Domenica dopo le Teofanie

13 / 26 Gennaio 2020

Trentaduesima domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo le Teofanie – Sant’Ilario di Poitiers
Tono grave (settimo)

Sant'Ilario di Poitiers

Evangelo Mattutino X: (Giovanni 21, 1-14)

Prochimeno:
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (4, 7-13)
Fratelli, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo dice: Asceso in alto ha imprigionato la prigionia, diede doni agli uomini. Ma che significa “ascese”, se non che prima scese nelle regioni inferiori della terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. Ed egli diede alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per il perfezionamento dei santi nell’opera del ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, affinché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, all’uomo perfetto, alla statura della pienezza di Cristo.

Alleluia
Le tue misericordie, Signore, canterò in eterno, di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca.
Perché hai detto: In eterno la misericordia sarà edificata. Nei cieli sarà stabilita la tua verità. (Ps 88, 2. 3)

Dal Santo Evangelo secondo Matteo (Mt 4, 12-17)
In quel tempo, avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: paese di Zàbulon e paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha veduta  una gran luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Teofania

6 / 19 Gennaio 2020
Le Sante Teofanie del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

Letture
Al Mattutino:

secondo Marco (1, 9-11)
In quel tempo Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E appena salì dall’acqua, vide squarciati i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E ci fu una voce dai cieli: “Tu sei il Figlio mio, l’amato; in te mi sono compiaciuto”.

Alla Liturgia:

Prochimeno
Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Il Signore è Dio e ha rifulso su noi.
Confessate al Signore, perché è buono, perché in eterno è la sua misericordia. (Ps 117, 26-27. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo a Tito (2, 11-14. 3, 4-7)
Tito, figlio mio, è apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che c’insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e dell’apparizione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato sé stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo eletto, zelante nelle opere buone. Quando apparve la benevolenza di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

Alleluia
Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore figli di arieti.
Voce del Signore sulle acque: il Dio della gloria ha tuonato, il Signore sulle grandi acque. (Ps 28, 1. 3)

Lettura del Santo Evangelo secondo Matteo (3, 13-17)
In quel tempo, dalla Galilea Gesù venne al Giordano, da Giovanni, per essere battezzato da lui. Ma Giovanni si opponeva, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?” Gesù rispose e gli disse: “Ora lascia; è conveniente a noi adempiere a ogni giustizia”. E allora lo lasciò fare. Gesù, dopo essere stato battezzato, subito salì dall’acqua ed ecco, si aprirono a lui i cieli e vide lo Spirito di Dio scendere come colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dai cieli che dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato, in cui mi sono compiaciuto”.

Domenica dopo la Natività

30 Dicembre 2019 / 12 Gennaio 2020

Trentesima Domenica dopo Pentecoste
Domenica dopo la Natività
Tono plaghio primo (quinto)
Commemorazione del Santo e Giusto Giuseppe, di San Giacomo fratello del Signore e del Re Davide.

Evangelo mattutino VIII (Giovanni 20, 11-18)

Prochimeno
Mirabile è Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.
Nelle chiese benedite Dio, il Signore dalle fonti d’Israele. (Ps 67, 36. 27)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Gàlati (1, 11-19)
Fratelli, vi rendo noto che il vangelo da me annunciato non è secondo l’uomo: infatti non l’ho ricevuto da un uomo né sono stato ammaestrato se non per rivelazione di Gesù Cristo. Avete udito certamente della mia condotta d’un tempo nel giudaismo: perseguitavo oltre ogni limite la Chiesa di Dio e la devastavo. Superavo nel giudaismo molti coetanei del mio popolo, essendo ben più di loro zelante delle tradizioni dei miei padri. Quando poi piacque a Dio – che mi aveva separato fin dal ventre di mia madre e mi aveva chiamato con la sua grazia – di rivelare il Figlio suo in me, affinché lo evangelizzassi ai gentili, subito, senza chiedere consiglio alla carne o al sangue, senza salire a Gerusalemme da quelli che erano apostoli prima di me, partii per l’Arabia e poi tornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per vedere Kifàs e mi trattenni presso di lui quindici giorni. Degli apostoli non vidi altro se non Giacomo, il fratello del Signore.

