La comunità di Pistoia resiste

Come molti di voi già sanno, con una operazione del tutto anticanonica, il vescovo Silvano ha deciso di staccarsi dal Santo Sinodo della Chiesa dei veri cristiani ortodossi di Grecia, divenendo così di fatto scismatico. Conseguentemente a quest’atto, egli è stato destituito dalla carica di Vescovo di Luni.
Solo pochi chierici hanno accettato di seguirlo su questa strada, gli altri sono tutti rimasti fedeli al Santo Sinodo.
In occasione della festa della Natività di San Giovanni Battista, abbiamo scoperto che il vescovo ha fatto cambiare la serratura della nostra Chiesa, impedendoci di celebrare. Oltre a ciò, ha anche posto un annuncio sulla bacheca esterna, dove si dice che le funzioni sono tutte sospese fino a Settembre. Di questo atto blasfemo, il vescovo e quanti lo hanno consigliato dovranno rispondere davanti a Dio. Per questo li raccomando alle preghiere di voi tutti, perché Dio conceda loro il ravvedimento, finché ne hanno il tempo.
Va da sé che noi continueremo in un modo o in un altro, in un posto o in un altro, a celebrare.
Vi terremo informati.

Ottava Domenica di Matteo

20 Luglio / 2 Agosto 2020

Ottava Domenica dopo Pentecoste (Ottava Domenica di Matteo)
Tono grave (settimo)
Santo profeta Elia il Tesbita


Evangelo mattutino ottavo (Giovanni 20, 11-18)

Prochimeno
Il Signore darà forza al suo popolo; il Signore benedirà il popolo suo con la pace.
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore gli agnelli. (Ps 29, 11, 1)

Dalla prima epistola di Paolo ai Corinti, lettura (1, 10-17)
Fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, vi esorto: dite tutti la stessa cosa. Non vi siano tra voi scismi, siate invece tesi alla perfezione dello stesso pensiero e della stessa sentenza. Mi si è fatto sapere infatti a riguardo vostro, fratelli miei, da quelli di Cloe, che vi sono tra voi contese. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: io però sono di Paolo, Io invece sono di Apollo, e io di Cefa, e io invece di Cristo. È stato diviso Cristo? Forse Paolo è stato crocifisso per voi? Siete stati battezzati nel nome di Paolo? Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi – eccetto Crispo e Gaio – affinché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome. Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, ma degli altri non so se abbia battezzato alcuno. Cristo non mi mandò per il battesimo, ma per evangelizzare, e non in sapienza di parole, perché non sia resa vana la croce di Cristo.

Alleluia
È bene confessare al Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo,
per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte. (Ps 91, 2. 3)

Evangelo
secondo Matteo (14, 14-22)
In quel tempo Gesù vide una gran moltitudine, e fu mosso a compassione verso di loro, e sanò gl’infermi tra loro. E, facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono, dicendo: “il luogo è deserto, e l’ora è già passata; licenzia la folla, perché vadano per i villaggi e si comperino da mangiare”. Ma Gesù disse loro: “Non hannno bisogno di andarsene; date loro voi da mangiare”. Ed essi gli dissero: “Noi non abbiam qui se non cinque pani, e due pesci”. Ed egli disse: Recatemeli qua. E comandò alla folla di sdraiarsi sull’erba; poi prese i cinque pani, e i due pesci; e levati gli occhi al cielo, fece la benedizione; e, spezzati i pani, li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. E tutti mangiarono, e furon saziati; poi i discepoli levarono l’avanzo dei pezzi, dodici cesti pieni. Coloro che aveano mangiato erano intorno a cinquemila uomini, oltre alle donne ed i fanciulli. Subito appresso, Gesù costrinse i suoi discepoli a montare sulla barca, ed a passare innanzi a lui all’altra riva, mentre egli licenziava la folla.

