Ultime dal Blog: Qoelet

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Pregare con l’anima e il corpo

La Chiesa così ci ricorda, ancora una volta, che non è l’esattezza delle pratiche religiose a fare di noi dei veri cristiani, ma la nostra vita tutta intera. Non si può essere cristiani solo col corpo o solo con l’anima: parafrasando Sant’Agostino, se non diventiamo spirituali anche nel corpo diventeremo carnali anche nell’anima.

“Ritornate, figli traviati”

“Un abisso invoca un altro abisso”. L’abisso di sventura e peccato invoca l’abisso di misericordia. Per questa seconda domenica del Triodion, la Chiesa prescrive la lettura di un’altra parabola, un’altra indicazione per la via del Regno, quella del figlio dissoluto (detta da alcuni  “Parabola del padre misericordioso”).

Dio resiste ai superbi

Oggi comincia il tempo del Triodion, cioè il periodo che ci porta alla Pasqua. Queste sono le prime domeniche, quelle prequaresimali, che servono a introdurci ai temi della Quaresima e ad insegnarci il modo di affrontare questo cammino quaresimale di avvicinamento alla Pasqua. In questa prima Domenica del Triodion si legge la Parabola del fariseo e del pubblicano.

Settima domenica di Matteo

2 / 15 luglio 2018
Settima Domenica dopo Pentecoste (Settima domenica di Matteo)
Tono sesto
Deposizione della sacra veste della Tuttasanta Deipara e Sempre Vergine Maria

Evangelo mattutino settimo (Giovanni 20, 1-10)

Prochimeno
Salva, Signore il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato: Dio mio, non stare in silenzio con me. (Ps 27, 9. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (15, 1-7)
Fratelli, noi forti dobbiamo portare le infermità dei deboli e non piacere a noi stessi. Ciascuno di noi piaccia al prossimo nel bene, per l’edificazione. Cristo infatti non piacque a se stesso, ma – com’è scritto – gli oltraggi di quelli che ti oltraggiano sono caduti su di me. Quanto fu scritto un tempo, lo fu per nostra istruzione perché abbiamo la speranza, in virtù della pazienza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture. Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di pensare gli uni degli altri secondo Cristo Gesù, perché con una sola voce, unanimi, glorifichiate Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò a vicenda, come Cristo vi ha accolto a gloria di Dio.

Alleluia
Chi abita nell’aiuto dell’Altissimo dimorerà al riparo del Dio del cielo;
dirà al Signore: Mio sostegno sei tu e mio rifugio. Il mio Dio! Spererò in lui. (Ps 90, 1.2)

Evangelo
secondo Matteo (9, 27-35)
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano e gridando dicevano: “Figlio di David, abbi pietà di noi!” Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù dice loro: “Credete che ho il potere di farlo?” Gli rispondono: “Sì, Signore!” Allora toccò loro gli occhi e disse: “Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: “Guardate che nessuno lo sappia”. Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione. Usciti costoro, gli presentarono un uomo muto, indemoniato. Cacciato il demonio, il muto parlò e la folla presa da stupore diceva: “Mai è apparso così in Israele!” Ma i farisei dicevano: “Caccia i demoni per mezzo del principe dei demoni”. Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità nel popolo.

Sesta Domenica di Matteo

25 Giugno / 8 Luglio 2018
Sesta Domenica dopo Pentecoste (Sesta domenica di Matteo)
Tono quinto
Santa Partenomartire Febronia di Nisibe

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Evangelo mattutino sesto (Luca 24, 36-53)

Prochimeno
Tu, Signore, ci custodirai e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo; perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (12, 6-14)
Fratelli, abbiamo carismi differenti secondo la grazia riversata su di noi: si tratti di profezia, secondo il rapporto che ha con la fede; del servizio, per quanto riguarda il servizio; del maestro per quanto concerne l’insegnamento; dell’esortatore per esortare. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male, aderite al bene. Siate affettuosi nel vicendevole amore fraterno; vicendevolmente prevenitevi nella stima; non siate pigri nella sollecitudine ma ferventi nello spirito. Servite al Signore; siate lieti nella speranza, pazienti nella tribolazione, assidui nella preghiera. Siate partecipi delle necessità dei santi, praticate l’ospitalità. Benedite chi vi perseguita, benedite e non maledite.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca,
perché hai detto: In eterno la tua misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2. 3)