Alleluia
Ricordati, Signore, di David e di tutta la sua mitezza.
Ha giurato il Signore la verità a David e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono. (Ps 131, 1. 11)

Evangelo
secondo Matteo (2, 13-23)
In quel tempo, quando i Magi si allontanarono verso il loro paese, ecco che in sogno un angelo del Signore appare a Giuseppe e gli dice: “Alzati; prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e rimani là finché te lo dica. Infatti Erode sta per cercare il bambino per ucciderlo”. Egli allora si alzò e prese con sé il bambino e sua madre e, nella notte, si ritirò in Egitto. Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto fu annunziato dal Signore per mezzo del profeta che dice: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Allora Erode, visto che era stato giocato dai Magi, si adirò molto e mandò a uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio da due anni in giù, secondo il tempo preciso che aveva chiesto ai Magi. Allora si adempì quanto fu detto per mezzo del profeta Geremia, che dice: Una voce s’è udita in Rama, pianto e lamento grande; Rachele piange i suoi figli, e non vuol essere consolata, perché non sono più. Dopo la morte di Erode, ecco un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe in Egitto e dice: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e va’ in terra d’Israele, infatti sono morti quelli che cercavano la vita del bambino”. Egli allora si alzò, prese con sé il bambino e sua madre ed entrò in terra d’Israele. Quando poi udì che Archelao era re di Giudea al posto di Erode suo padre, ebbe paura di recarsi là. Avvertito però in sogno, si ritirò dalle parti della Galilea e venne ad abitare nella città chiamata Nazaret, affinché si compisse quel che era stato detto per mezzo dei profeti: Sarà chiamato Nazoreo.

Martedì 25 Dicembre / 7 Gennaio

Natività secondo la carne del Nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo

Icona della Natività

Mattutino: Mt 1, 18-25

 

Prochimano
Tutta la terra ti adori e salmeggi a te, salmeggi al tuo nome.
Acclamate a Dio, o terra tutta. (Ps 65, 4. 1)

Dalla Lettera di San Paolo ai Gàlati (4, 4-7)
Fratelli, quando giunse la pienezza del tempo, Dio ha inviato il Figlio suo, fatto da donna, fatto sotto la Legge, per riscattare quelli che sono sotto la Legge, affinché ricevessimo l’adozione a figli. Poiché siete figli, Dio ha inviato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori, il quale grida: “Avvà, il Padre!”. Così non sei più schiavo ma figlio; e se figlio, anche erede di Dio per grazia di Cristo.

Alleluia
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani.
Giorno a giorno trasmette la parola e notte a giorno annuncia la conoscenza. (Ps 18, 2-3)

Dal Santo Evangelo secondo Matteo (2, 1-12)
Nato Gesù a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode, ecco giungere a Gerusalemme dall’oriente dei magi, i quali domandavano: “Dov’è il nato re dei Giudei? Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire ciò il re Erode fu turbato e con lui tutta Gerusalemme. Convocò tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo e si informava da loro dove dovesse nascere il Cristo. Essi gli dissero: “A Betlemme di Giudea. Infatti così è stato scritto per mezzo del profeta: E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola tra i capoluoghi di Giuda; da te uscirà un capo che pascerà il mio popolo, Israele”. Allora Erode chiamò di nascosto i magi e chiese loro informazioni sul tempo esatto dell’apparizione della stella; quindi li inviò a Betlemme, dicendo: “Andate e fate accurate ricerche del bambino; quando poi lo trovate, annunciatelo a me, in modo che anch’io possa andare ad adorarlo”. Essi, dopo aver ascoltato il re, si misero in cammino. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non andò a fermarsi sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella si rallegrarono assai di gioia grande; ed entrati in casa videro il bambino con Maria sua madre e caddero a terra per adorarlo. Poi aprirono i loro tesori e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Quindi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode, si allontanarono verso il loro paese.

Letture per la Vigilia della Natività

 

Alle Grandi Ore
Prima Ora:
Apostolo: Ebrei 1, 1-12
Evangelo: Matteo 1, 18-25

Terza Ora
Apostolo: Galati 3,23-29
Evangelo: Luca 2, 1-20

Sesta Ora
Apostolo: Ebrei 1, 10 – 2,3
Evangelo: Matteo 2, 1-12

Nona Ora
Apostolo: Ebrei 2, 11-18
Evangelo: Matteo 2, 13-23

Alla Liturgia

Apostolo: Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (1, 1-12)
Fratelli, Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, alla fine dei giorni, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche i mondi. Questi, essendo irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, che sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto egli stesso la purificazione dei peccati. si è assiso alla destra della maestà nelle altezze, ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei mio Figlio, io oggi ti ho generato? E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio? E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio. Mentre degli angeli dice: Egli fa i suoi angeli come i venti, e i suoi liturghi come fiamme di fuoco, del Figlio invece afferma: Il tuo trono, Dio, per l’eternità dell’eternità, e: Scettro di rettitudine lo scettro del tuo regno; hai amato la giustizia e odiato l’iniquità; perciò ti unse Dio, il tuo Dio, con olio di esultanza più dei tuoi compagni. E ancora: Tu, Signore, da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono i cieli. Essi periranno, ma tu rimani; invecchieranno tutti come un vestito. Come un mantello li avvolgerai, come un abito saranno cambiati; ma tu rimani lo stesso, e gli anni tuoi non verranno meno.

