Ultime dal Blog: Qoelet

Nel segno della falsificazione storica

Originally posted on Come la pioggia:
? di Daniele Marletta Catherine Nixey, Nel nome della croce. La distruzione del mondo classico, Bollati Boringhieri 2018 Un libro dal titolo commercialmente accattivante, ma che è nei contenuti addirittura peggiore delle aspettative. Nel risvolto di copertina si dice che chi lo ha scritto avrebbe studiato “Storia e Letteratura…

Dove va Costantinopoli. Due considerazioni

  Negli ultimi giorni, due notizie (distinte tra loro ma pur collegate in un certo senso, come vedremo) hanno portato alla ribalta la situazione del Patriarcato di Costantinopoli. La prima riguarda un suo problema interno: a quanto pare, da ora in poi il Patriarcato ecumenico approverà regolarmente le seconde nozze dei preti lasciati dalle mogli […]

Anfibi di carne e spirito

Anche noi siamo anfibi, come le rane, anche se in un modo diverso. Noi viviamo nel nostro corpo e nello spirito, e per questo abbiamo bisogno sia di cibo carnale che di cibo spirituale, siamo carnali e spirituali insieme. Noi però, al contrario della rana, potremmo vivere tutta la vita ignorando il fatto di essere degli anfibi, delle creature di carne e spirito e così, spesso, ci curiamo della nostra carne ma non del nostro spirito.

Rimetti a noi i nostri debiti

Noi cominciamo ora il Grande Digiuno in preparazione per la Pasqua. Questo digiuno però sarà del tutto inutile, se noi lo faremo con spirito mercantile, facendo il conto di quanto dobbiamo e di quanto ci è dovuto.

Domenica del fariseo e del Pubblicano

4 /17 Febbraio 2019
Domenica del Fariseo e del Pubblicano [omelia]
Santi Nuovi Martiri e Nuovi Confessori
Tono plagale primo (quinto)

Il Fariseo e il Pubblicano

Evangelo Mattutino V (Luca 24, 12-35)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è conosciuto in Giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura della seconda epistola di Paolo a Timòteo (3, 10-15)
Diletto figlio Timòteo, tu hai seguito da vicino la mia dottrina, la condotta, i progetti, la fede, la longanimità, l’amore, la pazienza, le persecuzioni e i patimenti che mi toccarono ad Antiochia, a Iconio, a Listri. Quali persecuzioni ho sofferto! Da tutte mi ha liberato il Signore! E ora tutti coloro che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. Gli uomini malvagi invece e gli impostori andranno avanti verso il peggio, ingannando e venendo ingannati. Tu però rimani saldo nelle cose che hai imparato e che credi fermamente: sai bene da chi le hai apprese, e fin da bambino conosci le sacre Scritture; esse possono procurarti la sapienza che conduce alla salvezza per mezzo della fede in Cristo Gesù.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

Evangelo
secondo Luca (18, 10-14)
Disse il Signore questa parabola: “Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così: Dio, ti ringrazio perché io non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri e neppure come quel pubblicano; digiuno due volte la settimana e pago la decima su quel che guadagno. Il pubblicano stava a distanza e non voleva neppure alzare gli occhi al cielo ma si batteva il petto dicendo: Dio, sii benevolo a me peccatore! Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato rispetto all’altro: chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato”.

Domenica della Cananea

28 Gennaio /10 Febbraio 2018

Domenica della Cananea
Santi nuovi martiri di Russia, Sant’Efrem il Siro.
Tono quarto

Evangelo Mattutino IV (Luca 24, 1-12)

Prochimeno
Fate voti e rendeteli al Signore nostro Dio.
Dio è conosciuto in Giudea, in Israele è grande il suo nome. (Ps 75, 12. 2)

Lettura della seconda epistola di Paolo ai Corinti (6, 16 – 7, 1)
Fratelli, voi siete tempio del Dio vivente, come ha detto Dio: Abiterò e camminerò in mezzo a loro, e sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e mettetevi in disparte, dice il Signore, non toccate nulla d’impuro. E io vi accoglierò e sarò per voi un padre e voi sarete per me figli e figlie, dice il Signore onnipotente. Con tali promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la santificazione, nel timore di Dio.