Evangelo
secondo Matteo (9, 1-8)
In quel tempo Gesù salì sulla barca, passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Coraggio, figlio, i tuoi peccati sono rimessi”. Allora alcuni scribi dissero fra sé: “Questo bestemmia!” Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: “Perché pensate malvagità nel vostro cuore? Infatti, cos’è più facile, dire: Sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina? Allora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati, alzati – dice allora al paralitico – prendi il tuo letto e va’ a casa tua”. Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Quinta Domenica di Matteo

18 Giugno / 1 Luglio 2018
Quinta Domenica dopo Pentecoste (Quinta domenica di Matteo) (qui un’omelia)
Tono quarto
Santi Martiri Leonzio, Ipazio e Teodulo

Evangelo mattutino quinto (Luca 12, 12-35)

Prochimeno
Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza.
Benedici, anima mia, il Signore. Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato. (Ps 103, 24. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (10, 1-10)
Fratelli, il desiderio del mio cuore e la preghiera salgono a Dio per la salvezza d’Israele: testimonio per loro che hanno zelo per Dio, ma non secondo conoscenza. Poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria giustizia, non si sottomisero alla giustizia di Dio. Ora il culmine della Legge è Cristo, per giustizia a ogni credente. Mosè infatti scrive sulla giustizia dalla Legge: L’uomo che fa queste cose, vivrà per esse. Invece della giustizia dalla fede dice: Non dire in cuor tuo: Chi salirà al cielo? nel senso di farne scendere Cristo. Oppure: Chi scenderà nell’abisso? nel senso di far risalire Cristo dai morti. Ma che dice? La parola è vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore. Questa è la parola della fede che noi predichiamo: se professerai con la tua bocca Gesù come Signore, e crederai nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Col cuore infatti si crede per la giustizia, con la bocca si professa per la salvezza.
Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia; e ti guiderà mirabilmente la tua destra.

Alleluia
Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità: per questo ti ha unto, o Dio, il tuo Dio con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (Ps 44, 5. 8)

Evangelo
secondo Matteo (8, 28 – 9, 1)
In quel tempo Gesù venne nel paese dei Ghergheseni e, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro due indemoniati così pericolosi che nessuno poteva più passare per quella strada. Dicevano gridando: “Che c’è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?” Lontano da loro c’era a pascolare un grande branco di porci e i demoni lo supplicarono dicendo: “Se ci cacci, mandaci in quel branco di porci!” Egli disse loro: “Andate!” Ed essi uscirono e andarono nel branco dei porci: ed ecco tutto il branco dei porci si precipitò dal dirupo nel mare e morirono nelle acque. Allora i mandriani fuggirono, andarono in città e annunciarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, avendolo visto, lo supplicarono che andasse via dai loro confini. Salito sulla barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città.

Quarta Domenica di Matteo

11 / 24 Giugno 2018
Quarta Domenica dopo Pentecoste (Quarta domenica di Matteo)
Tono terzo
Santi Apostoli Bartolomeo e Barnaba

Guarigione del servo del Centurione

Evangelo mattutino quarto (Luca 24, 1-12)

Prochimeno
Salmeggiate al nostro Dio, salmeggiate:
salmeggiate al nostro re, salmeggiate. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (6, 18- 23)
Fratelli, liberati dal peccato, siete stati fatti schiavi della giustizia. Parlo in termini umani a causa della debolezza della vostra carne. Come infatti avete portato le vostre membra a essere schiave di impurità e iniquità per l’iniquità, così ora offrite le vostre membra in servizio della giustizia per la santificazione. Quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia. Quale frutto avevate allora in quelle cose di cui ora arrossite? Il loro fine infatti è la morte. Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e il fine è la vita eterna. Lo stipendio del peccato è la morte, mentre il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo
secondo Matteo (8, 5-13)
In quel tempo Gesù entrò in Cafarnao e gli venne incontro un centurione che lo supplicava dicendo: “Signore, il mio giovane giace in casa paralitico e terribilmente tormentato”. Gesù gli risponde: “Io verrò e lo guarirò”. Ma il centurione rispose dicendo: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; soltanto dici con la parola e il mio giovane sarà guarito. Perché anch’io sono uomo sotto autorità, ma sotto di me ho soldati e dico a questo: Va’, ed egli va; e all’altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa”. All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a chi lo seguiva: “In verità vi dico che da nessuno in Israele ho trovato una tale fede. E vi dico che verranno molti da Oriente e da Occidente e si porranno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nella tenebra esterna, ove sarà pianto e digrignar di denti”. E Gesù disse al centurione: “Va’, e per te avvenga come hai creduto”. A quell’ora il giovane guarì.

