Ultime dal Blog: Qoelet

Nel segno della falsificazione storica

Originally posted on Come la pioggia:
? di Daniele Marletta Catherine Nixey, Nel nome della croce. La distruzione del mondo classico, Bollati Boringhieri 2018 Un libro dal titolo commercialmente accattivante, ma che è nei contenuti addirittura peggiore delle aspettative. Nel risvolto di copertina si dice che chi lo ha scritto avrebbe studiato “Storia e Letteratura…

Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

  Negli ultimi giorni, due notizie (distinte tra loro ma pur collegate in un certo senso, come vedremo) hanno portato alla ribalta la situazione del Patriarcato di Costantinopoli. La prima riguarda un suo problema interno: a quanto pare, da ora in poi il Patriarcato ecumenico approverà regolarmente le seconde nozze dei preti lasciati dalle mogli […]

Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Orario delle Celebrazioni pasquali 2019

Salvo dove diversamente specificato, le Funzioni si tengono nella Chiesa in Piazza San Francesco 14 / 16

7 / 20 Aprile
Ore 18,00 Veglia e benedizione delle palme

8 / 21 Aprile Domenica delle Palme
Ore 09,00 Officio delle Ore
Ore 09,30 Divina Liturgia

Ore 18,30 – Mattutino dello Sposo con omelia. Al Monastero di s. Serafino di Sarov

Grande e Santa Settimana della Passione

9 / 22 Aprile – Grande e Santo Lunedì.
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. Al Monastero di San Serafino di Sarov

10 / 23 Aprile – Grande e Santo Martedì.
Ore 21,00 Mattutino dello Sposo. Al Monastero di San Serafino di Sarov

11 /24 Aprile Grande e Santo Mercoledì
Ore 21,00 – Officio dell’olio santo ( Evcheleo – Maslosoborovanje – Slujba Sfîntului Maslu )

Sacro Triduo pasquale della Morte, Discesa agli Inferi e Resurrezione

12 /25 Aprile – Santo e Grande Giovedì nella Cena del Signore
Dalle ore 17 il Vescovo Silvano e il Parroco sono disponibili per le confessioni dei fedeli fino all’inizio della celebrazione.
Ore 20,30: Ora Nona, Tipici, Vespro e Divina Liturgia “nella Cena del Signore”

I fedeli, se lo desiderano, portino in questa sera piante, fiori e lumi per addobbare il Sepolcro

13 / 26 Aprile: Santo e Grande Venerdì della Passione e Morte del Signore
Grande digiuno Pasquale
Ore 15,30: Vespro della Morte del Signore e deposizione della Sindone.
Ore 21,00: Mattutino e processione della Sindone.

14 / 27 Aprile Santo e Grande Sabato.
Ore 10,00 Vespro e Divina Liturgia Archieratica di San Basilio
Dalle ore 19,00 fino alla celebrazione c’è disponibilità per le Confessioni, in Chiesa ed al Monastero. In Chiesa sarà il Parroco, al Monastero il Vescovo.

Ore 23,00 Officio di Mezzanotte. Rito della Luce, annunzio della resurrezione e Mattutino.

15 /28 Aprile : Santa e Grande PASQUA del SIGNORE, FESTA DELLE FESTE, SOLENNITÁ delle SOLENNITÁ.

  • A Mezzanotte circa: Divina Liturgia a cui seguiranno la Benedizione dell’Àrtos e dei Cibi Pasquali. è desiderabile che tutti i fedeli che non ne sono esclusi ricevano la Santa Comunione.

  • Ore 11,30 Vespro dell’Amore, con distribuzione della Comunione a chi non abbia potuto comunicare durante la Liturgia notturna.