Evangelo: secondo Luca (2, 1-20)
In quei giorni uscì il decreto di Cesare Augusto perché fosse censita tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria, e tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Ora anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì alla città di David che si chiama Betlemme – perché egli era della casa e della famiglia di David – per essere censito con Maria sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano là, si compirono per lei i giorni di partorire e partorì il suo figlio primogenito. Lo avvolse in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto all’albergo. C’erano in quella regione dei pastori che vegliavano di notte per custodire il loro gregge. Un angelo del Signore si presentò loro e la gloria del Signore rifulse intorno a loro, e furono impauriti di paura grande. L’angelo disse loro: “Non abbiate paura! Ecco infatti vi evangelizzo gioia grande, che sarà per tutto il popolo, perché oggi, nella città di David, è stato generato per voi il salvatore, Cristo Signore. Questo è il segno per voi: troverete il bambino avvolto in bende e adagiato nella mangiatoia”. E subito ci fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “Gloria nelle altezze a Dio e sulla terra pace tra gli uomini della benevolenza”. Appena gli angeli partirono da loro per cieli, i pastori dicevano tra loro: “Passiamo fino a Betlemme e vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere!” Vennero in fretta e trovarono Maria e Giuseppe, e il bambino che giaceva nella mangiatoia. Dopo aver visto, fecero conoscere la parola che era stata detta loro circa questo bambino. Quanti udivano si meravigliavano delle cose che i pastori dicevano loro. Maria conservava tutti questi avvenimenti meditandoli nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quel avevano udito e visto, come era stato detto loro.

 

Orari delle funzioni natalizie 2019/2020

Icona della Natività

Qui, nella Chiesa parrocchiale

Sabato 22 Dicembre/ 4 Gennaio
Olio e vino ammessi
Ore 18,00 Grande Veglia

Domenica 23 Dicembre/ 5 Gennaio
Domenica avanti la Natività
Olio e vino ammessi
Ore 09,00 Ore e Divina Liturgia

Lunedì 24 Dicembre/ 6 Gennaio
Vigilia della Natività
Ore 09,00 Grandi Ore, Vespro e Divina Liturgia archieratica di San Basilio
Dalle 17 il Parroco sarà disponibile per le confessioni.
Ore 19,00 Mattutino

Martedì 25 Dicembre/ 7 Gennaio
Natività secondo la carne del nostro Signore, Salvatore e Dio Gesù Cristo.
Ore 09, 00 Ore e Divina Liturgia

Al Monastero di San Serafino di Sarov:

Lunedì 24 Dicembre/ 6 Gennaio
Dalle ore 21,00 il Vescovo e un Sacerdote saranno disponibili per le confessioni.
Ore 23,00 Mattutino

Martedì 25 Dicembre/ 7 Gennaio
Natività secondo la carne del nostro Signore, Salvatore e Dio Gesù Cristo.
a mezzanotte circa, Divina Liturgia con la presenza del Vescovo

Riassumendo:
La Divina Liturgia per la Natività sarà celebrata durante la notte al Monastero di San Serafino, e al mattino in Parrocchia

Domenica avanti la Natività

23 Dicembre / 5 Gennaio 2019
Domenica avanti la Natività
Tono quarto
Prima della natività

Evangelo Mattutino VII (Gv 20, 1-10)

Prochimeno
Benedetto sei tu Signore, Dio dei nostri padri: lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli.
Poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; e tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie.(Dan 26-27)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 9-10. 32-40)
Fratelli, per fede Abramo soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, e come Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa, abitò in tende. Aspettava infatti la città ben fondata, il cui architetto e costruttore è Dio. E che dirò ancora? E che dirò ancora? Mi mancherà il tempo per Gedeone, Varàk, Sansone, Ieftae, e anche per Samuele e per i profeti. Per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Alleluia
O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito, i nostri padri ci hanno annunciato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, nei giorni antichi. (Ps 43, 2)
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. (Ps 33, 18)