Alleluia
Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. (Ps 94, 1-2)

Evangelo

secondo Matteo (15, 21-28)
In quel tempo Gesù si ritirò dalle parti di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna cananea, di quelle zone, uscì e gridava: “Pietà di me, Signore, figlio di David! Mia figlia è duramente vessata da un demonio!” Ma egli non le rivolse parola. Si avvicinarono i suoi discepoli e lo pregavano dicendo: “Rimandala, perché ci grida dietro!” Egli rispose e disse: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d’Israele”. Ma quella venne a prostrarsi davanti a lui dicendo: “Signore, salvami!” Egli rispose e disse: “Non è bello prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. Ma lei disse: “Sì, Signore; ma anche i cagnolini si nutrono delle briciole che cadono dalla mensa dei loro padroni!” Allora Gesù rispose e le disse: “Donna, la tua fede è grande! Ti sia fatto come tu vuoi!” Da quel momento sua figlia fu risanata.

Domenica di Zaccheo

21 Gennaio / 3 Febbraio 2019 (San Massimo il Confessore)

Domenica di Zaccheo
Tono terzo

Evangelo Mattutino III (Marco 16, 9-20)

Prochimeno
Il Signore darà forza al suo popolo, il Signore benedirà il popolo suo con pace.
Portate al Signore, figli di Dio, portate al Signore gli agnelli. (Ps 28, 11. 1)

Lettura della prima epistola di Paolo a Timoteo (4, 9-15)
Diletto figlio Timoteo, questa parola è sicura e degna d’ogni accoglienza. Per questo noi ci affatichiamo e imprechiamo, perché abbiamo sperato nel Dio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, soprattutto dei fedeli. Questo proclama e insegna. Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii per i fedeli un modello nella parola, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella purezza. In attesa della mia venuta, dèdicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento. Non trascurare il carisma che è in te e che ti fu conferito per mezzo d’una profezia con l’imposizione delle mani dei presbiteri. Abbi cura di queste cose, dèdicati ad esse, affinché a tutti sia manifesto il tuo progresso.

Alleluia
E’ bene confessare al Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo,
per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte. (Ps 91, 1-2)

 

Evangelo
secondo Luca (19, 1-10)
In quel tempo Gesù passava per Gerico ed ecco che Zaccheo, capo dei finanzieri e molto ricco, cercava di vedere chi fosse Gesù, ma non poteva a causa della folla; infatti egli era troppo piccolo di statura. Allora corse avanti all’incontro e, per vederlo, salì sopra un sicomoro, perché lui stava per passare. Quando giunse sul posto, Gesù guardò in su e gli disse: “Zaccheo, scendi in fretta, perché è necessario che oggi mi fermi a casa tua”. Scese in fretta e lo accolse con gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano dicendo: “Da un peccatore è entrato ad alloggiare!” Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Signore, ecco io do ai poveri la metà dei miei beni e se in qualcosa ho frodato qualcuno, restituisco il quadruplo”. Gesù gli rispose: “Oggi è avvenuta la salvezza per questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo. Infatti il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.

Domenica dopo le Teofanie

Trentaquattresima domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo le Teofanie- Sinassi del Santo Profeta e Precursore Giovanni
Tono primo

Evangelo Mattutino I: (Matteo 28, 13-20)

Prochimeno:
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (4, 7-13)
Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo dice: Asceso in alto ha imprigionato la prigionia, diede doni agli uomini. Ma che significa “ascese”, se non che prima scese nelle regioni inferiori della terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. Ed egli diede alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per il perfezionamento dei santi nell’opera del ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, affinché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, all’uomo perfetto, alla statura della pienezza di Cristo.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca.
Perché hai detto: In eterno la misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2. 3)

Dal Santo Evangelo secondo Matteo (Mt 4, 12-17)
In quel tempo, avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: paese di Zàbulon e paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Teofania

6 / 19 Gennaio 2019
Le Sante Teofanie del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

Letture
Al Mattutino:

secondo Marco (1, 9-11)
In quel tempo Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E appena salì dall’acqua, vide squarciati i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E ci fu una voce dai cieli: “Tu sei il Figlio mio, l’amato; in te mi sono compiaciuto”.