Settima domenica di Matteo

13 / 26 luglio 2020
Settima Domenica dopo Pentecoste (Settima domenica di Matteo)
Tono sesto
Santi Padri del IV Concilio

Evangelo mattutino settimo (Giovanni 20, 1-10)

Prochimeno
Salva, Signore il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato: Dio mio, non stare in silenzio con me. (Ps 27, 9. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (15, 1-7)
Fratelli, noi forti dobbiamo portare le infermità dei deboli e non piacere a noi stessi. Ciascuno di noi piaccia al prossimo nel bene, per l’edificazione. Cristo infatti non piacque a se stesso, ma – com’è scritto – gli oltraggi di quelli che ti oltraggiano sono caduti su di me. Quanto fu scritto un tempo, lo fu per nostra istruzione perché abbiamo la speranza, in virtù della pazienza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture. Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di pensare gli uni degli altri secondo Cristo Gesù, perché con una sola voce, unanimi, glorifichiate Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò a vicenda, come Cristo vi ha accolto a gloria di Dio.

Alleluia
Chi abita nell’aiuto dell’Altissimo dimorerà al riparo del Dio del cielo;
dirà al Signore: Mio sostegno sei tu e mio rifugio. Il mio Dio! Spererò in lui. (Ps 90, 1.2)

Evangelo
secondo Matteo (9, 27-35)
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano e gridando dicevano: “Figlio di David, abbi pietà di noi!” Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù dice loro: “Credete che ho il potere di farlo?” Gli rispondono: “Sì, Signore!” Allora toccò loro gli occhi e disse: “Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: “Guardate che nessuno lo sappia”. Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione. Usciti costoro, gli presentarono un uomo muto, indemoniato. Cacciato il demonio, il muto parlò e la folla presa da stupore diceva: “Mai è apparso così in Israele!” Ma i farisei dicevano: “Caccia i demoni per mezzo del principe dei demoni”. Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità nel popolo.

Sesta Domenica di Matteo

6 / 19 Luglio 2020

Sesta Domenica dopo Pentecoste (Sesta domenica di Matteo)
San Sisoe il Grande
Tono quinto

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Evangelo mattutino sesto (Luca 24, 36-53)

Prochimeno
Tu, Signore, ci custodirai e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo; perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (12, 6-14)
Fratelli, abbiamo carismi differenti secondo la grazia riversata su di noi: si tratti di profezia, secondo il rapporto che ha con la fede; del servizio, per quanto riguarda il servizio; del maestro per quanto concerne l’insegnamento; dell’esortatore per esortare. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male, aderite al bene. Siate affettuosi nel vicendevole amore fraterno; vicendevolmente prevenitevi nella stima; non siate pigri nella sollecitudine ma ferventi nello spirito. Servite al Signore; siate lieti nella speranza, pazienti nella tribolazione, assidui nella preghiera. Siate partecipi delle necessità dei santi, praticate l’ospitalità. Benedite chi vi perseguita, benedite e non maledite.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca,
perché hai detto: In eterno la tua misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2. 3)

Evangelo
secondo Matteo (9, 1-8)
In quel tempo Gesù salì sulla barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Coraggio, figlio, i tuoi peccati sono rimessi”. Allora alcuni scribi dissero fra sé: “Costui bestemmia!” Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: “Perché pensate malvagità nel vostro cuore? Infatti, cos’è più facile, dire: Sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina? Allora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati, alzati – dice allora al paralitico – prendi il tuo letto e va’ a casa tua”. Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Festa dei Santi Pietro e Paolo

29 Giugno / 12 Luglio 2020
Quinta Domenica di Pentecoste (Quinta Domenica di Matteo)
Tono quarto
Una omelia per la Quinta Domenica di Matteo
Una omelia per la Festa dei Santi Pietro e Paolo

Evangelo mattutino quinto (Luca 24, 12-35)

Prochimeno
Per tutta la terra è uscito il loro suono e sino ai confini del mondo le loro parole.
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. (Ps 18, 5. 2)