Terza Domenica di Matteo

4 / 17 Giugno 2018
Terza Domenica dopo Pentecoste (Terza domenica di Matteo)
Tono secondo
San Metrofane, Patriarca di Costantinopoli

Evangelo mattutino terzo (Marco 16, 9-20)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore;
e si è fatto mia salvezza. (Ps 117, 14. 18)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (5, 1-11)
Fratelli, giustificàti per la fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Grazie a lui abbiamo avuto nella fede l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci gloriamo, nella speranza della gloria di Dio. Non solo: ci gloriamo perfino nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una fedeltà a tutta prova, la fedeltà provata la speranza. La speranza poi non delude, poiché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato. Inoltre, infatti, quando eravamo ancora infermi, al tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, è difficile che qualcuno sia disposto a morire per un giusto; per un buono forse uno osa anche morire. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perché, essendo ancora peccatori, Cristo morì per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, da nemici, siamo stati riconciliati con Dio in virtù della morte del Figlio suo, quanto più, da riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione; ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Ps 19, 2. 27, 9)

Evangelo
secondo Matteo (6, 22-33)
Disse il Signore: “Lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanta tenebra! Nessuno può servire a due padroni: o odierà uno e amerà l’altro, o si attaccherà a uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mamonà. Perciò vi dico: non affannatevi per la vostra vita, cosa mangiare o cosa bere, e neanche per il vostro corpo, cosa indossare; la vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Voi non contate più di loro? E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un solo cubito alla sua statura? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, quanto più voi, gente di poca fede! Non affannatevi dunque dicendo: Che mangiamo? Che beviamo? Che indossiamo? Tutte queste cose le cercano i gentili; il Padre vostro celeste infatti sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate invece prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno messe davanti”.

Festa della Pentecoste e Sant’Alessandro

 

Pentecoste Sant'Alessandro

Quest’anno coincidono la Festa della Pentecoste e quella di Sant’Alessandro, Patrono della nostra Diocesi e del quale abbiamo le venerate reliquie.
Ecco qui di seguito il programma di massima.

 

Sabato 13 / 26 Maggio

Alle ore 18, 00 arrivo delle Reliquie di Sant’Alessandro in Chiesa.
Seguirà la Veglia, con la benedizione dell’olio e dell’acqua.

Domenica 14 / 27 Maggio

Ore 9,00 Officio delle Ore terza e sesta
Ore 9, 30 Divina Liturgia

Alla fine della Liturgia, le sacre reliquie saranno ricondotte al Monastero di San Serafino

A partire della 15,30 al Monastero:
Ricevimento del Principe S. Cernetic
Lectio Magistralis tenuta dal prof Brandi Cardasco Salmena dell’Università di Urbino
Consegna di onorificenze.
Vi ricordiamo che è appena uscito l’ultimo numero di Luce Vita

Domenica delle Mirofore

9 / 22 Aprile 2018
Terza Domenica di Pasqua
Memoria delle Sante donne Mirofore, del giusto Giuseppe di Arimatea e di Nicodemo
Tono secondo

Le Donne Mirofore

Evangelo Mattutino terzo (Mc 16, 9-20)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore, e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore, ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura degli Atti degli apostoli (6, 1-7)
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, fra gli Ellenisti ci fu mormorio contro gli Ebrei, perché nel quotidiano servizio venivano trascurate le loro vedove. Allora i Dodici convocarono la moltitudine dei discepoli e dissero: “Non si può accettare che noi abbandoniamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Fratelli, prendete dunque in esame sette uomini tra di voi di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, che stabiliremo per questo bisogno. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della parola”. Il discorso piacque a tutti e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiochia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani. La parola di Dio cresceva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti obbediva alla fede.
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione. ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Signore, salva il re ed esaudisci noi nel giorno in cui ti invochiamo. (Ps 19, 2. 10)

 