RECAPITI

Parroco: p. Daniele Marletta

cell: 347 6080991

gyblos@gmail.com

Monastero di San Serafino di Sarov

Via di Lizzanello, San Felice di Pistoia

0573 41041

Domenica delle Palme 2019

8 / 21 Aprile 2019
Ingresso del Signore a Gerusalemme

Ingresso del Signore a Gerusalemme

Evangelo Mattutino (Mt 21, 1-11; 15-17)

Prochimeno
Benedetto colui che viene nel nome del Signore: il Signore è Dio e ha rifulso su di noi.
Confessate al Signore, perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia. (Ps 117, 26-27. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Filippesi (4, 4-9)
Fratelli, rallegratevi nel Signore sempre; ve lo ripeto: rallegratevi. La vostra amabilità sia nota a tutti gli uomini: il Signore è vicino! Non preoccupatevi di nulla, ma in ogni necessità fate sapere a Dio le vostre richieste con la preghiera, la supplica e l’azione di grazie. E la pace di Dio, che oltrepassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Del resto, fratelli, tutto ciò che è vero, tutto ciò che è onesto, tutto ciò che è giusto, tutto ciò che è puro, tutto ciò che è gradito, tutto ciò che è lodevole – se c’è qualche virtù e qualche lode – questo considerate. Mettete in pratica quello che avete imparato, ricevuto, udito e visto in me. E il Dio della pace sarà con voi.

Alleluia
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha fatto meraviglie il Signore:
tutti i confini della terra hanno veduto la Salvezza del nostro Dio. (Ps 97, 1. 3)

Evangelo
secondo Giovanni (12, 1-18)
Sei giorni prima della Pasqua Gesù andò a Betania, dov’era Lazzaro, il morto che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei suoi commensali. Maria allora, presa una libra di unguento di nardo genuino, prezioso, unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda di Simone, l’Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per consegnarlo, dice: “Perché questo unguento non si è venduto per trecento denari e non è dato ai poveri?” Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quel che vi mettevano. Gesù allora disse: “Lasciala, perché lo ha conservato per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. Intanto gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù. Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese i rami di palme e uscì incontro a lui gridando: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!” Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina. Dapprima i suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui e che queste cose avevano fatto. Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva testimonianza. Anche per questo la folla gli andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto il segno.

Quinta Domenica della Grande Quaresima

1 /14 Aprile  2018
Quinta Domenica della Grande Quaresima
(di Santa Maria Egiziaca – leggi la sua vita)
[una omelia per questa domenica]
Tono plaghio primo (quinto)

Evangelo Mattutino II (Marco 16, 1-8)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è conosciuto in Giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (9, 11-14)
Fratelli, Cristo è apparso come gran sacerdote dei beni futuri, attraverso la tenda più grande e più perfetta, non manufatta, cioè non di questa creazione, non mediante sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue entrò nel santuario una volta per tutte, avendo conseguito una redenzione eterna. Infatti se il sangue di capri e di tori e cenere di vacca aspersa sui contaminati li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – che, mosso da Spirito eterno, ha offerto se stesso senza macchia a Dio – purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire al Dio vivente!

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

 

Evangelo
secondo Marco (10, 32-45)
In quel tempo Gesù prese i suoi dodici discepoli e cominciò a dir loro quel che gli sarebbe accaduto: “Ecco, saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno alle genti. Lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, ma al terzo giorno risusciterà”. E gli si avvicinano Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, vogliamo che tu ci faccia quel che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?” Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno a destra e uno a sinistra”. Gesù disse loro: “Non sapete cosa chiedete. Potete bere il calice che io bevo o essere immersi nell’immersione in cui io sono immerso?” Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e anche voi sarete immersi con quell’immersione in cui io sono immerso. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me darlo: è per coloro per i quali è preparato”. All’udire questo, i dieci cominciarono a sdegnarsi di Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, dice loro: “Voi sapete che quelli che si credono capi delle nazioni le spadroneggiano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non sarà così ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita a riscatto di molti”.

Annunciazione della Tuttasanta Deipara

25 marzo / 7 Aprile 2019
Annunciazione della Tuttasanta Deipara
Quarta Domenica della Grande Quaresima
(San Giovanni Climaco)
Tono quarto

Annunciazione
Al Mattutino
Evangelo (Lc 1, 39-49. 56)
In quei giorni Maria si alzò e partì in fretta verso la montagna, in una città di Giuda. Entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. E avvenne che appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino saltellò nel suo ventre; Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo ed esclamò con un grande grido, e disse: “Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo ventre. E da dove a me è dato che venga da me la Madre del mio Signore? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta alle mie orecchie, il bambino ha saltellato con esultanza nel mio ventre. Beata colei che ha creduto, perché sarà il compimento di ciò che le ha detto il Signore”. E Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e ha esultato il mio spirito in Dio mio salvatore, perché ha chinato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva. Ed ecco d’ora innanzi mi diranno beata tutte le generazioni; perché il Potente mi ha fatto grandi cose, e santo è il suo nome”. Maria rimase con lei circa tre mesi, quindi ritornò a casa sua.

