechìa generò Manasse; Manasse generò Amon; Amon generò Giosia. Giosìa generò Ieconia, e i suoi fratelli al tempo della deportazione in Babilonia. E dopo la deportazione di Babilonia Ieconia generò Salatiele; Salatiele generò Zorobabele. Zorobabele generò Abiud; Abiud generò Eliachim; Eliachim generò Azor. Azor generò Sadoc; Sadoc generò Achim; Achim generò Eliud. Eliud generò Eleazaro; Eleazaro generò Matan; Matan generò Giacobbe. Giacobbe generò Giuseppe, sposo di Maria, della quale nacque Gesù chiamato il Cristo.
Da Abramo dunque sino a Davide sono in tutto quattordici generazioni: da Davide sino alla deportazione in Babilonia quattordici generazioni: e dalla deportazione in Babilonia sino a Cristo quattordici generazioni.
La nascita di Gesù Cristo fu in questo modo. Essendo stata la madre di lui Maria sposata a Giuseppe, prima che stessero insieme si scoprì gravida di Spirito santo. Ora Giuseppe sposo di lei, essendo uomo giusto, e non volendo esporla all’infamia, prese consiglio di segretamente rimandarla. Ma, mentre egli stava in questo pensiero, un Angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere Maria tua sposa: poiché ciò, che in essa è stato concepito, è dallo Spirito santo. Ella partorirà un figlio, cui tu porrai nome Gesù; poiché egli sarà, che libererà il suo popolo dai suoi peccati.
Tutto questo accadde, affinché si adempisse, quanto era stato detto dal Signore per mezzo del Profeta, che dice: Ecco che la Vergine concepirà: e partorirà un figli, e lo chiameranno per nome Emanuele: che interpretato significa “Dio con noi”.
Risvegliatosi dunque Giuseppe dal sonno, fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore, e prese con sé la sua sposa. Ed egli non la conosceva, sino a quando partorì il suo figliuolo primogenito, e lo chiamò per nome Gesù.

Domenica dei Progenitori

14 / 27 Dicembre 2020
Undicesima Domenica di Luca (XXIX domenica dopo Pentecoste)
Domenica dei Progenitori
Tono quarto
Santi Tirso, Leucio, Callinico, Filemone, Apollonio ed Arriano, martiri

Evangelo Mattutino VII (Gv 20, 1-10)

Prochimeno

Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza.
Benedici, anima mia, il Signore. Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato. (Ps 103, 24. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (3, 4-11)
Fratelli, quando Cristo, la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Fate dunque morire ciò che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri sfrenati e quell’avidità di guadagno che è idolatria; a motivo di questi vizi piomba l’ira di Dio sui figli della disobbedienza. Anche voi un tempo li praticaste, quando di loro vivevate. Ora però bandite anche voi tutte queste cose: collera, escandescenze, cattiveria, maldicenza, ingiurie che escono dalla vostra bocca. Non mentitevi a vicenda, poiché vi siete spogliati dell’uomo vecchio e del suo modo di agire e vi siete rivestite del nuovo, che si rinnova per una più piena conoscenza, a immagine di colui che lo ha creato: in questa condizione non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o prepuzio, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo, tutto e in tutti.

Alleluia
Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia e ti guiderà mirabilmente la tua destra.
Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità: per questo ti ha unto, o Dio, il tuo Dio con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (Ps 44, 5. 8)

Evangelo

secondo Luca (14, 16-24)
Disse il Signore questa parabola: Un uomo fece una gran cena, e invitò molti. E all’ora della cena mandò un suo servo a dire ai convitati, che andassero, perché tutto era pronto.
E principiarono tutti d’accordo a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un podere, e bisogna, che vada a vederlo: di grazia, ritienimi scusato. E un altro disse: Ho comprato cinque gioghi di buoi, e vado a provarli: di grazia, ritienimi scusato. E un altro disse: Ho preso moglie, e perciò non posso venire.
E tornato il servo riferì al suo padrone queste cose. Allora sdegnato il padrone di casa, disse al suo servo: Va’ subito per le piazze, e per le contrade della città: e porta qua dentro i mendicanti, gli storpi, i ciechi e gli zoppi. E disse il servo: Signore, si è fatto, come hai comandato, ed c’è ancora posto.
E disse il padrone al servo: Va’ per le strade, e lungo le siepi: e costringili a entrare, affinché si riempia la mia casa. Poiché vi dico che nessuno di coloro che erano stati invitati assaggerà la mia cena.