Evangelo
secondo Marco (15, 43 – 16, 8)
In quel tempo venne Giuseppe d’Arimatea, nobile Consigliere che aspettava anche lui il regno di Dio. Fattosi coraggio, andò da Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che già fosse morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da molto tempo. Informato dal centurione, donò il cadavere a Giuseppe.
Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù, lo avvolse nel lenzuolo e lo depose nel sepolcro che era scavato nella roccia; poi fece rotolare una pietra sull’entrata del sepolcro. Intanto Maria Maddalena e Maria madre di Iosì stavano a osservare dove veniva deposto. Trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salome comprarono aromi per andare a ungerlo. Di buon mattino, il giorno uno della settimana, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via la pietra dall’entrata del sepolcro?” Ma, guardando in su, videro che la pietra era stata rotolata via, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, rivestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E` risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”. Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro piene di timore e spavento, e non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.

Orari delle Funzioni pasquali 2018

Salvo dove diversamente specificato, le Funzioni si tengono nella Chiesa in Piazza San Francesco 14 / 16

Sabato 18/ 31 Marzo
Veglia e benedizione delle palme

19 Marzo / 1 Aprile Ingresso del Signore in Gerusalemme
(Domenica delle Palme)
Ore 09,00 Officio delle Ore
Ore 09,30 Divina Liturgia

Ore 17,00 Catechesi, seguita da
Ore 18,30 – Mattutino dello Sposo. (al Monastero di san Serafino)

Grande e Santa Settimana della Passione

20 Marzo / 2 Aprile – Grande e Santo Lunedi
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. (Alla stessa ora l’Officio si tiene anche al Monastero di San Serafino di Sarov)

21 Marzo / 3 Aprile – Grande e Santo Martedì.
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. (Alla stessa ora l’Officio si tiene anche al Monastero di San Serafino di Sarov)

22 Marzo/ 4 Aprile Grande e Santo Mercoledì
Ore 21,00 – Officio dell’olio santo ( Evcheleo – Maslosoborovanje – Slujba Sfîntului Maslu )

23 Marzo / 5 Aprile – Santo e Grande Giovedì nella Cena del Signore
Dalle ore 17 il Vescovo Silvano e il Parroco sono disponibili per le confessioni dei fedeli fino all’inizio della celebrazione.
Ore 20,30: Ora Nona, Tipici, Vespro e Divina Liturgia Pontificale “nella Cena del Signore

I fedeli, se lo desiderano, portino in questa sera piante, fiori e lumi per addobbare il Sepolcro

24 Marzo / 6 Aprile: Santo e Grande Venerdì della Passione e Morte del Signore Grande digiuno Pasquale
Ore 15,30: Vespro della Morte del Signore e deposizione della Sindone
Ore 21,00 Mattutino e processione della Sindone.

25 Marzo / 7 Aprile– Santo e Grande Sabato e Annunciazione della Tuttasanta Deipara.
Ore 10,00 Vespro e Divina Liturgia di San Basilio
Dalle ore 19,00 fino alla celebrazione c’è disponibilità per le Confessioni, in Chiesa ed al Monastero. In Chiesa sarà il Parroco, al Monastero il Vescovo.

Ore 23,00 Officio di Mezzanotte. Rito della Luce, annunzio della resurrezione e Mattutino.
26 Marzo / 8 Aprile: Santa e Grande PASQUA del SIGNORE, FESTA DELLE FESTE, SOLENNITÁ delle SOLENNITÁ.
A Mezzanotte circa: Divina liturgia con assistenza del Vescovo dal trono a cui seguiranno la Benedizione dell’Àrtos e dei Cibi Pasquali. è desiderabile che tutti i fedeli che non ne sono esclusi ricevano la Santa Comunione.

Ore 11,30 Vespro dell’Amore, con distribuzione della Comunione a chi non abbia potuto comunicare durante la Liturgia notturna.