Apostolo (dei santi)
Lettura della seconda epistola di Paolo ai Corinti (11, 21 – 12, 9)
Fratelli, se qualcuno si vanta – lo dico da pazzo – mi vanto anch’io! Sono Ebrei? Anch’io. Sono Israeliti? Anch’io. Sono seme d’Abramo? Anch’io. Sono ministri di Cristo? Io più di loro, parlo fuori di testa. Molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, oltremodo nelle percosse: spesso in pericolo di morte. Cinque volte ho ricevuto dai Giudei quaranta colpi meno uno, tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato preso a pietrate, tre volte ho fatto naufragio: a fondo ho passato una notte e un giorno. Spesso in viaggio; pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dalla mia gente, pericoli dai gentili, pericoli in città, pericoli nel deserto, pericoli in mare, pericoli con falsi fratelli; in fatiche e travagli, spesso in veglie, con fame e sete, spesso a digiuno, al freddo e al nudo. Senza parlare delle altre cose, la mia cura quotidiana: la preoccupazione per tutte le Chiese. Se ancora è necessario vantarsi, mi vanterò delle mie infermità. E Dio, Padre del Signore Gesù – sia benedetto nei secoli – sa che non mentisco. A Damasco, il governatore del re Areta montava la guardia alla città di Damasco, volendomi catturare; ma da una finestra fui calato giù in una cesta, lungo il muro, e sfuggii dalle sue mani. Bisogna vantarsi, ma non mi giova; verrò allora alle visioni e alle rivelazioni del Signore. Conosco un uomo in Cristo che quattordici anni fa (non so se col corpo, non so se fuori del corpo: lo sa Dio) fu rapito fino al terzo cielo. E so che quell’uomo (non so se nel corpo o fuori del corpo: lo sa Dio) fu rapito in paradiso e udì parole ineffabili che un uomo non può dire. Di lui mi vanterò, di me invece non mi darò vanto, se non delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi la verità; ma evito di farlo, affinché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me. E perché non insuperbisca per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana che mi schiaffeggi, perché non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore che si allontanasse da me. Mi rispose: “Ti basta la mia grazia; la mia potenza si completa nella debolezza”. Molto volentieri mi vanterò quindi ancor più delle mie debolezze, perché su di me si impianti la potenza di Cristo.

Alleluia
Confesseranno i cieli le tue meraviglie, Signore, e la tua verità nella chiesa dei santi.
Dio è glorificato nel consiglio dei santi; è grande e terribile su tutti quelli che lo circondano. (Ps 88, 6. 7)

Evangelo

(dei Santi)
secondo Matteo (16, 13-19)
In quel tempo Gesù giunse dalle parti di Cesare di Filippo e interrogava i suoi discepoli dicendo: “Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell’uomo?” Essi risposero: “Alcuni, Giovanni il Battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti”. Dice loro: “Voi chi dite che io sia?” Rispose allora Simon Pietro e disse: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Rispose allora Gesù e gli disse: “Beato sei tu, Simone Bar Iona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io ti dico che sei Pietro, e su questa pietra costruirò la mia chiesa e le porte dell’Ade non prevarranno contro di essa, A te darò le chiavi del regno dei cieli, e qualsiasi cosa legherai sulla terra sarà legata nei cieli, e qualsiasi cosa scioglierai sulla terra sarà sciolta nei cieli”.

(della Domenica)
secondo Matteo (8, 28 – 9, 1)
In quel tempo Gesù venne nel paese dei Ghergheseni e, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro due indemoniati così pericolosi che nessuno poteva più passare per quella strada. Dicevano gridando: “Che c’è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?” Lontano da loro c’era a pascolare un grande branco di porci e i demoni lo supplicarono dicendo: “Se ci cacci, mandaci in quel branco di porci!” Egli disse loro: “Andate!” Ed essi uscirono e andarono nel branco dei porci: ed ecco tutto il branco dei porci si precipitò dal dirupo nel mare e morirono nelle acque. Allora i mandriani fuggirono, andarono in città e annunciarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, avendolo visto, lo supplicarono che andasse via dai loro confini. Salito sulla barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città.