Domenica 7 / 20 Dicembre

Ventottesima domenica dopo Pentecoste (Decima di Luca)
Tono terzo
Sant’Ambrogio, vescovo di Milano
Evangelo mattutino VI: Lv 24, 36-53

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate.
Genti tutti, battete le mani, acclamate Dio con voci di esultanza. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (1, 12-18)
Fratelli, ringraziamo il Padre, che ci ha fatti capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. Egli ci ha strappati dal dominio delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del Figlio del suo amore, nel quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è l’immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione; poiché in lui tutto è stato creato in cielo e sulla terra, gli esseri visibili e gli invisibili: Troni, Signorie, Principati, Potenze. Tutto è stato creato per mezzo di lui e in vista di lui; egli è prima di tutto e tutto per lui esiste. Egli è il capo del corpo della Chiesa; egli è il principio, primogenito dai morti, così da presiedere a tutto.

Alleluia
Chi abita nell’aiuto dell’Altissimo dimorerà al riparo del Dio del cielo;
dirà al Signore: Mio sostegno sei tu e mio rifugio. Il mio Dio! Spererò in lui. (Ps 90, 7. 2)

Evangelo
secondo Luca (13, 10-17)
In quel tempo Gesù stava insegnando in una sinagoga, ed era sabato. Ed ecco una donna che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità. Era curva e non poteva raddrizzarsi del tutto. Quando Gesù la vide, la chiamò e le disse: “Donna, sei slegata dalla tua infermità”. Impose le mani su di lei e subito si raddrizzò e glorificava Dio. Intervenne allora il capo della sinagoga, adirato perché Gesù aveva curato di sabato, e disse alla folla: “Sono sei i giorni in cui si deve lavorare: venite dunque a farvi curare in quelli e non di sabato!” Il Signore gli rispose e disse: “Ipocriti! Ognuno di voi non scioglie forse di sabato il suo bue o l’asino dalla mangiatoia per portarli ad abbeverarsi? E costei, figlia di Abramo, che il Satana teneva legata da diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?” Quando diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre tutta la folla si rallegrava per tutte le cose gloriose da lui compiute.

Ventisettesima Domenica dopo Pentecoste

30 Novembre / 13 Dicembre 2017
Tredicesima Domenica di Luca (XXVII domenica dopo Pentecoste)
Tono secondo
Sant’Andrea, il Primo Chiamato

Andrea Apostolo

Evangelo Mattutino V (Lc 24, 12-35)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (6, 10-17)
Fratelli, fortificatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio per contrastare le insidie del diavolo. Infatti non lottiamo contro sangue e carne, ma contro i Principati, contro le Potenze, contro i dominatori di questo mondo oscuro, gli spiriti maligni delle regioni celesti. Indossate dunque l’armatura di Dio per resistere nel giorno malvagio e restare in piedi, dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque, avendo ai fianchi la cintura della verità, indosso la corazza della giustizia e calzati i piedi con la prontezza a diffondere il vangelo della pace; in ogni occasione imbracciando lo scudo della fede, col quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del maligno. Prendete l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Signore, salva il re ed esaudiscici nel giorno in cui ti invochiamo. (Ps 19, 2. 10)

Evangelo

secondo Luca (18, 18-27)
In quel tempo un uomo, per metterlo alla prova, chiese a Gesù: “Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre”. Egli allora disse: “Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza”. Gesù ascoltò, e gli disse: “Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi”. Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco. Gesù, vedendo ch’era diventato molto triste, disse: “Quant’è difficile per chi ha beni entrare nel regno di Dio! E’ più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”. Quelli che ascoltavano dissero: “Ma allora chi può salvarsi?” Egli allora disse: “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”.

Nona Domenica di Luca

23 Novembre / 6 Dicembre 2017
Nona Domenica di Luca (XXVI domenica dopo Pentecoste)
Tono primo
San Gregorio di Agrigento. Sant’Anfilochio di iconio

San Gregorio di Agrigento

Evangelo Mattutino IV (Lc 24, 1-12)

Prochimeno

Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (5, 8-19)
Fratelli, camminate come figli della luce – il frutto della luce è ogni sorta di bontà giustizia e verità – provando cosa è gradito al Signore. Non abbiate comunione con le opere infruttuose della tenebra ma anzi condannatele, perché di quel che essi fanno in segreto è vergogno persino parlare mentre tutte le cose condannate sono rese manifeste dalla luce: infatti tutto quel che si manifesta è luce. Perciò dice: Svègliati, tu che dormi, e risorgi dai morti e a te risplenderà Cristo. Guardate con attenzione come camminate, non come stolti ma come sapienti, comprando il tempo: poiché i giorni sono malvagi. Non siate dissennati, ma comprendete qual è la volontà del Signore. Non ubriacatevi del vino in cui c’è dissolutezza, ma riempitevi di Spirito, parlando a voi stessi con salmi, inni e canti spirituali, cantando e inneggiando al Signore nel vostro cuore.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo Cristo. (Ps 17, 48. 51)