Alla Liturgia

Prochimeno
L’anima mia magnifica il Signore e ha esultato il mio spirito in Dio mio salvatore.
Perché ha chinato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva. (Lc 1, 46-48)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (2, 11-18)
Fratelli, il santificante e i santificati sono tutti da uno solo; per questo motivo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all’assemblea ti loderò, e ancora: Io metterò la mia fiducia in lui; e inoltre: Eccoci, io e i figli che Dio mi ha dato. Poiché dunque i figli hanno comunicato al sangue e alla carne, anch’egli similmente ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che ha il potere della morte, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli, infatti, di certo non si prende cura degli angeli, ma del seme di Abramo si prende cura. Perciò doveva essere in tutto simile ai fratelli, per diventare un gran sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti, proprio per avere patito, essendo stato messo alla prova, è in grado di portare aiuto a quelli che subiscono la prova.

Alleluia
Discenderà come pioggia sulla pelle, e come gocce stillanti sulla terra.
Sia benedetto il suo nome nei secoli: più del sole durerà il suo nome. (Ps 71, 6. 17)

Evangelo

Per la quarta domenica dei digiuni: Evangelo secondo Marco (9, 17-31)
In quel tempo un uomo si avvicinò a Gesù, si inginocchiò davanti a lui e disse: “Maestro, ho portato da te mio figlio che ha uno spirito muto. Quando lo afferra, lo agita, e schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di cacciarlo, ma non hanno potuto”. Egli allora risponde e dice loro: “O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Conducetelo da me”. E glielo portarono. Appena vide Gesù, lo spirito lo contorse convulsamente ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: “Da quanto tempo gli accade questo?” Egli rispose: “Dall’infanzia; e molte volte lo ha buttato nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, aiutaci ed abbi compassione di noi”. Gesù gli disse: “Se puoi credere! Tutto è possibile per chi crede”. Subito il padre del ragazzo gridò piangendo, e disse: “Signore, credo! Aiutami nella incredulità!” Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, sgridò quello spirito impuro, dicendo: “Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e in lui non entrare più”. E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il ragazzo diventò come morto, sicché molti dicevano: “E’ morto”. Ma Gesù, presolo per mano, lo alzò ed egli risuscitò. Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in disparte: “Perché noi non abbiamo potuto cacciarlo?” Ed egli disse loro: “Questa razza di demoni non può uscire in alcun modo, se non con la preghiera e il digiuno”. Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni risusciterà”.

Per l’Annunciazione: Evangelo secondo Luca (1, 24-38)
In quei giorni Elisabetta, moglie di Zaccaria, concepì ma si tenne nascosta cinque mesi dicendo: “Così ha fatto per me il Signore nei giorni in cui ha guardato dall’alto per togliere la mia vergogna tra gli uomini”. Al sesto mese l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret a una vergine sposata a un uomo di nome Giuseppe della casa di David; il nome della vergine era Maria. Entrò da lei e le disse: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te”. Per tale parola ella rimase turbata e si domandava che cosa significasse un tale saluto. Ma l’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai in grembo e partorirai un figlio. Lo chiamerai Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di David, suo padre, e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno e il suo regno non avrà mai fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come sarà, se non conosco uomo?”. L’angelo le rispose: “Lo Spirito Santo verrà su di te e ti coprirà la potenza dell’Altissimo con la sua ombra, e perciò il Santo generato sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, anche Elisabetta, tua parente, ha concepito un figlio nella sua vecchiaia, e questo è il sesto mese per lei chiamata sterile; perché ogni parola presso Dio non sarà senza potenza”. Disse allora Maria: “Ecco la serva del Signore; sia a me secondo la tua parola”. E l’angelo partì da lei.