Alla Liturgia:

Prochimeno
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Il Signore è Dio e ha rifulso su noi.
Confessate al Signore, perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia. (Ps 117, 26-27. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo a Tito (2, 11-14. 3, 4-7)
Tito, figlio mio, è apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che c’insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e dell’apparizione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo eletto, zelante nelle opere buone. Quando apparve la benevolenza di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

Alleluia
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore figli di arieti.
Voce del Signore sulle acque: il Dio della gloria ha tuonato, il Signore sulle grandi acque. (Ps 28, 1. 3)

Lettura del Santo Evangelo secondo Matteo (3, 13-17)
In quel tempo, dalla Galilea Gesù venne al Giordano, da Giovanni, per essere battezzato da lui. Ma Giovanni si opponeva, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?” Gesù rispose e gli disse: “Ora lascia; è conveniente a noi adempiere a ogni giustizia”. E allora lo lasciò fare. Gesù, dopo essere stato battezzato, subito salì dall’acqua ed ecco, si aprirono a lui i cieli e vide lo Spirito di Dio scendere come colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato, in cui mi sono compiaciuto”.

Domenica dopo la Natività

31 Dicembre 2018 / 13 Gennaio 2019

Trentatreesima Domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo la Natività
Tono plaghio quarto (ottavo)
Santa Melania. Commemorazione del Santo e Giusto Giuseppe, di San Giacomo fratello del Signore e del Re Davide.

Evangelo mattutino XI (Giovanni 21, 15-25)

Prochimeno
Mirabile è Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.
Nelle chiese benedite Dio, il Signore dalle fonti d’Israele. (Ps 67, 36. 27)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Gàlati (1, 11-19)
Fratelli, vi rendo noto che il vangelo da me annunciato non è secondo l’uomo: infatti non l’ho ricevuto da un uomo né sono stato ammaestrato se non per rivelazione di Gesù Cristo. Avete udito certamente della mia condotta d’un tempo nel giudaismo: perseguitavo oltre ogni limite la Chiesa di Dio e la devastavo. Superavo nel giudaismo molti coetanei del mio popolo, essendo ben più di loro zelante delle tradizioni dei miei padri. Quando poi piacque a Dio – che mi aveva separato fin dal ventre di mia madre e mi aveva chiamato con la sua grazia – di rivelare il Figlio suo in me, affinché lo evangelizzassi ai gentili, subito, senza chiedere consiglio alla carne o al sangue, senza salire a Gerusalemme da quelli che erano apostoli prima di me, partii per l’Arabia e poi tornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per vedere Kifàs e mi trattenni presso di lui quindici giorni. Degli apostoli non vidi altro se non Giacomo, il fratello del Signore.

Alleluia
Ricordati, Signore, di David e di tutta la sua mitezza.
Ha giurato il Signore la verità a David e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono. (Ps 131, 1. 11)

Evangelo
secondo Matteo (2, 13-23)
In quel tempo, quando i Magi si allontanarono verso il loro paese, ecco che in sogno un angelo del Signore appare a Giuseppe e gli dice: “Alzati; prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e rimani là finché te lo dica. Infatti Erode sta per cercare il bambino per ucciderlo”. Egli allora si alzò e prese con sé il bambino e sua madre e, nella notte, si ritirò in Egitto. Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto fu annunziato dal Signore per mezzo del profeta che dice: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Allora Erode, visto che era stato giocato dai Magi, si adirò molto e mandò a uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio da due anni in giù, secondo il tempo preciso che aveva chiesto ai Magi. Allora si adempì quanto fu detto per mezzo del profeta Geremia, che dice: Una voce s’è udita in Rama, pianto e lamento grande; Rachele piange i suoi figli, e non vuol essere consolata, perché non sono più. Dopo la morte di Erode, ecco un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe in Egitto e dice: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e va’ in terra d’Israele, infatti sono morti quelli che cercavano la vita del bambino”. Egli allora si alzò, prese con sé il bambino e sua madre ed entrò in terra d’Israele. Quando poi udì che Archelao era re di Giudea al posto di Erode suo padre, ebbe paura di recarsi là. Avvertito però in sogno, si ritirò dalle parti della Galilea e venne ad abitare nella città chiamata Nazaret, affinché si compisse quel che era stato detto per mezzo dei profeti: Sarà chiamato Nazoreo.