Quarta Domenica di Matteo

22 Giugno  / 5 Luglio 2020

Quarta Domenica dopo Pentecoste (Quarta domenica di Matteo)
Tono terzo
Sant’Eusebio di Samosata

Guarigione del servo del Centurione
Guarigione del servo del Centurione

Evangelo mattutino quarto (Luca 24, 1-12)

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, salmeggiate:
inneggiate al nostro re, salmeggiate. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (6, 18- 23)
Fratelli, liberati dal peccato, siete stati fatti schiavi della giustizia. Parlo in termini umani a causa della debolezza della vostra carne. Come infatti avete portato le vostre membra a essere schiave di impurità e iniquità per l’iniquità, così ora offrite le vostre membra in servizio della giustizia per la santificazione. Quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia. Quale frutto avevate allora in quelle cose di cui ora arrossite? Il loro fine infatti è la morte. Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e il fine è la vita eterna. Il salario del peccato è la morte, mentre il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo
secondo Matteo (8, 5-13)
In quel tempo Gesù entrò in Cafarnao e gli venne incontro un centurione che lo supplicava dicendo: “Signore, il mio servo giace in casa paralitico e terribilmente tormentato”. Gesù gli risponde: “Io verrò e lo guarirò”. Ma il centurione rispose dicendo: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io sono uomo sotto autorità, ma sotto di me ho soldati e dico a questo: Va’, ed egli va; e all’altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa”. All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a chi lo seguiva: “In verità vi dico che da nessuno in Israele ho trovato una tale fede. E vi dico che verranno molti da Oriente e da Occidente e si porranno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nella tenebra esterna, ove sarà pianto e digrignar di denti”. E Gesù disse al centurione: “Va’, e per te avvenga come hai creduto”. A quell’ora il giovane guarì.

Terza domenica di Matteo

15 / 28 Giugno 2020
Terza Domenica dopo Pentecoste (Terza domenica di Matteo)
Tono secondo
San Glicherio di Romania
Sant’Agostino di Ippona

Evangelo mattutino terzo (Marco 16, 9-20)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore;
e si è fatto mia salvezza. (Ps 117, 14. 18)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (5, 1-11)
Fratelli, giustificàti per la fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Grazie a lui abbiamo avuto nella fede l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci gloriamo, nella speranza della gloria di Dio. Non solo: ci gloriamo perfino nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una fedeltà a tutta prova, la fedeltà provata la speranza. La speranza poi non delude, poiché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato. Inoltre, infatti, quando eravamo ancora infermi, al tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, è difficile che qualcuno sia disposto a morire per un giusto; per un buono forse uno osa anche morire. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perché, essendo ancora peccatori, Cristo morì per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, da nemici, siamo stati riconciliati con Dio in virtù della morte del Figlio suo, quanto più, da riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione; ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Ps 19, 2. 27, 9)

Evangelo
secondo Matteo (6, 22-33)
Disse il Signore: “Lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanta tenebra! Nessuno può servire a due padroni: o odierà uno e amerà l’altro, o si attaccherà a uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a Mammona. Perciò vi dico: non affannatevi per la vostra vita, cosa mangiare o cosa bere, e neanche per il vostro corpo, cosa indossare; la vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Voi non contate più di loro? E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un solo cubito alla sua statura? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, quanto più voi, gente di poca fede! Non affannatevi dunque dicendo: Che mangiamo? Che beviamo? Che indossiamo? Tutte queste cose le cercano i gentili; il Padre vostro celeste infatti sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate invece prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno messe davanti”.

