La comunità di Pistoia resiste

Come molti di voi già sanno, con una operazione del tutto anticanonica, il vescovo Silvano ha deciso di staccarsi dal Santo Sinodo della Chiesa dei veri cristiani ortodossi di Grecia, divenendo così di fatto scismatico. Conseguentemente a quest’atto, egli è stato destituito dalla carica di Vescovo di Luni.
Solo pochi chierici hanno accettato di seguirlo su questa strada, gli altri sono tutti rimasti fedeli al Santo Sinodo.
In occasione della festa della Natività di San Giovanni Battista, abbiamo scoperto che il vescovo ha fatto cambiare la serratura della nostra Chiesa, impedendoci di celebrare. Oltre a ciò, ha anche posto un annuncio sulla bacheca esterna, dove si dice che le funzioni sono tutte sospese fino a Settembre. Di questo atto blasfemo, il vescovo e quanti lo hanno consigliato dovranno rispondere davanti a Dio. Per questo li raccomando alle preghiere di voi tutti, perché Dio conceda loro il ravvedimento, finché ne hanno il tempo.
Va da sé che noi continueremo in un modo o in un altro, in un posto o in un altro, a celebrare.
Vi terremo informati.

Festa dei Santi Pietro e Paolo

29 Giugno / 12 Luglio 2020
Quinta Domenica di Pentecoste (Quinta Domenica di Matteo)
Tono quarto
Una omelia per la Quinta Domenica di Matteo
Una omelia per la Festa dei Santi Pietro e Paolo

Evangelo mattutino quinto (Luca 24, 12-35)

Prochimeno
Per tutta la terra è uscito il loro suono e sino ai confini del mondo le loro parole.
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. (Ps 18, 5. 2)

Apostolo (dei santi)
Lettura della seconda epistola di Paolo ai Corinti (11, 21 – 12, 9)
Fratelli, se qualcuno si vanta – lo dico da pazzo – mi vanto anch’io! Sono Ebrei? Anch’io. Sono Israeliti? Anch’io. Sono seme d’Abramo? Anch’io. Sono ministri di Cristo? Io più di loro, parlo fuori di testa. Molto di più nelle fatiche, molto di più nelle prigionie, oltremodo nelle percosse: spesso in pericolo di morte. Cinque volte ho ricevuto dai Giudei quaranta colpi meno uno, tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato preso a pietrate, tre volte ho fatto naufragio: a fondo ho passato una notte e un giorno. Spesso in viaggio; pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dalla mia gente, pericoli dai gentili, pericoli in città, pericoli nel deserto, pericoli in mare, pericoli con falsi fratelli; in fatiche e travagli, spesso in veglie, con fame e sete, spesso a digiuno, al freddo e al nudo. Senza parlare delle altre cose, la mia cura quotidiana: la preoccupazione per tutte le Chiese. Se ancora è necessario vantarsi, mi vanterò delle mie infermità. E Dio, Padre del Signore Gesù – sia benedetto nei secoli – sa che non mentisco. A Damasco, il governatore del re Areta montava la guardia alla città di Damasco, volendomi catturare; ma da una finestra fui calato giù in una cesta, lungo il muro, e sfuggii dalle sue mani. Bisogna vantarsi, ma non mi giova; verrò allora alle visioni e alle rivelazioni del Signore. Conosco un uomo in Cristo che quattordici anni fa (non so se col corpo, non so se fuori del corpo: lo sa Dio) fu rapito fino al terzo cielo. E so che quell’uomo (non so se nel corpo o fuori del corpo: lo sa Dio) fu rapito in paradiso e udì parole ineffabili che un uomo non può dire. Di lui mi vanterò, di me invece non mi darò vanto, se non delle mie debolezze. Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato, perché direi la verità; ma evito di farlo, affinché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me. E perché non insuperbisca per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana che mi schiaffeggi, perché non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore che si allontanasse da me. Mi rispose: “Ti basta la mia grazia; la mia potenza si completa nella debolezza”. Molto volentieri mi vanterò quindi ancor più delle mie debolezze, perché su di me si impianti la potenza di Cristo.