Evangelo

secondo Matteo (1, 1-25)
Libro della generazione di Gesù Cristo figlio di David, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Thàmar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon generò Booz da Rachab, Boaz generò Obed da Ruth, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella ch’era stata di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asa, Asa generò Iosafat, Iosafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatham, Ioatham generò Achaz, Achaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amon, Amon generò Iosìa, Iosìa generò Iechonìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Iechonìa generò Salatiele, Salatiele generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiud, Abiud generò Elìakìm, Elìakìm generò Azor, Azor generò Sadhok, Sadhok generò Achim, Achim generò Eliudh, Eliudh generò Eleazaro, Eleazaro generò Matthan, Matthan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale fu generato Gesù chiamato Cristo. Tutte le generazioni, da Abramo a Davide: quattordici generazioni; da Davide fino alla deportazione in Babilonia: quattordici generazioni; dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo: quattordici generazioni. L’origine di Gesù Cristo poi era così: Maria, la madre di lui, essendo stata data in sposa a Giuseppe, prima che venissero a stare insieme, si trovò in grembo incinta dallo Spirito Santo. Giuseppe, il marito di lei, era giusto e non voleva farne pubblico spettacolo, e così decise di rimandarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli appare in sogno un angelo del Signore e gli dice: “Giuseppe, figlio di David, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei è dallo Spirito Santo. Partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai loro peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che fu annunciato dal Signore per mezzo del profeta che dice: “Ecco, la vergine avrà in grembo e partorirà un figlio, e lo chiameranno Emmanuele, che è tradotto: Dio con noi”. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio. E gli diede nome Gesù.

Domenica 16/29 Dicembre

Ventottesima domenica dopo Pentecoste
Domenica dei Progenitori (Undicesima di Luca)

Tono terzo
Santo Profeta Aggeo
Evangelo mattutino VI:  Lv 24, 36-53

Prochimeno:
Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri, e lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli,
poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie. (Dan 3, 26-27)

Dalla Lettera di San Paolo ai Colossesi (Col 3, 4-11)
Fratelli, quando Cristo, la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. Fate dunque morire ciò che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passione, desideri sfrenati e quell’avidità di guadagno che è idolatria; a motivo di questi vizi piomba l’ira di Dio sui figli della disobbedienza. Anche voi un tempo li praticaste, quando di loro vivevate. Ora però bandite anche voi tutte queste cose: collera, escandescenze, cattiveria, maldicenza, ingiurie che escono dalla vostra bocca. Non mentitevi a vicenda, poiché vi siete spogliati dell’uomo vecchio e del suo modo di agire e vi siete rivestite del nuovo, che si rinnova per una più piena conoscenza, a immagine di colui che lo ha creato: in questa condizione non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o prepuzio, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo, tutto e in tutti.

Alleluia
Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti e Samuele tra quelli che invocavano il suo nome. (Ps 98, 6)
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati. (Ps 33, 18)

Dal Santo Evangelo secondo Luca (14, 16-24)
Disse il Signore questa parabola: “Un uomo fece una gran cena, e invitò molti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, già è pronto. Ma tutti, a una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità di andare a vederlo; ti prego di scusarmi. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Il servo si presentò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al suo servo: Esci presto per le piazze e i vicoli della città e fai entrare qui poveri, storpi, ciechi e zoppi. Il servo disse: Signore, è stato fatto ciò che hai ordinato, e c’è ancora posto. Allora il signore disse al servo: Esci per le strade e le siepi e costringili a entrare perché la mia casa sia piena. Vi dico infatti: nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena”.

Decima Domenica di Luca

9 / 22 Dicembre 2019
XXVII domenica dopo Pentecoste (Decima Domenica di Luca)
Tono secondo
Concezione di Sant’Anna, Santa Profetessa Anna

Evangelo Mattutino V (Lc 24, 12-35)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore e si è fatto mia salvezza.
Mi ha castigato e castigato il Signore ma alla morte non mi ha consegnato. (Ps 117, 14. 18)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Efesini (6, 10-17)
Fratelli, fortificatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio per contrastare le insidie del diavolo. Infatti non lottiamo contro sangue e carne, ma contro i Principati, contro le Potenze, contro i dominatori di questo mondo oscuro, gli spiriti maligni delle regioni celesti. Indossate dunque l’armatura di Dio per resistere nel giorno malvagio e restare in piedi, dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque, avendo ai fianchi la cintura della verità, indosso la corazza della giustizia e calzati i piedi con la prontezza a diffondere il vangelo della pace; in ogni occasione imbracciando lo scudo della fede, col quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del maligno. Prendete l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Signore, salva il re ed esaudiscici nel giorno in cui ti invochiamo. (Ps 19, 2. 10)