Seconda Domenica di Matteo

8 / 21 Giugno 2020
Seconda Domenica di Matteo (domenica II dopo Pentecoste)
Domenica dei Santi Ortodossi glorificati in terra d’Italia [qui una omelia]

Tono primo

AL MATTUTINO

Evangelo mattutino II (Marco 16 1-8)

ALLA LITURGIA

Prochimeno
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (2, 10-16)
Fratelli, gloria e onore e pace a chiunque operi il bene, sia Giudeo in primo luogo che Greco: presso Dio, infatti, non c’è preferenza di persona. Quelli che senza la Legge hanno peccato, moriranno senza legge; quelli nella Legge che hanno peccato, saranno giudicati per mezzo della legge. Giusti davanti a Dio non sono quelli che ascoltano la Legge: sarà giustificato chi opera la legge. Infatti, quando i gentili che non hanno la Legge fanno secondo natura le opere della Legge, essi che non hanno la Legge sono legge a sé stessi. Essi dimostrano che l’opera della Legge è scritta nei loro cuori, dato che la loro coscienza rende testimonianza e i loro ragionamenti si accusano o si difendono tra di loro nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini secondo il mio vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo Cristo. (Ps 17, 48. 51)

EVANGELO
secondo Matteo (4, 18-23)
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, detto Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, infatti erano pescatori. E disse loro: “Seguitemi e vi farò pescatori di uomini.” Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che insieme con Zebedeo, loro padre, aggiustavano le loro reti sulla barca. Li chiamò ed essi, lasciata la barca e loro padre, subito lo seguirono. E Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia ed ogni infermità nel popolo.

Evangelo per i Santi (Matteo 4,25 – 5, 12)
E molte folle lo seguirono anche dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Aprì bocca, e li ammaestrava dicendo:
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati gli affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati i pacificatori, poiché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa di giustizia, perché è loro il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Domenica di tutti i Santi

1 /14 Giugno 2020
Prima Domenica di Matteo (domenica I dopo Pentecoste)
Si fa memoria di tutti i Santi
Tono plagale quarto (ottavo)
Vigilia del Digiuno dei Santi Apostoli

AL MATTUTINO

Evangelo mattutino I (Matteo 28, 16-20)
In quel tempo gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, lo adorarono, alcuni però dubitavano. Avvicinatosi, Gesù parlò loro dicendo: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e fate mie discepole tutte le genti, immergendole nel nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo”. Amin.

ALLA LITURGIA

Prochimeno
Mirabile è Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.
Nelle chiese benedite Dio, il Signore dalle fonti d’Israele. (67, 36. 27)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 33 – 12, 2)
Fratelli, tutti i santi per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Alleluia
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati.
Molte le tribolazioni dei giusti, ma da tutte le libererà il Signore. (33, 18. 20)

EVANGELO
secondo Matteo (10, 32-33. 37-38. 19, 27-30)
Disse il Signore ai suoi discepoli: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e mi segue, non è degno di me”. Allora Pietro rispose e gli disse: “Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che ne sarà dunque a noi?” E Gesù disse loro: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo siederà sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. E chi ha lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per il mio nome, riceverà il centuplo e avrà in eredità la vita eterna. Molti primi saranno ultimi e gli ultimi primi”.

Domenica di Pentecoste

25 Maggio / 7 Giugno 2020
Domenica di Pentecoste

AL MATTUTINO

Evangelo secondo Giovanni (20, 19-23)
La sera di quello stesso giorno, il primo giorno della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per paura dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!” Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli si rallegrarono vedendo il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha inviato me, anch’io mando voi”. Detto questo, soffiò e dice loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimettete i peccati, sono stati rimessi; a chi li ritenete, sono stati ritenuti”.