Alleluia
Confesseranno i cieli le tue meraviglie, Signore, e la tua verità nella chiesa dei santi.
Dio è glorificato nel consiglio dei santi; è grande e terribile su tutti quelli che lo circondano. (Ps 88, 6. 7)

Evangelo

(dei Santi)
secondo Matteo (16, 13-19)
In quel tempo Gesù giunse dalle parti di Cesare di Filippo e interrogava i suoi discepoli dicendo: “Chi dicono gli uomini che sia il Figlio dell’uomo?” Essi risposero: “Alcuni, Giovanni il Battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti”. Dice loro: “Voi chi dite che io sia?” Rispose allora Simon Pietro e disse: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Rispose allora Gesù e gli disse: “Beato sei tu, Simone Bar Iona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io ti dico che sei Pietro, e su questa pietra costruirò la mia chiesa e le porte dell’Ade non prevarranno contro di essa, A te darò le chiavi del regno dei cieli, e qualsiasi cosa legherai sulla terra sarà legata nei cieli, e qualsiasi cosa scioglierai sulla terra sarà sciolta nei cieli”.

(della Domenica)
secondo Matteo (8, 28 – 9, 1)
In quel tempo Gesù venne nel paese dei Ghergheseni e, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro due indemoniati così pericolosi che nessuno poteva più passare per quella strada. Dicevano gridando: “Che c’è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?” Lontano da loro c’era a pascolare un grande branco di porci e i demoni lo supplicarono dicendo: “Se ci cacci, mandaci in quel branco di porci!” Egli disse loro: “Andate!” Ed essi uscirono e andarono nel branco dei porci: ed ecco tutto il branco dei porci si precipitò dal dirupo nel mare e morirono nelle acque. Allora i mandriani fuggirono, andarono in città e annunciarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, avendolo visto, lo supplicarono che andasse via dai loro confini. Salito sulla barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città.

Quarta Domenica di Matteo

22 Giugno  / 5 Luglio 2020

Quarta Domenica dopo Pentecoste (Quarta domenica di Matteo)
Tono terzo
Sant’Eusebio di Samosata

Guarigione del servo del Centurione
Guarigione del servo del Centurione

Evangelo mattutino quarto (Luca 24, 1-12)

Prochimeno
Inneggiate al nostro Dio, salmeggiate:
inneggiate al nostro re, salmeggiate. (Ps 46, 7. 2)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (6, 18- 23)
Fratelli, liberati dal peccato, siete stati fatti schiavi della giustizia. Parlo in termini umani a causa della debolezza della vostra carne. Come infatti avete portato le vostre membra a essere schiave di impurità e iniquità per l’iniquità, così ora offrite le vostre membra in servizio della giustizia per la santificazione. Quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia. Quale frutto avevate allora in quelle cose di cui ora arrossite? Il loro fine infatti è la morte. Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e il fine è la vita eterna. Il salario del peccato è la morte, mentre il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Alleluia
In te, Signore, ho sperato, che io non resti confuso in eterno.
Sii per me un Dio protettore e un luogo fortificato per salvarmi. (Ps 70, 1. 3)

Evangelo
secondo Matteo (8, 5-13)
In quel tempo Gesù entrò in Cafarnao e gli venne incontro un centurione che lo supplicava dicendo: “Signore, il mio servo giace in casa paralitico e terribilmente tormentato”. Gesù gli risponde: “Io verrò e lo guarirò”. Ma il centurione rispose dicendo: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io sono uomo sotto autorità, ma sotto di me ho soldati e dico a questo: Va’, ed egli va; e all’altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo, ed egli lo fa”. All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a chi lo seguiva: “In verità vi dico che da nessuno in Israele ho trovato una tale fede. E vi dico che verranno molti da Oriente e da Occidente e si porranno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nella tenebra esterna, ove sarà pianto e digrignar di denti”. E Gesù disse al centurione: “Va’, e per te avvenga come hai creduto”. A quell’ora il giovane guarì.