Orari delle funzioni natalizie 2018 / 2019

Icona della Natività

Nella Chiesa parrocchiale

Sabato 23 Dicembre/ 5 Gennaio
Olio e vino ammessi
Ore 18,00 Grande Veglia

Domenica 24 Dicembre/ 6 Gennaio
Vigilia della Natività
Olio e vino ammessi
Ore 09,00 Ore e Divina Liturgia
Ore 18,00 Grande Veglia (Dalle 16,00 il Parroco è in Chiesa per le confessioni)

Lunedì 25 Dicembre/ 7 Gennaio
Natività secondo la carne del nostro Signore, Salvatore e Dio Gesù Cristo.
Ore 09, 00 Ore e Divina Liturgia


Al Monastero di San Serafino di Sarov:

Venerdì 22 Dicembre/ 4 Gennaio
Ore 21,00 Grandi e Regali Ore

Domenica 24 Dicembre/ 6 Gennaio
Dalle ore 21,00 il Vescovo e un Sacerdote saranno disponibili per le confessioni.
Ore 23,00 Mattutino

Lunedì 25 Dicembre/ 7 Gennaio
Natività secondo la carne del nostro Signore, Salvatore e Dio Gesù Cristo.
a mezzanotte circa, Divina Liturgia con la presenza del Vescovo

Riassumendo:
La Divina Liturgia per la Natività sarà celebrata durante la notte al Monastero di San Serafino, e al mattino in Parrocchia.

Domenica dei Progenitori

17 / 30 Dicembre 2018
XXXI domenica dopo Pentecoste
Domenica dei progenitori
Tono plaghio secondo

San Daniele Profeta e i tre Santi giovinetti Anania, Azaria e Misaele; i Santi Progenitori del Signore

Evangelo Mattutino IX (Gv 20, 19-31)

Prochimeno
Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri, e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli,
poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie. (Dan 3, 26-27)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (3, 4-11)
Fratelli, quando Cristo, la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Fate dunque morire ciò che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri sfrenati e quell’avidità di guadagno che è idolatria; a motivo di questi vizi piomba l’ira di Dio sui figli della disobbedienza. Anche voi un tempo li praticaste, quando di loro vivevate. Ora però bandite anche voi tutte queste cose: collera, escandescenze, cattiveria, maldicenza, ingiurie che escono dalla vostra bocca. Non mentitevi a vicenda, poiché vi siete spogliati dell’uomo vecchio e del suo modo di agire e vi siete rivestite del nuovo, che si rinnova per una più piena conoscenza, a immagine di colui che lo ha creato: in questa condizione non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o prepuzio, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo, tutto e in tutti.

Alleluia
Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti e Samuele tra quelli che invocavano il suo nome. (Ps 98, 6)
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. (Ps 33, 18)

Evangelo
secondo Luca (14, 16-24)
Disse il Signore questa parabola: “Un uomo fece una gran cena, e invitò molti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, già è pronto. Ma tutti, a una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità di andare a vederlo; ti prego di scusarmi. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Il servo si presentò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al suo servo: Esci presto per le piazze e i vicoli della città e fai entrare qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto ciò che hai ordinato, e c’è ancora posto. Allora il signore disse al servo: Esci per le strade e le siepi e costringili a entrare perché la mia casa sia piena. Vi dico infatti: nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena”.