Terza Domenica di Quaresima

18 / 31 Marzo 2019
Terza Domenica della Grande Quaresima
(Adorazione della Santa Croce)
San Cirillo di Gerusalemme
Tono terzo

 

Evangelo Mattutino XI  (GV 21, 15-25)

Prochimeno
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità.
A te, Signore, ho gridato: Dio mio, non stare in silenzio con me. (Ps 27, 9. 1)

 

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (4, 14 – 5, 6)
Fratelli, avendo un gran sacerdote che ha attraversato i cieli – Gesù, il Figlio di Dio – teniamo ferma la professione di fede! Non abbiamo, infatti, un gran sacerdote impotente a patire insieme le nostre debolezze, essendo stato provato in tutto, a nostra somiglianza tranne il peccato. Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia, affinché troviamo misericordia e grazia per un aiuto opportuno. Infatti, ogni gran sacerdote, preso di tra gli uomini, è costituito in favore degli uomini nelle cose che riguardano Dio, perché offra doni e anche vittime per chi sbaglia. Poiché anch’egli è circondato di debolezza, a motivo di essa deve – per sé e per il popolo- offrire sacrifici per i peccati. Nessuno riceve per sé questo onore se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Allo stesso modo Cristo non ha glorificato se stesso, essendo diventato gran sacerdote, ma chi gli ha detto: Tu sei mio Figlio, io oggi ti ho generato. E in un altro passo dice: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisédek.

Alleluia
Ricordati, Signore, del tuo popolo, che hai acquistato dal principio; hai redento lo scettro della tua eredità.
Dio è nostro re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra. (Ps 73, 2. 12)

 

Evangelo
secondo Marco (8, 34 – 9, 1)
Disse il Signore: “Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Infatti, che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi la sua vita patisce danno? Che potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”. E diceva loro: “In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non assaggeranno la morte finché non vedranno il regno di Dio venire con potenza”.

Domenica di San Gregorio Palamas 2019

11/24 Marzo 2019
Seconda Domenica della Grande Quaresima
dedicata a San Gregorio Palamas
San Sofronio di Gerusalemme
Tono secondo

San Gregorio Palamas

 

Evangelo Mattutino X (Giovanni 21, 1-14)

Prochimeno
Tu, Signore, ci custodirai, e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo, perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (1, 10-14. 2, 1-3)
Tu, Signore, da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono i cieli. Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito. Come un mantello li avvolgerai, come un abito e saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e gli anni tuoi non avranno fine. A quale degli angeli poi ha mai detto: Siedi alla mia destra, finché io non abbia mai posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi? Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza? Proprio per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno a quelle cose che abbiamo udito, per non andare fuori strada. Se, infatti, la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda, e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta punizione, come potremo scampare noi se trascuriamo una salvezza così grande? Questa, infatti, dopo essere stata promulgata all’inizio dal Signore, è stata confermata in mezzo a noi da quelli che l’avevano udita.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno; di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca.
Perché hai detto: In eterno la tua misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2-3)

Evangelo
secondo Marco (2, 1-12)
In quel tempo Gesù entrò a Cafarnao e dopo giorni si udì che era in casa. E si radunarono così tanti che non c’era spazio neppure davanti alla porta, ed egli diceva loro la parola. Vengono a portargli un paralitico, sorretto da quattro. E non potendo portarglielo innanzi a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatto un buco, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, dice al paralitico: “Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati”. Erano là seduti alcuni scribi che ragionavano in cuor loro: “Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non uno solo, Dio?” Ma Gesù avendo subito conosciuto nel suo spirito che così ragionavano tra sé, dice loro: “Perché ragionate così nei vostri cuori? Cos’è più facile, dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, oppure dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Affinché allora sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di rimettere sulla terra i peccati, ti ordino – dice al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua”. Quegli si alzò all’istante, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: “Cosa simile non l’abbiamo mai vista!”