Terza domenica di Matteo

15 / 28 Giugno 2020
Terza Domenica dopo Pentecoste (Terza domenica di Matteo)
Tono secondo
San Glicherio di Romania
Sant’Agostino di Ippona

Evangelo mattutino terzo (Marco 16, 9-20)

Prochimeno
Mia forza e mio inno è il Signore;
e si è fatto mia salvezza. (Ps 117, 14. 18)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (5, 1-11)
Fratelli, giustificàti per la fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Grazie a lui abbiamo avuto nella fede l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci gloriamo, nella speranza della gloria di Dio. Non solo: ci gloriamo perfino nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una fedeltà a tutta prova, la fedeltà provata la speranza. La speranza poi non delude, poiché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato. Inoltre, infatti, quando eravamo ancora infermi, al tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, è difficile che qualcuno sia disposto a morire per un giusto; per un buono forse uno osa anche morire. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perché, essendo ancora peccatori, Cristo morì per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, da nemici, siamo stati riconciliati con Dio in virtù della morte del Figlio suo, quanto più, da riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Alleluia
Ti esaudisca il Signore nel giorno della tribolazione; ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità. (Ps 19, 2. 27, 9)

Evangelo
secondo Matteo (6, 22-33)
Disse il Signore: “Lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanta tenebra! Nessuno può servire a due padroni: o odierà uno e amerà l’altro, o si attaccherà a uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a Mammona. Perciò vi dico: non affannatevi per la vostra vita, cosa mangiare o cosa bere, e neanche per il vostro corpo, cosa indossare; la vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Voi non contate più di loro? E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un solo cubito alla sua statura? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, quanto più voi, gente di poca fede! Non affannatevi dunque dicendo: Che mangiamo? Che beviamo? Che indossiamo? Tutte queste cose le cercano i gentili; il Padre vostro celeste infatti sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate invece prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno messe davanti”.

Seconda Domenica di Matteo

8 / 21 Giugno 2020
Seconda Domenica di Matteo (domenica II dopo Pentecoste)
Domenica dei Santi Ortodossi glorificati in terra d’Italia [qui una omelia]

Tono primo

AL MATTUTINO

Evangelo mattutino II (Marco 16 1-8)

ALLA LITURGIA

Prochimeno
Venga la tua misericordia, Signore, su di noi, così come in te abbiamo sperato.
Esultate, giusti, nel Signore, ai retti si addice la lode. (Ps 32, 22. 1)

Lettura dell’epistola di Paolo ai Romani (2, 10-16)
Fratelli, gloria e onore e pace a chiunque operi il bene, sia Giudeo in primo luogo che Greco: presso Dio, infatti, non c’è preferenza di persona. Quelli che senza la Legge hanno peccato, moriranno senza legge; quelli nella Legge che hanno peccato, saranno giudicati per mezzo della legge. Giusti davanti a Dio non sono quelli che ascoltano la Legge: sarà giustificato chi opera la legge. Infatti, quando i gentili che non hanno la Legge fanno secondo natura le opere della Legge, essi che non hanno la Legge sono legge a sé stessi. Essi dimostrano che l’opera della Legge è scritta nei loro cuori, dato che la loro coscienza rende testimonianza e i loro ragionamenti si accusano o si difendono tra di loro nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini secondo il mio vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

Alleluia
Il Dio che mi dà le vendette e sotto di me ha sottomesso i popoli,
è lui che fa grandi le salvezze del suo re e fa misericordia al suo Cristo. (Ps 17, 48. 51)

EVANGELO
secondo Matteo (4, 18-23)
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, detto Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, infatti erano pescatori. E disse loro: “Seguitemi e vi farò pescatori di uomini.” Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che insieme con Zebedeo, loro padre, aggiustavano le loro reti sulla barca. Li chiamò ed essi, lasciata la barca e loro padre, subito lo seguirono. E Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e guarendo ogni malattia ed ogni infermità nel popolo.

Evangelo per i Santi (Matteo 4,25 – 5, 12)
E molte folle lo seguirono anche dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Aprì bocca, e li ammaestrava dicendo:
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati gli affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati i pacificatori, poiché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa di giustizia, perché è loro il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Domenica di tutti i Santi

1 /14 Giugno 2020
Prima Domenica di Matteo (domenica I dopo Pentecoste)
Si fa memoria di tutti i Santi
Tono plagale quarto (ottavo)
Vigilia del Digiuno dei Santi Apostoli

AL MATTUTINO

Evangelo mattutino I (Matteo 28, 16-20)
In quel tempo gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, lo adorarono, alcuni però dubitavano. Avvicinatosi, Gesù parlò loro dicendo: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e fate mie discepole tutte le genti, immergendole nel nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo”. Amin.