Trentesima Domenica di Pentecoste

10 / 23 Dicembre 2018
XXX domenica dopo Pentecoste
Tono plaghio primo

Santi Mena, Ermogene ed Eugrafo

Evangelo Mattutino VIII (Gv 20, 11-18)

Prochimeno
Tu, Signore, ci custodirai, e ci preserverai da questa generazione e in eterno.
Salvami, Signore, perché non resta un santo, perché scompaiono le verità dai figli degli uomini. (Ps 11, 8. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (3, 12-16)
Fratelli, come eletti di Dio, santi e amati, vestitevi di tenera compassione, benevolenza, umiltà, mitezza, longanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi, se avviene che uno si lamenti di un altro: come Cristo vi ha perdonato, così fate anche voi. Soprattutto, rivestitevi d’amore, che è vincolo di perfezione. E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un solo corpo, regni nei vostri cuori; e rendete grazie. La parola di Cristo abiti in voi con abbondanza; istruitevi e consigliatevi a vicenda con ogni sapienza; con salmi, inni e canti spirituali cantate al Signore nei vostri cuori con gratitudine.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca,
perché hai detto: In eterno la misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilità la tua verità. (Ps 88, 2-3)

Evangelo
secondo Luca (17, 12-19)
In quel tempo, entrando Gesù in un villaggio, gli vennero incontro dieci uomini, lebbrosi, che si fermarono a distanza e ad alta voce dissero: “Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!” Appena li vide, disse loro: “Andate a mostratevi ai sacerdoti”. E mentre quelli andavano, furono purificati. Uno di loro, appena si vide guarito, tornò indietro glorificando Dio a gran voce e si gettò faccia a terra ai suoi piedi per ringraziarlo. Era un Samaritano. Gesù allora disse: “Non furono purificati dieci? Gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse a dar gloria a Dio se non questo straniero?” E gli disse: “Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato”.

Ventinovesima Domenica di Pentecoste

3 / 16 Dicembre 2018
XXIX domenica dopo Pentecoste
Tono quarto
Santo profeta Sofonia

Evangelo Mattutino VII (Gv 20, 1-10)

Prochimeno
Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza.
Benedici, anima mia, il Signore. Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato. (Ps 103, 24. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Colossesi (3, 4-11)
Fratelli, quando Cristo, la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Fate dunque morire ciò che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri sfrenati e quell’avidità di guadagno che è idolatria; a motivo di questi vizi piomba l’ira di Dio sui figli della disobbedienza. Anche voi un tempo li praticaste, quando di loro vivevate. Ora però bandite anche voi tutte queste cose: collera, escandescenze, cattiveria, maldicenza, ingiurie che escono dalla vostra bocca. Non mentitevi a vicenda, poiché vi siete spogliati dell’uomo vecchio e del suo modo di agire e vi siete rivestite del nuovo, che si rinnova per una più piena conoscenza, a immagine di colui che lo ha creato: in questa condizione non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o prepuzio, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo, tutto e in tutti.

Alleluia
Avanza, trionfa e regna per la verità, la mitezza e la giustizia e ti guiderà mirabilmente la tua destra.
Hai amato la giustizia e odiato l’iniquità: per questo ti ha unto, o Dio, il tuo Dio con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (Ps 44, 5. 8)

Evangelo
secondo Luca (18, 18-27)
In quel tempo un uomo, per metterlo alla prova, chiese a Gesù: “Maestro buono, che debbo fare per ereditare la vita eterna?” Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio. Conosci i comandamenti: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e la madre”. Egli allora disse: “Tutto ciò l’ho osservato fin dalla giovinezza”. Gesù ascoltò, e gli disse: “Ancora ti manca una cosa sola: vendi tutti quel che hai, distribuisci ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni e seguimi”. Ma quello, udito ciò, diventò molto triste perché era molto ricco. Gesù, vedendo ch’era diventato molto triste, disse: “Quant’è difficile per chi ha beni entrare nel regno di Dio! E’ più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”. Quelli che ascoltavano dissero: “Ma allora chi può salvarsi?” Egli allora disse: “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”.

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