Evangelo
secondo Luca (13, 10-17)
In quel tempo Gesù stava insegnando in una sinagoga, ed era sabato. Ed ecco una donna che da diciotto anni aveva uno spirito d’infermità. Era curva e non poteva raddrizzarsi del tutto. Quando Gesù la vide, la chiamò e le disse: “Donna, sei slegata dalla tua infermità”. Impose le mani su di lei e subito si raddrizzò e glorificava Dio. Intervenne allora il capo della sinagoga, adirato perché Gesù aveva curato di sabato, e disse alla folla: “Sono sei i giorni in cui si deve lavorare: venite dunque a farvi curare in quelli e non di sabato!” Il Signore gli rispose e disse: “Ipocriti! Ognuno di voi non scioglie forse di sabato il suo bue o l’asino dalla mangiatoia per portarli ad abbeverarsi? E costei, figlia di Abramo, che il Satana teneva legata da diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?” Quando diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre tutta la folla si rallegrava per tutte le cose gloriose da lui compiute.

Quattordicesima Domenica di Luca

Domenica 2 / 15 Dicembre 2019

Ventiseiesima Domenica dopo Pentecoste
Tono primo
Santo Profeta Abacuc, santa Martire Viviana di Roma

Evangelo mattutino quarto (Luca 24, 1-12)

Prochimeno:
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore; ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Dalla Lettera di San Paolo agli Efesini (P26 Ef 5, 8-19)

Fratelli, camminate come figli della luce – il frutto della luce è ogni sorta di bontà giustizia e verità – provando cosa è gradito al Signore. Non abbiate comunione con le opere infruttuose della tenebra ma anzi condannatele, perché di quel che essi fanno in segreto è vergogno persino parlare mentre tutte le cose condannate sono rese manifeste dalla luce: infatti tutto quel che si manifesta è luce. Perciò dice: Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti e a te risplenderà Cristo. Guardate con attenzione come camminate, non come stolti ma come sapienti, comprando il tempo: poiché i giorni sono malvagi. Non siate dissennati, ma comprendete qual è la volontà del Signore. Non ubriacatevi del vino in cui c’è dissolutezza, ma riempitevi di Spirito, parlando a voi stessi con salmi, inni e canti spirituali, cantando e inneggiando al Signore nel vostro cuore.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo Cristo. (Ps 17, 48. 51)

Dal Santo Evangelo secondo Luca (18, 35-43)

In quel tempo avvenne che, mentre Gesù si avvicinava a Gerico, c’era un cieco seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la folla, chiedeva cosa fosse. Gli dissero: “Passa Gesù il Nazareno!” Egli gridò e disse: “Gesù, figlio di David, abbi pietà di me!” Quelli che andavano avanti, lo sgridavano per farlo tacere ma egli molto più gridava: “Figlio di David, abbi pietà di me!” Gesù si fermò e comandò che gli fosse portato. Quando quello fu vicino, gli chiese: “Cosa vuoi che ti faccia?” Egli allora disse: “Signore, che torni a vedere!” Gesù gli disse: “Torna a vedere! La tua fede ti ha salvato”. E subito tornò a vedere e lo seguiva glorificando Dio. E tutta la folla che aveva visto, diede lode a Dio.

Orthodoxia

Cristo è nato!

Omelia sul Natale del p. Daniele Marletta Cristo è nato! Oggi nasce da una donna, nasce sotto la Legge, colui che fu Autore della Legge. E noi dobbiamo chiederci cosa significa questa Nascita per la nostra vita, per la vita di ognuno di noi. Perché per ognuno di noi vale oggi quello che accadde a Israele […]

In attesa del Natale

Una omelia di San Massimo di Torino 1. Anche se tacessi, fratelli, il tempo ci ricorda che il Natale di Cristo Signore è vicino; infatti l’estrema brevità dei giorni ha prevenuto la mia predicazione. Con le sue medesime ristrettezze il mondo avverte che è imminente un fatto che lo renderà migliore e con sollecita attesa […]

San Spiridione di Trimitunte, il Taumaturgo

(Memoria il 12 Dicembre) Il nostro Santo Padre Spiridione nacque nell’Isola di Cipro, intorno all’anno 270. Nacque in una famiglia di pastori, e seguì fin da giovane quello che era il mestiere di famiglia.