ALLA LITURGIA

Prochimeno
Mirabile è Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.
Nelle chiese benedite Dio, il Signore dalle fonti d’Israele. (67, 36. 27)

Lettura dell’epistola di Paolo agli Ebrei (11, 33 – 12, 2)
Fratelli, tutti i santi per mezzo della fede hanno abbattuto regni, hanno operato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso la bocca dei leoni, hanno spento la potenza del fuoco, sono sfuggiti al filo delle lame, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, le donne hanno ricevuto dopo la risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione onde ottenere una risurrezione migliore. Altri provarono scherni e flagelli, catene e prigione. Furono presi a sassate, furono segati, morirono assassinati a coltellate, vagarono coperti con pelli di pecore e capre, bisognosi, afflitti, maltrattati – di loro il mondo non era degno! – errando nei deserti e sui monti, nelle grotte e nelle fenditure della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto testimonianza per mezzo della fede, non hanno ottenuto la promessa avendo Dio previsto per noi qualcosa di meglio, affinché non giungessero alla perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da tale nube di testimoni, deposto tutto ciò che appesantisce e il peccato che ci irretisce, corriamo con pazienza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

Alleluia
Hanno gridato i giusti, e il Signore li ha esauditi, e da tutte le loro tribolazioni li ha liberati.
Molte le tribolazioni dei giusti, ma da tutte le libererà il Signore. (33, 18. 20)

EVANGELO
secondo Matteo (10, 32-33. 37-38. 19, 27-30)
Disse il Signore ai suoi discepoli: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e mi segue, non è degno di me”. Allora Pietro rispose e gli disse: “Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che ne sarà dunque a noi?” E Gesù disse loro: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo siederà sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. E chi ha lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per il mio nome, riceverà il centuplo e avrà in eredità la vita eterna. Molti primi saranno ultimi e gli ultimi primi”.

Domenica di Pentecoste

25 Maggio / 7 Giugno 2020
Domenica di Pentecoste

AL MATTUTINO

Evangelo secondo Giovanni (20, 19-23)
La sera di quello stesso giorno, il primo giorno della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per paura dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!” Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli si rallegrarono vedendo il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha inviato me, anch’io mando voi”. Detto questo, soffiò e dice loro: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimettete i peccati, sono stati rimessi; a chi li ritenete, sono stati ritenuti”.

ALLA LITURGIA

APOSTOLOS

Prochimeno
Per tutta la terra è uscito il loro suono e sino ai confini del mondo le loro parole.
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. (Ps 18, 5. 2)

Lettura degli Atti degli Apostoli (2, 1-11)
Al compiersi del giorno della Pentecoste, tutti gli apostoli erano insieme nello stesso luogo. D’improvviso ci fu dal cielo un suono, come l’irrompere di un soffio violento, che riempì tutta la casa dove erano seduti – apparvero loro distinte lingue come di fuoco – e si posò su ciascuno di loro. Tutti furono ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei, uomini devoti da tutte le nazioni che sono sotto il cielo. Al prodursi di quella voce, si radunò una gran folla, turbata perché ognuno li udiva parlare nella propria lingua. Fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono Galilei? Come mai ciascuno di noi li ode parlare nella propria lingua nativa? Parti, Midi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle regioni della Libia presso Cirene, Romani residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, li sentiamo parlare nelle nostre lingue delle grandezze di Dio”.

Alleluia
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli; e dallo spirito della sua bocca tutte le loro schiere.
Dal cielo ha guardato il Signore; ha visto tutti i figli degli uomini. (Ps 32, 6. 13)