RECAPITI

Parroco: p. Daniele Marletta
cell: 347 6080991
gyblos@gmail.com

Monastero di San Serafino di Sarov
Via di Lizzanello, San Felice di Pistoia
0573 41041

Ingresso del Signore a Gerusalemme

18 Marzo / 1 Aprile 2018
Ingresso del Signore a Gerusalemme

Ingresso del Signore a Gerusalemme

Evangelo Mattutino (Mt 21, 1-11; 15-17)

Prochimeno
Benedetto colui che viene nel nome del Signore: il Signore è Dio e ha rifulso su di noi.
Confessate al Signore, perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia. (Ps 117, 26-27. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Filippesi (4, 4-9)
Fratelli, rallegratevi nel Signore sempre; ve lo ripeto: rallegratevi. La vostra amabilità sia nota a tutti gli uomini: il Signore è vicino! Non preoccupatevi di nulla, ma in ogni necessità fate sapere a Dio le vostre richieste con la preghiera, la supplica e l’azione di grazie. E la pace di Dio, che oltrepassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Del resto, fratelli, tutto ciò che è vero, tutto ciò che è onesto, tutto ciò che è giusto, tutto ciò che è puro, tutto ciò che è gradito, tutto ciò che è lodevole – se c’è qualche virtù e qualche lode – questo considerate. Mettete in pratica quello che avete imparato, ricevuto, udito e visto in me. E il Dio della pace sarà con voi.

Alleluia
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha fatto meraviglie il Signore:
tutti i confini della terra hanno veduto la Salvezza del nostro Dio. (Ps 97, 1. 3)

Evangelo
secondo Giovanni (12, 1-18)
Sei giorni prima della Pasqua Gesù andò a Betania, dov’era Lazzaro, il morto che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei suoi commensali. Maria allora, presa una libra di unguento di nardo genuino, prezioso, unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda di Simone, l’Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per consegnarlo, dice: “Perché questo unguento non si è venduto per trecento denari e non è dato ai poveri?” Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quel che vi mettevano. Gesù allora disse: “Lasciala, perché lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. Intanto gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese i rami di palme e uscì incontro a lui gridando: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!” Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina. Dapprima i suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui e che queste cose avevano fatto. Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza. Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto il segno.

Quinta Domenica di Quaresima

12 / 25 Marzo 2018
Quinta Domenica della Grande Quaresima
(di Santa Maria Egiziaca – leggi la sua vita)
Tono primo

Evangelo Mattutino IX (GV 20, 19-31)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è conosciuto in Giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (9, 11-14)
Fratelli, Cristo è apparso come gran sacerdote dei beni futuri, attraverso la tenda più grande e più perfetta, non manufatta, cioè non di questa creazione, non mediante sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue entrò nel santuario una volta per tutte, avendo conseguito una redenzione eterna. Infatti se il sangue di capri e di tori e cenere di vacca aspersa sui contaminati li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – che, mosso da Spirito eterno, ha offerto se stesso senza macchia a Dio – purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire al Dio vivente!

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

 

Evangelo
secondo Marco (10, 32-45)
In quel tempo Gesù prese i suoi dodici discepoli e cominciò a dir loro quel che gli sarebbe accaduto: “Ecco, saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno alle genti. Lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, ma al terzo giorno risusciterà”. E gli si avvicinano Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, vogliamo che tu ci faccia quel che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?” Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno a destra e uno a sinistra”. Gesù disse loro: “Non sapete cosa chiedete. Potete bere il calice che io bevo o essere immersi nell’immersione in cui io sono immerso?” Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e anche voi sarete immersi con quell’immersione in cui io sono immerso. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me darlo: è per coloro per i quali è preparato”. All’udire questo, i dieci cominciarono a sdegnarsi di Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, dice loro: “Voi sapete che quelli che si credono capi delle nazioni le spadroneggiano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non sarà così ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita a riscatto di molti”.

Orthodoxia

La Via della Filosofia secondo Cristo

  † Sua Eminenza, il Metropolita Cipriano di Oropos e Filì La Via della Filosofia secondo Cristo “Una santa combinazione: amore ed umiltà” Nulla il Diavolo ha in odio quanto l’amore tra fratelli e sorelle in Cristo, l’armonia, la pace, l’unità e la concordia. Egli è sempre vigile, macchinando le più incredibili azioni, pur di […]

San Giovanni di Shangai e San Francisco: Cosa intendiamo per “ortodosso”?

“Quando chiamiamo qualcuno o qualcosa “ortodosso” noi con questo semplice fatto indichiamo il suo essere cristiano in mondo non contraffatto ed incorrotto, rigettando nello stesso tempo ciò che si appropria falsamente del nome di Cristo.”

Messaggio Pasquale 2018

“Non spaventarti; Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente.
Ero morto, e ora sono vivo per i secoli dei secoli”
Breve messaggio pasquale dell’Arcivescovo Kallinikos di Atene.