Domenica dell’Ortodossia 2019

4 / 17 Marzo 2019
Prima Domenica della Grande Quaresima
Domenica dell’Ortodossia
San Gerasimo del Giordano
Tono primo

Il Trionfo dell'Ortodossia

Evangelo Mattutino IX (Giovanni 20, 19-31)

Prochimeno
Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri, e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli,
poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie.(Dan 3, 26-27)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 24-26. 32-40)
Fratelli, per fede Mosè, divenuto grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, avendo scelto di essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che avere un temporaneo guadagno di peccato. Stimava ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto l’obbrobrio del Cristo, perché aveva lo sguardo fisso sulla ricompensa. E che dirò ancora? Mi mancherà il tempo per Gedeone, Varàk, Sansone, Ieftae, e anche per Samuele e per i profeti. Per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi.

Alleluia
Mosè e Aronne fra i suoi sacerdoti e Samuele tra quelli che invocavano il suo nome.
Invocavano il Signore ed egli li esaudiva; parlava loro nella colonna di nubi. (Ps 99, 6-7)

Evangelo
secondo Giovanni (1, 44, 52)
In quel tempo Gesù volle partire per la Galilea; trova Filippo e gli dice: “Seguimi!” Filippo era di Betsaida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo incontra Natanaele e gli dice: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti; Gesù, il figlio di Giuseppe di Nazaret”. Natanaele gli disse: “Da Nazaret può essere qualcosa di buono?” Filippo gli dice: “Vieni e vedi”. Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, dice di lui: “Ecco davvero un Israelita, in cui non c’è falsità”. Natanaele gli dice: “Da dove mi conosci?” Gesù rispose e gli disse: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”. Gli risponde Natanaele: “Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei re d’Israele!” Rispose Gesù e gli disse: “Perché ti ho detto che ti ho visto sotto il fico, credi? Vedrai cose più grandi di queste!” Poi gli dice: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

Domenica del Perdono 2019

25 Febbraio / 10 Marzo 2019
Domenica del Perdono
San Tarasio, Arcivescovo di Costantinopoli
Tono plagale quarto (ottavo)

Evangelo Mattutino VIII (Giovanni 20, 11-18)

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, inneggiate; inneggiate al nostro re, inneggiate.
Genti tutti, battete le mani, acclamate Dio con voce di esultanza. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (13, 11 – 14, 4)
Fratelli, adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno si è avvicinato. Gettiamo via dunque le opere delle tenebre, indossiamo invece le armi della luce. Camminiamo con onestà, come di giorno, non con bagordi e ubriachezze, né a letto e con dissolutezze, né con contesa e gelosia. Vestitevi del Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per gli impulsi sfrenati. Accogliete chi è debole nella fede, senza giudicare le opinioni. Qualcuno crede di mangiare tutto, qualcuno che è debole mangia legumi. Chi mangia, non disprezzi chi non mangia; chi non mangia, non giudichi chi mangia: lo ha accolto Dio. Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Per il proprio padrone sta dritto o cade. Ma starà dritto: infatti può farlo stare dritto Dio.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno. Nella tua giustizia liberami e scampami.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo
secondo Matteo (6, 14-21)
Il Signore ha detto: “Se voi rimettete agli uomini le loro cadute, rimetterà anche a voi il vostro Padre celeste, ma se voi non perdonate agli uomini le loro colpe, neppure il vostro Padre perdonerà le vostre colpe. Quando digiunate, non siate d’aspetto triste come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per apparire agli uomini che digiunano. In verità vi dico, hanno ricevuto il loro salario. Quando digiuni, ungiti la testa e lavati la faccia, per non apparire agli uomini che digiuni, ma solo al Padre tuo che è nel segreto. E il tuo Padre che vede nel segreto, ti ricompenserà all’aperto. Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine deforma e dove i ladri sfondano e rubano. Accumulate piuttosto per voi tesori nel cielo, dove la tignola e la ruggine non deforma, e dove i ladri non sfondano e non rubano; perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”.