EVANGELO
secondo Giovanni (7, 37-52. 8, 12)
Nell’ultimo giorno, quello grande della festa, Gesù stava in piedi e gridò dicendo: “Se qualcuno ha sete venga a me e beva chi crede in me; come ha detto la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo grembo”. Questo egli disse dello Spirito che i credenti in lui stavano per ricevere: infatti non c’era ancora lo Spirito Santo, perché Gesù non era stato ancora glorificato. All’udire queste parole, alcuni fra la folla dicevano: “Questi è davvero il profeta!”; altri dicevano: “Questi è il Cristo!”; altri invece dicevano: “Ma il Cristo viene dalla Galilea? Non ha detto la Scrittura che il Cristo viene dal seme di David e da Betlemme, il villaggio dov’era David?” E ci fu dissenso tra la folla a causa di lui. Alcuni di loro volevano prenderlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto?” Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato così!” Ma i farisei replicarono loro: “Anche voi siete stati ingannati? Gli ha creduto qualcuno fra i capi o fra i farisei? Ma questa folla che non conosce la Legge! Sono maledetti!” Nicodemo, uno di loro, che era andato da Gesù di notte, dice loro: “La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere cosa fa?” Risposero e gli dissero: “Sei anche tu della Galilea? Studia e vedi che non sorge profeta dalla Galilea!” E Gesù parlava di nuovo, dicendo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nella tenebra, ma avrà la luce della vita”.

Domenica dei Santi Padri

18 / 31 Maggio  2020
Santo Martire Teodoto di Ancira

Settima Domenica di Pasqua (dei Padri del Primo Concilio ecumenico)
Tono plagale secondo (sesto)

AL MATTUTINO
Evangelo mattutino X (Giovanni 21, 1-14)

In quel tempo, risorto dai morti, Gesù di nuovo si manifestò ai suoi discepoli presso il mare di Tiberiade. E si manifestò così: erano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Dice loro Simon Pietro: “Vado a pescare”. Gli dicono: “Veniamo anche noi con te”. Uscirono e salirono sulla barca, ma quella notte non presero nulla. Sul far del giorno Gesù stava sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù dice loro: “Ragazzi, avete qualche companatico?” Gli risposero: “No!”. Egli disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non erano più capaci di tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava dice a Pietro: “E’ il Signore!” Simon Pietro appena udì che è il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era nudo, e si gettò a mare, Gli altri discepoli invece vennero con la barca. Poiché non erano lontani da terra, appena duecento cubiti, trainarono la rete piena di pesci. Appena scesi a terra, vedono la brace pronta con del pesce messo sopra, e pane. Dice loro Gesù: “Portate un po’ del pesce che avete preso ora”. Quindi Simon Pietro salì e trascinò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si strappò. Gesù dice loro: “Venite a pranzare”. E nessuno dei discepoli osava domandargli: “Chi sei?” perché sapevano che è il Signore. Gesù viene, prende il pane e lo dà loro, e così pure il pesce. Questa era già la terza volta che Gesù risorto dai morti si manifestò ai discepoli.

ALLA LITURGIA

APOSTOLOS

Prochimeno

Benedetto sei tu Signore, Dio dei nostri padri: lodato e glorificato è il tuo nome nei secoli.
Poiché sei giusto in tutto ciò che hai fatto; e tutte le tue opere sono vere e rette le tue vie. (Dan 26-27)

Lettura degli Atti degli apostoli (20, 16-18. 28-36)
In quei giorni Paolo aveva deciso di navigare al largo di Efeso perché non gli capitasse di perdere tempo in Asia: si affrettava, per quanto gli era possibile, per essere a Gerusalemme giorno di Pentecoste. Da Mileto mandò a chiamare subito a Efeso i presbiteri della Chiesa. Quando essi giunsero disse loro: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come sorveglianti a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. Io so che dopo la mia partenza verranno lupi crudeli nei vostri confronti, che non risparmieranno il gregge; perfino di mezzo a voi sorgeranno uomini che diranno cose perverse per trascinare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi. Ed ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità con tutti i santificati. Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: E’ più beato dare che ricevere!” Detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo lo baciavano, addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave.

Alleluia
Il Dio degli dei, il Signore, ha parlato e ha chiamato la terra, dal sorgere del sole fino al tramonto.
Radunate intorno a lui i suoi santi che hanno stabilito l’alleanza con lui sui sacrifici. (Ps 49,

EVANGELO
secondo Giovanni (17, 1-13)
In quel tempo Gesù alzò gli occhi al cielo e disse: “Padre, è giunta l’ora: glorifica il Figlio tuo affinché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere vivente, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami presso di te, con la gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e hanno conosciuto veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te, Padre santo: custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, affinché siano uno, come noi. Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro si è perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in loro la pienezza della mia gioia”.