Evangelo

secondo Luca (12, 16-21)
Disse il Signore questa parabola: “Fu produttiva assai la campagna di un uomo ricco. Discorreva tra sé, dicendo: Non ho dove raccogliere i miei raccolti, come farò? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi, vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni, e dirò all’anima mia: Anima, hai molti beni messi da parte per molti anni. Riposati, mangia, bevi e sta’ allegra. Ma Dio gli disse: Stolto! questa stessa notte ti verrà richiesta l’anima, e a chi andranno le cose che hai preparato? Così accade a chi accumula tesori per sé stesso e non si arricchisce davanti a Dio”.

Domenica 16 /29 Novembre

16 / 29 Novembre 2020
Ottava Domenica di Luca (XXV domenica dopo Pentecoste)
Tono plaghio quarto (ottavo)
Santo Apostolo ed Evangelista Matteo

Il Buon Samaritano

Evangelo Mattutino III (Mc 16, 9-20)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è conosciuto in giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (4, 1-7)
Fratelli, vi esorto – io, prigioniero per il Signore – a condurre una vita degna della vocazione con cui foste chiamati, con ogni umiltà, dolcezza e pazienza, sopportandovi a vicenda nell’amore, attenti a conservare l’unità dello spirito col vincolo della pace: un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza cui foste chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo; un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti, agisce per mezzo di tutti e dimora in tutti voi. A ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono del Cristo.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

Evangelo

secondo Luca (10, 25-37)
In quel tempo un dottore della Legge, volendo metterlo alla prova, si alzò e disse a Gesù: “Maestro, cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù allora gli disse: “Che c’è scritto nella Legge? Cosa vi leggi?” Egli rispose e disse: “Ama il Signore, Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso”. Gesù gli disse: “Hai risposto correttamente; fa’ questo e vivrai”. Ma quegli, volendo giustificare se stesso, disse a Gesù: “E chi è il mio prossimo?” Gesù rispose e disse: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, quando incappò nei briganti che lo spogliarono, lo coprirono di botte e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso scendeva per quella strada un sacerdote, lo vide e passò dall’altra parte. Allo stesso modo anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò dall’altra parte. Invece un samaritano che era in viaggio, venne presso di lui, lo vide e ne ebbe compassione. Si avvicinò e fasciò le sue ferite versandovi sopra olio e vino. Poi lo caricò sul proprio giumento, lo portò in una locanda e si prese cura di lui. L’indomani, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più te lo renderò al mio ritorno. Quale di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che si era imbattuto nei briganti?” Quello rispose: “Chi ha avuto misericordia di lui”. Gesù allora gli disse: “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”.

Orthodoxia

«Troverete il bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»

Omelia per la Natività del Metropolita Filarete di Mosca Il significato del bambino Gesù avvolto in fasce ci viene spiegato da uno degli antichi dottori cristiani. Nelle sue fasce, Gesù predice la propria sepoltura. In realtà le fasce di un neonato e il sudario dei morti erano originariamente tessute da un artigiano; la culla e […]

MESSAGGIO PER LA NATIVITÀ 2020

“Tutto il creato si rallegri, poiché ecco che il Creatore che esiste prima di tutti i secoli nasce a Betlemme e appare bambino neonato” (Canone proeortion, 23 Dic., ode 4) Cari Padri e Fratelli, figli nel Signore che è nato, Il nostro Signore Gesù Cristo è nato e la gioia irradia il mondo intero! Il […]

Insegnamenti sui pensieri impuri e sulla preghiera

di Sant’ Ambrogio di Optina 1 Qualcuno chiese allo Staretz Ambrogio di Optina: «Padre, quando, contro la mia volontà, pensieri impuri passano per la mia mente, sto peccando?» «Ascolta, figlia mia», rispose lo Staretz. «Una certa asceta, Ekaterina Seneiskaya, fu a lungo tormentata da pensieri impuri. Alla fine, Cristo la visitò e subito i pensieri […]

San Nettario di Egina

Memoria il 9 Novembre San Nettario nacque nel 1846 ed ebbe al battesimo il nome di Anastasios. Era il quinto dei sette figli di Dimos Kefalàs e di sua moglie Balou. Nato in un’umile famiglia nel quartiere greco dell’operosa cittadina di Selivria, si trasferì appena quattordicenne a Istanbul, che allora aveva ancora il suo nome […]