Domenica di Carnevale 2019

18 Febbraio / 3 marzo 2019
Domenica di Carnevale (o “del Giudizio Universale”)
San Leone il Grande, Papa di Roma
Tono grave ( settimo)

Evangelo Mattutino VII (Gv 20, 1-10)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (8, 8 – 9, 2)
Fratelli, non ci fa stare davanti a Dio un cibo: se non mangiamo, non ne abbiamo mancanza; se mangiamo, non ne abbiamo vantaggio. Badate però che questa vostra capacità non divenga, in qualche modo, motivo di caduta per i deboli. Se uno infatti vedesse te, che hai conoscenza, seduto a tavola in una adunanza idolatra, la coscienza di questo debole non sarà formata a mangiare le carni immolate agli idoli? Così per la tua conoscenza va in rovina il debole, il fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e schiaffeggiando la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò più carne, per sempre, affinché non si scandalizzi il mio fratello! Non sono libero? Non sono apostolo? Non ho veduto Gesù, il nostro Signore? Non siete voi opera mia nel Signore? Se per altri non sono apostolo, almeno per voi lo sono; voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Ps 19, 2. 27, 9)

 

Evangelo
secondo Matteo (25, 31-46)
Il Signore ha detto: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli santi, siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri a sinistra. Allora il re dirà a quelli alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero carcerato e siete venuti a me. Allora i giusti gli risponderanno dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo accolto, nudo e ti abbiamo vestito? quando ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a te? Rispondendo, il re dirà loro: Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sinistra: Allontanatevi da me, maledetti, al fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché io ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero forestiero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete fatto visita. Anch’essi allora risponderanno dicendo: Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà loro, dicendo: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi alla punizione eterna e i giusti alla vita eterna”.

Domenica del figlio prodigo

11 / 24 Febbraio 2019
Domenica del figlio prodigo
[omelia]

Santo Ieromartire Biagio, Vescovo di Sebaste
Tono plagale secondo (sesto)

La Parabola del figlio prodigo

Evangelo Mattutino VI (Luca 24, 36-53)

Prochimeno
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura della prima epistola di Paolo ai Corinti (6, 12-20)
Fratelli, tutto mi è lecito ma non tutto giova; tutto mi è lecito, ma io non sarò dominato da qualcuno. Il cibo è per il ventre e il ventre per i cibi, ma Dio distruggerà questo e quelli! Il corpo non è per l’immoralità, bensì per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio ha risuscitato il Signore e risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di prostituta? No! Non sapete che chi si unisce a una prostituta forma un corpo solo? Saranno – dice – i due in una sola carne. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite l’immoralità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma chi si dà all’immoralità pecca nel proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio del Santo Spirito che è in voi, che avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a prezzo! Glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che sono di Dio.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo popolo. (Ps 17, 48. 51)

Evangelo
secondo Luca (15, 11-32)
Il Signore ha detto questa parabola: “Un uomo aveva due figli. Il minore di loro disse al padre: Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta. Ed egli divise fra loro il patrimonio. Dopo non molti giorni, il figlio minore raccolse ogni cosa e partì in viaggio per un paese lontano e lì sperperò la sua sostanza, vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, ci fu una forte carestia in quel paese, ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Andò e si mise con uno degli abitanti di quel paese, che lo mandò nelle sue campagne a pascolare i porci. E bramava sfamarsi con le carrube che mangiavano i porci ma nessuno gliene dava. Rientrato in sé, disse: Quanti salariati di mio padre hanno abbondanza di pane e io muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato figlio tuo, trattami come uno dei tuoi salariati. Si alzò e venne da suo padre. Mentre ancora era lontano, lo vide suo padre e si commosse; di corsa gli si gettò al collo e lo coprì di baci. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato verso il cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato figlio tuo. Ma il padre disse ai suoi servi: Portate la veste, quella prima, e vestitelo; dategli in mano l’anello e sandali ai piedi, portate e macellate il vitello grasso, mangiamo e facciamo festa perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore era in campagna e quando venendo fu vicino a casa, udì musica e balli, e chiamato uno dei servi s’informò cosa fosse. Quello gli disse: Tuo fratello è venuto e tuo padre ha macellato il vitello grasso perché lo ha riavuto salvo. Egli si adirò e non voleva entrare. Uscì suo padre a pregarlo. Egli rispose e disse a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e mai ho trasgredito un tuo comando, e mai mi hai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma appena è venuto questo tuo figlio che ti ha mangiato la vita con le prostitute, per lui hai macellato il vitello grasso. Gli disse il padre: Figlio, tu sei sempre con me, e tutto ciò che è mio è tuo, ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato trovato”.

Orthodoxia

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