Ascensione del nostro Signore Gesù Cristo

15 / 28 Maggio 2020
Ascensione del nostro Signore Gesù Cristo

AL MATTUTINO

Evangelo secondo Marco (16, 9-20)
Risuscitato, al mattino presto, nel primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria Maddalena dalla quale aveva cacciato sette demoni. Questa andò ad annunciarlo a quelli che erano stati con lui, mentre erano in lutto e piangevano. Ma essi, udito che era vivo e che lei lo aveva visto, non vollero credere. Dopo di ciò, sotto altro aspetto apparve a due di loro che erano in cammino, mentre andavano verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri, ma neanche a loro vollero credere. Infine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a tutto il creato. Chi crederà e verrà battezzato, sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi segni accompagneranno i credenti: nel mio nome cacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno mortale, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi avranno bene”. Dopo aver parlato con loro, il Signore fu assunto al cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi uscirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme e confermava la parola con i segni che la accompagnavano. Amen.

ALLA LITURGIA

APOSTOLOS

Prochimeno
Innàlzati sopra i cieli, o Dio, e su tutta la terra la gloria.
Pronto è il mio cuore, o Dio, pronto il mio cuore, canterò e salmeggerò nella mia gloria. (Ps 107, 6. 2)

Lettura degli Atti degli apostoli (1, 1-12)
Il primo discorso l’abbiamo fatto, o Teofilo, su tutto ciò che Gesù cominciò a fare e insegnare fino al giorno in cui fu sollevato in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. A essi si era mostrato vivo dopo la sua passione, con molte prove convincenti: per quaranta giorni era apparso loro parlando del regno di Dio. Seduti insieme a mensa, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di aspettare, disse, la promessa del Padre che avete udito da me: Giovanni immerse nell’acqua, ma voi fra non molti giorni sarete immersi nello Spirito Santo. Essi dunque si riunirono e lo interrogavano dicendo: “Signore, in questo tempo ristabilirai il regno per Israele?” Rispose loro: ” Non è cosa vostra conoscere tempi o momenti che il Padre ha posto nel proprio potere. Ma riceverete la forza del Santo Spirito che sta per venire su voi, e sarete miei testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Samaria e fino all’estremità della terra”. Detto questo, mentre lo guardavano, fu levato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. E poiché essi guardavano fisso il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare fisso il cielo? Questo Gesù, che di tra voi è stato sollevato fino al cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”. Allora tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato Oliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso di sabato.

Alleluia
Genti tutte, battete le mani, acclamate Dio con voce di esultanza.
E’ asceso Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono della tromba. (Ps 46, 2. 6)

EVANGELO
secondo Luca (24, 36-53)
In quel tempo Gesù, risorto dai morti, stette in mezzo ai suoi discepoli e disse loro: “Pace a voi!” Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere uno spirito. Ma egli disse loro: “Perché siete turbati? Perché nel vostro cuore salgono dubbi? Guardate le mie mani e i miei piedi: Io Sono, me stesso! Palpatemi e vedete: uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. E dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché erano ancora increduli per lo stupore e la gran gioia, disse loro: “Avete qui qualcosa da mangiare?” Essi allora gli diedero una porzione di pesce arrosto e parte d’un favo di miele; li prese e davanti a loro li mangiò. Poi disse loro: “Queste sono le mie parole che vi dicevo quando ancora ero con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei profeti e nei salmi”. Allora aprì la loro mente all’intelligenza delle Scritture e disse loro: “Così sta scritto: il Cristo deve patire e risorgere dai morti il terzo giorno e nel suo nome sarà predicata a tutta la gente la conversione per la remissione dei peccati. Cominciando da Gerusalemme voi sarete testimoni di queste cose. Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso, ma voi restate nella città finché non sarete rivestiti dall’alto di potenza”. Poi li condusse fuori verso Betania; alzò le mani e li benedisse. Mentre li benediceva, egli si separò da loro ed era portato in cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con gioia grande e stavano di continuo nel tempio, benedicendo Dio. Amen.

Riapertura delle celebrazioni

Nella nostra Chiesa, le celebrazioni non sono mai venute meno, anche se, per ovvie ragioni, alla maggior parte dei nostri parrocchiani non è stato possibile frequentarle. Da qualche giorno è però nuovamente possibile celebrare, sebbene con alcune restrizioni, in modo pubblico.

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Orthodoxia

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