ALLA LITURGIA

APOSTOLOS

Prochimeno
Per tutta la terra è uscito il loro suono e sino ai confini del mondo le loro parole.
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. (Ps 18, 5. 2)

Lettura degli Atti degli Apostoli (2, 1-11)
Al compiersi del giorno della Pentecoste, tutti gli apostoli erano insieme nello stesso luogo. D’improvviso ci fu dal cielo un suono, come l’irrompere di un soffio violento, che riempì tutta la casa dove erano seduti – apparvero loro distinte lingue come di fuoco – e si posò su ciascuno di loro. Tutti furono ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei, uomini devoti da tutte le nazioni che sono sotto il cielo. Al prodursi di quella voce, si radunò una gran folla, turbata perché ognuno li udiva parlare nella propria lingua. Fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono Galilei? Come mai ciascuno di noi li ode parlare nella propria lingua nativa? Parti, Midi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle regioni della Libia presso Cirene, Romani residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, li sentiamo parlare nelle nostre lingue delle grandezze di Dio”.

Alleluia
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli; e dallo spirito della sua bocca tutte le loro schiere.
Dal cielo ha guardato il Signore; ha visto tutti i figli degli uomini. (Ps 32, 6. 13)

EVANGELO
secondo Giovanni (7, 37-52. 8, 12)
Nell’ultimo giorno, quello grande della festa, Gesù stava in piedi e gridò dicendo: “Se qualcuno ha sete venga a me e beva chi crede in me; come ha detto la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo grembo”. Questo egli disse dello Spirito che i credenti in lui stavano per ricevere: infatti non c’era ancora lo Spirito Santo, perché Gesù non era stato ancora glorificato. All’udire queste parole, alcuni fra la folla dicevano: “Questi è davvero il profeta!”; altri dicevano: “Questi è il Cristo!”; altri invece dicevano: “Ma il Cristo viene dalla Galilea? Non ha detto la Scrittura che il Cristo viene dal seme di David e da Betlemme, il villaggio dov’era David?” E ci fu dissenso tra la folla a causa di lui. Alcuni di loro volevano prenderlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto?” Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato così!” Ma i farisei replicarono loro: “Anche voi siete stati ingannati? Gli ha creduto qualcuno fra i capi o fra i farisei? Ma questa folla che non conosce la Legge! Sono maledetti!” Nicodemo, uno di loro, che era andato da Gesù di notte, dice loro: “La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere cosa fa?” Risposero e gli dissero: “Sei anche tu della Galilea? Studia e vedi che non sorge profeta dalla Galilea!” E Gesù parlava di nuovo, dicendo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nella tenebra, ma avrà la luce della vita”.

Orthodoxia

Preghiera per i nemici

del Vescovo Nicolaj (Velimirovic) di Zica e Ochrid Benedici i miei nemici, Signore! Anch’io li benedico e non li maledico. I nemici mi hanno spinto di più tra le Tue braccia dei miei amici. Gli amici mi legano alla terra, i nemici mi slegano e distruggono tutte le mie speranze in questo mondo.

«Lucerna del corpo è l’occhio»

di San Cromazio di Aquileia 1. Dopo aver istruito i suoi discepoli con abbondanti e divini insegnamenti, il Signore e Salvatore nostro disse nella presente lettura, come avete sentito,miei cari: L’occhio è la lucerna del corpo. Quindi, se il tuo occhio è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato; se poi il tuo occhio è […]

Domenica dei Santi ortodossi d’Italia

Omelia per la seconda Domenica di Matteo (Tutti i santi glorificati in Italia) del p. Daniele Marletta Letture: Apostolos: Rm 2, 10-16 Evangelo: Mt 4, 18-23 In Italia gli ortodossi sono una minoranza. Bisogna però anche dire che sono una minoranza significativa, attualmente sono la seconda confessione religiosa presente nel nostro Paese. Ciononostante molti italiani […]

Il Monastero dei Santi Cipriano e Giustina

di Sua Eminenza, il Metropolita Cipriano di Oropos e Filì (1935-2013) Nota del webmaster Il 17 Maggio 2013 (secondo il calendario ecclesiastico), ovvero esattamente sette anni fa, si addormentava nel Signore il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì. Era un uomo spirituale e di grande moderazione, sempre alla ricerca della via regale, contrario a ogni eccesso e […]